David Bowie si rifiutò di prestare la sua voce per il sequel di Twin Peaks. Ecco Perché

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David Bowie si rifiutò di prestare la sua voce per il sequel di Twin Peaks. Ecco Perché

Il geniale regista David Lynch provò a coinvolgere il Duca Bianco nella serie sequel 25 anni dopo gli eventi di Twin Peaks

Nel 1992 il regista più inquietante e surreale del cinema americano David Lynch gira un film per raccontare il prequel della serie televisiva con cui tra il 1990 e il 1991 ha sconvolto il mondo, Twin Peaks.

In un’epoca in cui le serie televisive erano ancora un genere marginale e sperimentale e non un prodotto di massa, nessun altro titolo ha saputo catturare l’attenzione del pubblico in modo così totale.

Per due stagioni Twin Peaks, creata da David Lynch e Mark Frost e trasmessa dalla ABC a partire dall’8 aprile 1990 ha tenuto gli spettatori inchiodati allo schermo, rendendo popolare ovunque una cittadina dispersa nelle montagne di Washington State (lo stato in cui nello stesso periodo nasce il grunge) che in realtà non esiste, lanciando la colonna sonora di Angelo Badalamenti come una delle migliori mai scritte, lasciando tutti con il fiato sospeso a seguire la storia tragica di un personaggio che non si vede praticamente mai ma diventa un’icona degli anni 90, Laura Palmer (interpretata da Sheryl Lee) e creando un genere cinematografico a parte che cita l’horror, il sovrannaturale e le crime stories ma anche le soap opera e la comicità surreale.

Un anno dopo, quando David Lynch decide di ampliare la vicenda e di raccontare gli ultimi sette giorni della vita di Laura Palmer, la narrazione diventa molto più oscura, inquietante e molto meno ironica. Twin Peaks: Fire Walk With Me è uno dei film più controversi di un regista già considerato geniale e folle come David Lynch: per qualcuno è un capolavoro, per altri il suo film peggiore. Va malissimo al cinema negli Stati Uniti ma viene candidato alla Palma d’Oro al Festival di Cannes (dove si dice però sia stato fischiato dai giurati) ma diventa un film di culto anche per la performance di Sheryl Lee che finalmente interpreta il suo personaggio più famoso, Laura Palmer (David Lynch che aveva scelto Sheryl tra un gruppo di ragazze di Seattle senza sapere se sapesse recitare aveva detto: «Non avevo mai visto nessun attore essere così potente da morto») e anche per la presenza a sorpresa di David Bowie.

Bowie interpreta Philip Jeffries, un agente dell’FBI che parla con l’accento della Louisiana che è scomparso da due anni e riappare a sorpresa in una sede dell’agenzia a Philadelphia in una scena surreale piena di flashback e immagini inquietanti, prima di sparire nuovamente. Solo un genio come David Lynch poteva chiamare David Bowie e farlo recitare per soli due minuti. Solo nel 2014 quando Lynch decide di pubblicare The Missing Pieces, una raccolta di scene tagliate dal film, si vede qualcosa di più del personaggio di Bowie, che si scontra anche con il protagonista della serie, l’investigatore Dale Cooper interpretato da Kyle McLachlan. Purtroppo, quando intorno al 2015 Lynch gira Twin Peaks The Return, una serie di 18 episodi che si svolge 25 anni dopo gli eventi della serie originale e segue le vicende dell’agente Cooper e le sue relazioni con altri personaggi («L’odissea di Cooper che lo riporta sempre a Twin Peaks» come è stata descritta dai critici), David Bowie non può più recitare per le sue condizioni di salute, ma vuole comunque dare il suo contributo: «Abbiamo avuto il permesso di usare le vecchie immagini ma non la sua voce» ha detto David Lynch «Voleva che il suo accento della Louisiana fosse fatto da un attore che provenisse davvero dalla Louisiana e così abbiamo fatto, scegliendo la voce di Nathan Frizell».

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