Mark Knopfler rivela qual è il suo chitarrista preferito di sempre: "Ancora oggi sogno di riuscire a suonare come lui"

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Mark Knopfler rivela qual è il suo chitarrista preferito di sempre: "Ancora oggi sogno di riuscire a suonare come lui"

La leggenda dei Dire Straits: "Ho sempre voluto avere una chitarra rossa perché pensavo che sarei stato in grado di suonare come lui"

Quando era una ragazzino, Mark Knopfler sognava una chitarra Fender Stratocaster Red come quella del suo idolo, Hank Marvin, il leader degli Shadows, la band che ha ispirato una intera generazione di musicisti rock inglesi con il suono metallico dei propri brani strumentali (con cui accompagnava le canzoni di Cliff Richard) ma si è dovuto però accontentare di un modello più economico, una Hofner Solid da 50 sterline, l’unica che i suoi genitori potevano permetteris.

Nella casa in cui è cresciuto a Newcastle (dove la famiglia Knopfler si trasferisce da Glasgow quando lui ha sette anni) la musica arriva grazie allo zio Kinglsley che suonava l’armonica, il pianoforte e fa sentire a Mark e suo fratello David il boogie-woogie. Il passo successivo è il blues, e Mark Knopfler comincia ad essere sempre più attratto da chi suona la chitarra: Blin Willie Johnson, Chet Atkins il fenomenale chitarrista francese di origine gitana Django Reinhardt, B.B.King e Scotty Moore, il chitarrista di Elvis Presley e a sedici anni Mark è già sul palco a esibirsi con la compagna di classe Sue Hercombe.

La sua carriera comincia dopo gli studi di giornalismo e il lavoro come reporter dello Yorkshire Evening Post, quando incontra il chitarrista e falegname Steve Phillips che gli apre le porte della sua incredibile collezione di dischi espandendo le sue influenze (Phillips enreerà a fare parte del progetto parallelo di Knopfler The Notting Hillbillies nel 1986), poi si trasferisce a Londra e suona con i Brewer’s Droop e i Cafè Racers fino al 1977 quando fonda i Dire Straits con suo fratello David, il bassista John Illsey e il batterista Pick Withers.

Negli anni, Mark Knopfler diventa uno dei più grandi chitarristi della musica inglese, porta nel rock lo stile “fingerpicking” del blues tradizionale e collabora con tutti i più grandi, da Van Morrison a Eric Clapton a Paul McCartney fino a Bob Dylan che lo chiama per suonare nel suo album Slow Train Coming e Chet Atkins con cui registra Neck and Neck nel 1990. Il momento più bello della sua carriera, secondo quanto ha raccontato lui stesso, è stato però quando ha diviso il palco con il suo idolo. Nel 1985 durante un concerto alla Wembley Arena di Londra per il tour di Brothers in Arms, l’album più venduto dei Dire Straits, Mark Knopfler dice: «Ho sempre voluto avere una chitarra rossa, e l’unico motivo era perché pensavo che sarei stato in grado di suonare come il mio chitarrista preferito di sempre. Ancora oggi sogno di riuscire a suonare come lui. Signore e signori, ecco a voi Hank Marvin».

Hank Marvin e Mark Knopfler hanno suonato insieme Going Home, un brano scritto da Knopfler per la colonna sonora del film Local Hero del 1983, il suo primo singolo solista.

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