Linkin Park, Mike Shinoda: "Il nuovo cantante non lo cercheremo, dovrà arrivare in modo naturale”

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Linkin Park, Mike Shinoda: "Il nuovo cantante non lo cercheremo, dovrà arrivare in modo naturale”

La band vuole continuare a suonare ma non ha intenzione di rimpiazzare Chester mettendosi alla ricerca di un nuovo vocalist

A quasi due anni dalla morte di Chester Bennington, i Linkin Park sono arrivati al punto di dover decidere cosa fare, se sciogliersi definitivamente e continuare ciascuno con il proprio percorso musicale, oppure se trovare un nuovo cantante e tornare a suonare. In un’intervista per Rock Antenne, Mike Shinoda ha deciso di affrontare l’argomento, spiegando vari aspetti della questione.

Dopo la tragica scomparsa del loro amico, com’è comprensibile, i Linkin Park hanno deciso di prendersi una pausa ma non hanno perso i contatti: “Continuo a vederli – ha raccontato Mike – di solito non tutti insieme, uno alla volta. Ma sono sicuro che torneremo presto a frequentarci tutti insieme e vedremo cosa accadrà”. In seguito Shinoda ha spiegato che la band vorrebbe continuare ma che la situazione non è affatto semplice: “Bisogna dire due cose in proposito – ha spiegato Mike – la prima è che tutti noi vorremmo continuare a fare musica e a suonare dal vivo e smettere di farlo sarebbe dura. Per me sarebbe impensabile. Non avrei mai voluto fermarmi per un anno ma sapevo che la band non era pronta per continuare e così ho continuato da solo. Allo stesso tempo, però - ha aggiunto - so che gli altri ragazzi amano esibirsi, amano registrare in studio e quindi, non saprei come dire, ma non sarebbe normale per noi smettere di fare tutto questo. Quindi se per continuare abbiamo bisogno di qualcun altro per riuscirci allora ok, faremo così”.

I Linkin Park quindi vorrebbero davvero proseguire con la loro carriera, spinti anche dal grande sostegno da parte del loro pubblico: “La seconda cosa riguarda il rispetto nei confronti dei nostri fan – ha spiegato – credo ci siano davvero tanti fan che vorrebbero continuare a vederci sul palco e ad ascoltare la nostra musica. Se dovessimo programmare un concerto, so che verrebbero. Penso che finché ci sarà questo interesse e questo supporto da parte dei fan, allora noi avremo una forza trainante che ci aiuterà a capire cosa fare della nostra band”.

In realtà, l’unico vero problema risiede nel fatto che, purtroppo, per continuare il gruppo avrebbe bisogno di un nuovo vocalist ma nessuno di loro vuole trovare un sostituto di Chester, anche perché sarebbe impossibile eguagliare il cantante, icona della stessa band. Si tratta, semmai, di trovare la persona giusta per ricominciare: “Trovare un nuovo cantante non è tra i miei obiettivi – ha puntualizzato Mike in proposito – se deve succedere, che accada in modo naturale. Non ho nessuna intenzione di mettere annunci per cercare un cantante, penso sia un’idea terribile e davvero inopportuna. Se dovessimo trovare qualcuno che sia in gamba e che si dimostri adatto al nostro stile, potrei valutare di provare a fare qualcosa con lui. Ma non vorrei mai sentirmi come se stessi rimpiazzando Chester”.

Durante il suo tour da solista, Shinoda ha spesso eseguito dei brani dei Linkin Park ma, come ha poi spiegato, il suo scopo era solo quello di ricordare l’amico, non quello di prendere il suo posto, anche perché è consapevole di non avere la voce adatta per le parti vocali cantate da Chester: “Durante la registrazione dei demo delle nostre canzoni – ha raccontato Mike – di solito cantavo sempre io nelle prime versioni, poi le facevo ascoltare ai ragazzi e a Chester e alla fine lui le ricantava. Quindi tornare oggi sul palco e cantare una di queste canzoni significa tornare alla prima versione di questi brani”.

Nell’ultimo anno, in attesa del momento giusto per ricominciare con la band, Mike Shinoda ha trovato la sua strada come solista e nel gennaio del 2018 ha pubblicato l’album Post Traumatic, un disco che ha rappresentato per lui un appiglio per andare avanti. Qualche tempo fa Mike ne ha parlato in un’intervista per The Oakland Press: “Il dolore è qualcosa di personale, è un’esperienza personale. A un certo punto io ho provato una sensazione, ho sentito che le cose sarebbero migliorate o che comunque sarebbero cambiate in qualche modo. Ovviamente non dimenticheremo mai il nostro amico, ricorderemo sempre a tutti di quanto fosse speciale e pieno di talento. Ma allo stesso tempo penso che a un certo punto sia dannoso e irresponsabile per noi non andare avanti con le nostre vite. Così – ha concluso  parlando del suo album - ho capito che il mio nuovo progetto, sebbene ancora non sapessi quale forma avrebbe assunto, avrebbe potuto essere interessante e che condividerlo sarebbe stato difficile all’inizio, ma poi avrebbe potuto aiutare un po’ di persone. Così ho pensato che valesse la pena condividerlo”.

I Linkin Park, insomma, stanno cercando una soluzione per tornare a fare ciò che amano di più, ossia suonare, ma devo trovare il modo giusto per farlo e per andare avanti con le loro vite e le loro carriere. Per il momento, intanto, Mike è ancora impegnato con il suo tour che terminerà il 26 marzo a Tel Aviv e che toccherà anche l’Italia per ben due date, la prima a Milano il 14 marzo, e la seconda a Padova, il 15 marzo.

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