I Rage Against The Machine restituirono metà del compenso agli organizzatori del Coachella: "Erano nostri amici ed erano in difficoltà"

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I Rage Against The Machine restituirono metà del compenso agli organizzatori del Coachella: "Erano nostri amici ed erano in difficoltà"

Tom Morello ha rivelato come la band cercò di aiutare gli organizzatori del festival californiano dopo la prima edizione in perdita

«Voglio usare la musica come uno strumento per la giustizia sociale» ha detto Tom Morello in una recente intervista in cui ha annunciato il ritorno dei Rage Against the Machine dal vivo. Il tour annullato nel 2020, chiamato Public Service Announcement Tour riprenderà il 31 marzo 2022 con le date a El Paso in Texas e Las Cruces in New Mexico, lungo il confine con il Messico che la band aveva organizzato come protesta contro la politica sull’immigrazione dell’ex presidente americano Donald Trump, proseguirà a maggio e luglio tra Stati Uniti e Canada (in totale le date sono 38) e finirà con due concerti a Washington DC e cinque al Madison Square Garden di New York dall’8 al 14 agosto con i Run the Jewels come band di apertura. Resta ancora da confermare la partecipazione al festival di Coachella, cancellato nel 2020, in cui dovevano essere tra gli headliner.

Tom Morello ha raccontato un aneddoto sull’esibizione dei Rage Against The Machine alla prima edizione del festival che si è svolta nel 1999. La band arriva sul palco dell’Empire Polo Club di Indio, California per presentare il terzo album The Battle of Los Angeles, recensito da Time e Rolling Stone come il miglior disco dell’anno e nominato ai Grammy Award, un manifesto di suono e contenuti sociali che debutta al numero 1 in classifica in America. Zach De La Rocha prende il microfono e dice: «Siamo i Rage Against the Machine da Los Angeles, California» prima di attaccare con Testify e Guerrilla Radio, seguite da un set infuocato di 55 minuti, con Tom Morello che suona con una bandiera con il volto di Che Guevara in mostra sull’amplificatore della chitarra. È uno dei momenti più potenti del primo Coachella Music & Art Fair a cui partecipano anche Beck, Tool, Chemical Brothers, Underworld, Morrissey, A Perfect Cicle e Jurassic 5. I biglietti costavano 50 dollari al giorno: ne vengono venduti 17.000 per il primo e 20.000 per il secondo, un numero molto inferiore alle aspettative e il festival destinato a diventare l’evento live più importante e globale del mondo (l’ultima edizione del 2019 ha riunito oltre 200.000 persone) è sull’orlo del fallimento. La seconda edizione del 2000 viene subito annullata. «Il Coachella era un festival dallo spirito punk rock, per noi erano fratelli» ha detto Tom Morello a proposito di Goldenvoice, la società di Paul Tollet e Rick Van Santen che dopo aver organizzato il concerto dei Pearl Jam del 5 novembre 1993 all’Empire Polo Club (quando la band di Eddie Vedder si rifiuta di suonare a Los Angeles per la sua battaglia contro Ticketmaster per le commissioni dei biglietti) ha immaginato un festival con tanti palchi, generi musicali diversi e band emergenti insieme ai grandi nomi: «Come a Glastonbury» hanno raccontato Van Santen e Tollet, «Ma senza fango e sotto il sole della California». Tom Morello ha rivelato che quando Goldenvoice è entrata in crisi per la scarsa affluenza di pubblico della prima edizione, i Rage Against the Machine hanno restituito metà del loro compenso: «Perché erano nostri amici».  

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