Oasis, i vari significati di Live Forever e perché è in assoluto la canzone preferita di Liam Gallagher

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Oasis, i vari significati di Live Forever e perché è in assoluto la canzone preferita di Liam Gallagher

Dalle prime strofe composte da Noel durante il lavoro in cantiere alla dedica a mamma Peggy (fino allo zampino di Kurt Cobain)

Scrivendo il nome Liam Gallagher su Google, il risultato della ricerca contiene molte domande che da sempre attirano la curiosità di fan: Liam Gallagher è sposato? Liam Gallagher è un tifoso del Manchester City? Liam Gallagher è antipatico?

Intervistato da Radio X nel 2019, il cantante degli Oasis, icona del rock britannico e dell’atteggiamento “Mancunian” tipico dei sobborghi di Manchester, ha accettato di partecipare ad un gioco e ha risposto a tutte.

Una delle domande più frequenti è: “Qual è la canzone preferita di Liam Gallagher?”. Liam ha risposto senza esitazione: “Live Forever”. Pubblicata l’8 agosto 1994, con in copertina la foto della casa di John Lennon a Liverpool, Live Forever è il terzo singolo degli Oasis dopo Supersonic e Shakermaker e lancia il loro album di debutto Definitely Maybe al numero uno in classifica in Inghilterra.

La canzone che realizza tutti i loro sogni è nata nel 1991. Noel Gallagher lavora in una ditta di costruzioni, si fa male ad un piede in un incidente con una ruspa e viene trasferito ad un posto più sicuro in magazzino. Secondo quanto ha raccontato lui stesso (ricordando anche che accettare quel lavoro è stata l’unica volta nella sua vita in cui ha seguito quello che gli diceva suo padre), Noel non ha niente da fare, si porta dietro la chitarra e un giorno scrive una melodia e una sequenza di accordi ispirata a Shine a Light dei Rolling Stones, dall’album Exile on Main St. del 1972.

«Per molto tempo ho avuto solo una strofa, “maybe I don’t really wanna know”, simile al ritornello di Shine a Light». A quel tempo, Noel non ha ancora niente a che fare con la band formata da suo fratello Liam nel 1991 con Paul McGuigan, Paul “Bonehead” Arthurs e Tony Carroll.

Dopo aver mollato il lavoro nella ditta di costruzioni ed essere andato in tour come roadie degli Inspiral Carpets, Noel diventa il quinto membro degli Oasis e nel 1993 arriva in sala prove con una versione completa di Live Forever. Si dice che Alan McGee, il capo della Creation Records che li ha già scoperti sul palco di un locale di Glasgow il 31 maggio 1993 si sia convinto definitivamente a fargli un contratto dopo aver ascoltato il demo di Live Forever, che aveva un intro di chitarra acustica (poi sostituito da una parte di batteria) e un assolo più lungo di Noel, tagliato a metà dal produttore Owen Morris perché come ha detto lui stesso: «Mi ricordava troppo Slash in pantaloni di pelle sul Grand Canyon con il vento tra i capelli». È solo una delle mosse fatte in studio per trasformare Live Forever in una canzone inarrestabile, come il fatto di far finire la canzone in una tonalità diversa da quella con cui inizia, per dare l’impressione come ha detto Bonehaed: «Che possa durare per sempre». 

Il resto lo fa il suono grezzo degli Oasis, la voce di Liam Gallagher che arriva dritta dalle casse degli stereo ad una generazione di inglesi che aspettano la prossima grande rock band, e l’atteggiamento sfrontato di Noel Gallagher che dedica il testo di Live Forever alla madre Peggy ma esprime anche la sua voglia di diventare rockstar in un momento in cui il grunge americano e Kurt Cobain in particolare, di cui era un fan, sembrava negare tutto: «Non sopportavo il fatto che Kurt avesse tutto quello che volevo io e non riuscisse ad essere contento. Aveva un talento incredibile, era nella più grande rock band del suo tempo e scriveva canzoni come I Hate Myself and I Want to Die. Il mio atteggiamento era: io invece voglio vivere per sempre, amico!»

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