Placebo: Brian Molko rivela la canzone che gli ha cambiato la vita

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Placebo: Brian Molko rivela la canzone che gli ha cambiato la vita

Tra i tanti artisti amati dal frontman, ce n’è uno che ha plasmato il suo carattere e il modo di suonare la chitarra

Brian Molko è uno degli indiscussi protagonisti del rock mondiale, e da oltre tre decenni detta mode e stili musicali, per intere generazioni.

Con i Placebo ha scalato le classifiche internazionali, grazie a canzoni ed album sempre rilevanti e fondanti.

Insieme al suo sodale Stef Olsdal, Molko ha riempito un vuoto musicale come nessun altro avrebbe potuto, gettando le basi per un proseguo più complesso e interessante del Britpop.

Ma Molko non è solo un ispiratore, in quanto è stato a sua volta ispirato e influenzato dai grandi del rock a lui precedenti o contemporanei. Non solo dal punto di vista strettamente musicale, ma anche relativamente allo stile e alla libertà di espressione attraverso l’estetica e il modo di esibirsi.

Lou Reed, David Bowie e persino artiste e attiviste come le Pussy Riot fanno parte del bagaglio di influenze vecchie e nuove del cantante dei Placebo, che hanno contribuito alla creazione del suo personaggio, fatto anche di fluidità e libertà d’espressione.

Ma più di tutti, c’è un gruppo e nello specifico c’è una canzone che hanno cambiato la vita di Molko, secondo quanto dichiarato dallo stesso frontman.

Si tratta dei Sonic Youth con il brano Dirty Boots del 1990. In occasione di un’intervista con NME, Molko ha attribuito a Kim Gordon, Thurston Moore, Lee Ranaldo e Steve Shelley il merito di aver cambiato la sua vita e il suo modo di vedere la chitarra.

Io e il mio amico Nick avevamo 16 anni – ha raccontato la voce di The never-ending why – lui è venuto da me, abbiamo fumato una canna, spento le luci e acceso Goo [l’album dei Sonic Youth del 1990 ndr]. Suonavo la chitarra da circa tre anni, ma la mia intera percezione di ciò che era possibile fare con la chitarra elettrica è cambiata, quel giorno. Mi si è aperto un intero nuovo universo di possibilità. I Sonic Youth rimangono forse la mia più grande influenza fino ad oggi. Sono la più grande band rock'n'roll di tutti i tempi”.

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