Nirvana, l’ex manager: “Kurt Cobain amava la musica dei Led Zeppelin e degli AC/DC ma non i loro testi. Li considerava sessisti”

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Nirvana, l’ex manager: “Kurt Cobain amava la musica dei Led Zeppelin e degli AC/DC ma non i loro testi. Li considerava sessisti”

L’autore di una nuova biografia sul cantante scomparso rivela nuovi particolari sul suo 'codice etico'

Tra due giorni, il 4 aprile, in occasione del 25esimo anniversario dalla morte di Kurt Cobain, verrà pubblicato il libro Serving the Servant, una nuova biografia del cantante dei Nirvana scritta dall’ex manager della band Danny Goldberg. Per promuovere questo lavoro, che si concentra in particolar modo sugli ultimi anni di vita del musicista, l’autore sta rilasciando numerose interviste in cui sta svelando dei retroscena inediti su Kurt ma, più in generale, anche sull’ambiente musicale dei primi anni ’90.

Uno di questi riguarda l’opinione di Kurt Cobain a proposito delle più famose rock band degli anni ’70 e ’80: secondo quanto emerso già da tempo, sembra che lui non le amasse particolarmente perché le considerava sessiste e omofobe. In un’intervista per Forbes, Goldberg ha confermato che, in effetti, il frontman dei Nirvana la pensava proprio così: “È tutto vero e io concordo con lui in tutto e per tutto – ha detto l’ex manager – condivido la sua opinione in merito, però penso anche che lui fosse diviso su questo tema: penso che lui amasse quella musica. Lui amava la musica dei Led Zeppelin e quella degli AC/DC. Ma i loro testi lo mettevano a disagio, proprio perché considerava il loro contenuto sessista e omofobo. Mi sembra di aver citato una sua frase in proposito nel mio libro, l’ho fatto perché penso sia un punto cruciale per capire chi fosse come artista”.

Per Goldberg, dunque, capire le idee di Kurt su queste tematiche può farci capire meglio la sua concezione stessa della musica e i valori sui quali ha basato la sua stessa arte: “Lui si identificava culturalmente con i valori della comunità punk rock, che non si stava ribellando solo contro Reagan e contro quelle dinamiche sociali che facevano arrabbiare la gente, ma anche contro la roba che il business della musica stava producendo. Questo è stato il grido di quella generazione e lui è stato tra quelli che lo hanno condiviso. Tuttavia – ha aggiunto – in qualità di musicista, apprezzava un ampia gamma di band. Come è ben noto, amava i Beatles e non è che loro non abbiano scritto testi sessisti, anzi, tutt’altro”.

Come musicista, Kurt non poteva fare a meno di amare alcune grandi band che hanno di fatto scritto la storia della musica. Nonostante questo, non poteva condividere quelle che erano le loro posizioni su alcune tematiche, totalmente contrarie alla sua etica. È anche questo, secondo l’ex manager, ad aver reso Kurt un artista unico, oltre che una persona che è sempre rimasta fedele a sé stessa e ai suoi principi. “Io amo John Lennon – ha continuato Goldberg - e anche Kurt amava John Lennon. Tuttavia penso che Norwegian Wood sia un po’ sessista. Nonostante questo, Kurt amava artisti diversi, però si identificava con un preciso codice morale e questa è una delle cose che lo ha reso ai miei occhi un artista davvero interessante da conoscere e con il quale lavorare. E il suo codice etico includeva la totale avversione dei comportamenti e degli stereotipi del macho”.

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