John Belushi, la vera storia della (strana) amicizia con Robert De Niro

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John Belushi, la vera storia della (strana) amicizia con Robert De Niro

Il protagonista di Taxi Driver, assieme a Robin Williams, fu l'ultimo a vederlo la notte in cui ci lasciò a soli 33 anni allo Chateau Marmont

Ivan Reitman, il regista di Ghostbusters e produttore di Animal House ha detto di John Belushi: «Ho conosciuto molte persone famose ma non ho mai visto nessuno essere al centro del proprio tempo come Belushi. La fama e le sue conseguenze hanno raggiunto per lui un livello che non avevo mai visto e non ho più visto in seguito».

Dopo tre anni di sketch irresistibili (in cui interpreta tra gli altri Henry Kissinger e Ludwig Van Beethoven) nello show televisivo più seguito d’America, Saturday Night Live, nel 1978 John Belushi diventa John Blutarsky detto Bluto, inarrestabile teppista del liceo che porta la sua confraternita Delta House alla gloria nel film Animal House di John Landis e due anni dopo entra definitivamente nella cultura pop americana al fianco di Dan Aykroyd in The Blues Brothers.

«E’ la storia di due avanzi di galera e suo loro amore per la città di Chicago e la sua musica»: si dice che Dan Aykroyd, appassionato conoscitore del blues che ha anche aperto il 505 Club a Toronto abbia presentato con queste parole a Belushi l’idea del film nato già nel 1976 come sketch del SNL. Il 17 gennaio 1976 cantano Killer Bees vestiti da api, due anni dopo esordiscono come Jake ed Elwood Blues in una puntata condotta da Steve Martin cantando Hey Bartender.

Il resto della carriera di Belushi è una corsa senza freni, uno stile di vita senza limiti alimentato da un abuso di sostanze sfrenato.

Dopo la commedia romantica Chiamami Aquila e un altro film geniale con Dan Aykroyd, Vicini di Casa nel 1981 John Belushi muore a soli 33 anni (la sua carriera è durata solo sette film) come la più sfrenata delle rockstar: a mezzogiorno del 5 marzo 1982 la sua guardia del corpo Bill Wallace bussa alla porta del bungalow in cui vive nell’hotel delle star di Hollywood, Lo Chateau Marmont per portargli un registratore a cassette e una macchina da scrivere che ha richiesto il giorno prima.

Lo trova morto per un’overdose di speedball, una combinazione di eroina e cocaina. Il giorno prima, il 4 marzo, John Belushi è piombato o nell’ufficio del suo manager Bernie Brillstein per chiedere soldi, Brilstein si rifiuta perché sospetta che servano a comprare droga. Belushi torna qualche ora dopo, Brillstein è in riunione e per non metterlo in imbarazzo davanti ad altre persone accetta di fargli un prestito.

Si dice che sia stato quello il denaro con cui ha acquistato la dose fatale di droga da Cathy Evelyn Smith, che viene arrestata e poi rilasciata (si dice perché era una informatrice della polizia di Los Angeles) e poi arrestata nuovamente ed estradata dal Canada dopo aver ammesso di aver venduto droga a Belushi in una intervista con il National Enquirer.

Per una  settimana, Belushi ha fatto festa nei locali del Sunset Strip e ha invitato persone a finire la serata nel suo bungalow allo Chateau Marmont. Due star di Hollywood lo hanno visto per l’ultima volta la notte stessa in cui è morto: Robin Williams e Robert De Niro.  

Robin Williams è un amico, un comico geniale come lui, ma è turbato dallo stato in cui lo trova e se ne va, Robert De Niro invece prova due volte a parlargli e a tirarlo fuori dallo Chateau Marmont, prima per invitarlo ad unirsi a cena con lui e l’attore Harry Dean Stanton e poi ancora a notte fonda prima di tornare a casa. John Belushi rimane prigioniero di sé stesso allo Chateau Marmont, entra nella storia della Hollywood più trasgressiva e decadente, diventa uno dei pochi ad essere contemporaneamente rockstar e star del cinema, e non viene mai dimenticato. Si dice che Ivan Reitman abbia pensato al suo personaggio di Bluto in Animal House per creare il fantasma verde di Ghostbusters, amato da tutti i bambini, che Dan Aykroyd ha sempre definito «Il fantasma di John Belushi».

La moglie di Belushi, Judith Belushi Pisano ha detto: «Mi piacerebbe che fosse celebrato per la sua vita, il coraggio di seguire il suo sogno di diventare attore nonostante le condizioni di vita difficili in cui è cresciuto, la sua dedizione all’arte e il suo epico senso dell’amicizia e il carattere amorevole». Il suo amico Dan Aykroyd ha ricordato invece un episodio avvenuto a Chicago che spiega tutto del mito di John Belushi: «Eravamo in macchina insieme, io guidavo e all’improvviso John mi ha chiesto di fermarmi e mi ha detto: “Guarda questo!” E’ corso fuori e ha cominciato a bussare alle finestre di una scuola, poi è tornato indietro correndo. Mentre ce ne andavamo via, tutte le finestre della scuola erano spalancate e gli studenti gridavano: Bluto! Bluto!»

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