Lenny Kravitz: “Ho registrato Are You Gonna Go My Way in 5 minuti”

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Lenny Kravitz: “Ho registrato Are You Gonna Go My Way in 5 minuti”

Il rocker americano ha aggiunto: "Bisogna fidarsi del proprio istinto, del proprio spirito, senza cercare di essere qualcun altro"

Una delle canzoni più famose di Lenny Kravitz è sicuramente Are You Gonna Go My Way, pezzo che dà anche il titolo al disco uscito nel 1993, il terzo album in studio del cantante. In un’intervista per Guitarist Magazine, il musicista è tornato a parlare proprio di quella canzone che divenne subito un grande successo.

L’ho registrata in cinque minuti – ha rivelato – la sessione in studio è stata breve perché c’era un altro gruppo pronto a registrare dopo di me e, anche se ormai ero giunto al mio terzo album, non potevo certo chiudermi dentro lo studio. Così funzionano le cose in sala di registrazione. I ragazzi di quel gruppo – ha continuato – stavano già aspettando da un po’ e stavano perdendo la pazienza perché probabilmente mi ero già trattenuto oltre il tempo previsto. Così ho dovuto registrare il pezzo in fretta e furia per poi scappare via senza avere la benché minima idea di come fosse venuto”.

Ma l’aneddoto sulla nascita di questa canzone non è ancora finito: “Ho portato la registrazione a casa, l’ho messa su e ho scritto il testo e la melodia – ha raccontato ancora Lenny – il giorno dopo sono tornato in studio e ho registrato la parte vocale. A quel punto, pur avendolo ormai messo su, ancora non avevo idea di come fosse venuto il pezzo. Non avevo idea che sarebbe poi diventato proprio la canzone che poi ne è venuta fuori”.

La storia della musica contiene tanti esempi di canzoni nate per caso e diventate poi dei grandi successi; anche per questo motivo, Lenny Kravitz sostiene che forse i pezzi migliori sono quelli scritti seguendo solo il proprio istinto: “La cosa che mi piace di più delle cose scritte di getto è che la persona non ci pensa troppo, è una cosa istintiva – ha spiegato il cantante – le persone poi si mettono a pensare ‘ok, avrei potuto farlo in questo modo oppure in quest’altro’. Capita anche a me, però poi scopro che quando lascio che i musicisti, che sia io o Craig Ross (il suo chitarrista storico ndr) o chiunque altro, suonino un assolo per poi ripeterlo diverse volte, 9 volte su 10 scegliamo sempre la prima registrazione”.

Per Lenny l’ispirazione del momento è la vera essenza di un pezzo: “Quando suoni qualcosa di getto c’è qualcosa di immediato, dopo di che inizi a pensare troppo. I chitarristi mi prendono in giro perché lo sanno e mi dicono ‘ok, tanto per te è buona la prima, no?’ – ha scherzato – loro vorrebbero ripetere e ripetere all’infinito per perfezionare il pezzo. Io invece preferisco il sentimento e la spontaneità della prima prova”. Questa sua idea non vale solo per la musica ma anche per la voce: “Quando registro le parti vocali è sempre la prima volta in assoluto che canto quella canzone. Di solito scrivo la canzone ma poi non la provo, la melodia arriva quando la canto per la prima volta. A volte forse faccio i cosiddetti errori, ma proprio questi spesso si rivelano essere la parte migliore. Insomma, è così che lavoro”.

Il fatto che Are You Gonna Go My Way sia stata registrata in pochi minuti non deve quindi stupire, perché in generale è questo il metodo di Lenny: “Nella maggior parte dei casi, le canzoni mi vengono in mente e solo dopo penso a come suonarle – ha spiegato ancora – poi ci sono le canzoni che nascono grazie a un riff uscito fuori in studio improvvisando con un amplificatore. Nel caso di alcuni tra i miei pezzi migliori, come ad esempio Fly Away, io non stavo nemmeno pensando di scrivere una canzone. In questo caso avevo una Les Paul e volevo semplicemente sentirne il suono con un amplificatore”.

E così, provando quella chitarra alla fine è nata una melodia; in molti altri casi, invece, alcune canzoni sono nate da una jam session insieme al suo chitarrista Craig. Secondo Lenny è normale essere influenzati dai propri miti, dai gruppi o dagli artisti preferiti, perché vorremmo essere come loro: “Fa parte della formazione di ciascuno di noi – ha detto – ma a un certo punto bisogna trovare la propria strada. Il mio consiglio è di essere liberi, lasciare che le cose fluiscano da sole ed essere sé stessi. Bisogna fidarsi del proprio istinto, del proprio spirito, senza cercare di essere qualcun altro”.

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