La grande e incredibile connessione tra Kurt Cobain e Neil Young: "Cercai di contattarlo per aiutarlo"

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La grande e incredibile connessione tra Kurt Cobain e Neil Young: "Cercai di contattarlo per aiutarlo"

Il grande cantautore rimase sconvolto dall'ultima lettera di Cobain, tanto da scrivere Sleeps With Angels

"Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo e mi rammarico troppo per la gente.  Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione. E ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.  Pace, amore, empatia." Kurt Cobain

Sono le parole dell’ultima lettera scritta da Kurt Cobain al suo amico immaginario “Boddha” prima di togliersi la vita (probabilmente il 5 aprile 1994) e che viene ritrovata accanto al suo cadavere dall’elettricista Gary Smith che è arrivato nella villa di Seattle per installare un’illuminazione di sicurezza. Un testo drammatico, in cui con una lucidità disturbante Kurt Cobain spiega il motivo per cui non vuole lottare più contro sé stesso e il mondo («Non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire tremendamente colpevole»), cita Fredde Mercury «Che si sentiva inebriato dalla folla, ne traeva energia e io l’ho sempre invidiato e ammirato per questo» e conclude con una strofa presa da un classico di Neil Young, My My Hey Hey (Out of the Blue) pubblicata nel 1979 sull’album dal vivo Rust Never Sleeps.

È una strofa sul senso del rock’n’roll come espressione di energia creativa ribelle, rivoluzionaria e luminosa che non deve mai spegnersi e perdere la propria forza ed immediatezza in un’inutile ripetizione di sé stessa, perché come ha spiegato Neil Young nelle interviste: «Il rock’n’roll è adesso». 

Quando Kurt Cobain la sceglie come ultima frase della sua lettera di addio, Neil Young rimane sconvolto. Pochi mesi dopo il suicidio di Kurt entra in studio a Los Angeles con i suoi Crazy Horse e scrive per lui la canzone che dà il titolo al suo ventesimo album, Sleeps With Angels, pubblicato il 16 agosto 1994.

È solo uno dei tanti collegamenti tra Neil Young il gigante del rock anni 60 e 70 e l’estetica grunge degli anni 90. Neil Young è considerato il Padrino del grunge per il suono, l’attitudine e lo spirito indipendente: come Kurt Cobain, Neil Young ha messo l’espressione artistica autentica al centro della propria musica, privilegiandola rispetto alla tecnica e con la sua chitarra sferzante, radicale ed elettrica ha aperto una strada di esplorazione sonora seguita da molte band, dai Sonic Youth ai Pearl Jam. Soprattutto, Neil Young e Kurt Cobain sono simili per il fatto di essere stati espressione definitiva del proprio tempo, ma anche innovatori avanti di anni rispetto a quello che avevano intorno. Ma Neil Young è impegnato, ispirato e cinematografico e l’appropriazione fatta da Kurt in senso nichilista e disperato della strofa della sua canzone non può lasciarlo indifferente, considerando anche l’impatto che può avere su una generazione di ragazzi che ascoltano la sua musica. «Ci sono tante situazioni diverse raccontate in Sleeps With Angels, alcune scene sono tristi» ha detto a proposito di questa canzone, l’unica che ha scritto apposta dopo la morte di Kurt in un album registrato prima «Ma ho deciso di non parlarne mai».

Per anni Neil si è rifiutato di parlare della morte di Kurt Cobain, ma in un’intervista con il Guardian nel 2002 ha detto: «Ho provato a contattarlo nelle settimane prima della sua fine, volevo provare a comunicare con lui. Gli avrei detto di suonare e fare concerti solo quando si sentiva di farlo. Mi sarebbe piaciuto poterlo aiutare, alleggerire la sua pressione, tutto qui. Rendere tutto un po’ più luminoso».

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