Nirvana, Dave Grohl: "il successo di Nevermind fu totalmente inaspettato, all'epoca alla gente piacevano i Bon Jovi"

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Nirvana, Dave Grohl: "il successo di Nevermind fu totalmente inaspettato, all'epoca alla gente piacevano i Bon Jovi"

L’album simbolo del grunge, e della band di Kurt Cobain, compirà trent’anni a settembre

Nel corso di una intervista con Uncut, parte di una sezione dedicata all’album Nevermind che festeggerà i suoi primi trent’anni il prossimo settembre, Dave Grohl ha raccontato quanto i Nirvana fossero lontani dall’aspettarsi il successo mondiale di quel disco.

Nevermind, uscito il 24 settembre 1991, è un album icona del rock e del grunge, e lanciò la band di Kurt Cobain verso il riconoscimento internazionale. Ad oggi sembra incredibile pensarlo, ma il gruppo non si immaginava che il lavoro in studio potesse essere accolto con così tanto entusiasmo.

Grohl, infatti, ha raccontato che, dopo la pubblicazione, continuava a ricevere dei feedback estremamente positivi, chiunque incontrasse gli diceva “Diventerete immensi”. Ma lui faticava a crederlo.

Diventeremo cosa? – le sue parole ad Uncut – ma di cosa state parlando? Donita [Sparks ndr] delle L7 venne da me e mi disse ‘Diventerete dei grandi’. Il mio vecchio amico Barrett Jones, con cui sono cresciuto in Virginia e che è egli stesso un musicista e un produttore, ascoltò Lithium e disse che saremmo diventati fottutamente grandi. Pensava che Lithium sarebbe dovuto essere il primo singolo. Tutti avevano questa opinione di noi, ma io pensavo ‘Beh, è molto carino da parte vostra, ma non c’è nessun fottuto modo in cui tutto questo potrebbe accadere’!”.

Tra l’altro, il nostro Rock Ambassador ha sottolineato quanto il contesto musicale in cui Nevermind uscì, era del tutto diverso da quello in cui i Nirvana si volevano inserire. Per questo, il successo arrivò ancora più inaspettato. “Dovete ricordarvi cosa andasse per la maggiore a livello musicale ai tempi. C’erano Wilson Phillips, Mariah Carey e i fottuti Bon Jovi. Non erano band come noi. Quindi sembrava davvero poco plausibile riuscire ad ottenere quel tipo di successo”.

Il rocker, però, ha toccato poi il punto fondamentale: la musica contenuta in Nevermind e la sua forza: “Ma, sai, tutto suonava alla grande: la batteria registrata a Sound City, la produzione di Butch Vig. La band era unita e le canzoni di Kurt erano fottutamente fantastiche. Facevamo magari una o due take, e magari qualche sovraincisione qua e là, Kurt si inseriva per le parti vocali ed era tutto così cristallino e così fottutamente potente, melodico e bellissimo, e potevi andarne così fiero, e noi eravamo decisamente fieri di tutto questo”.

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