Sting, ecco cosa vuol dire cantare e suonare il basso contemporaneamente: "è difficilissimo, il che mi rende molto orgoglioso"

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Sting, ecco cosa vuol dire cantare e suonare il basso contemporaneamente: "è difficilissimo, il che mi rende molto orgoglioso"

L'ex frontman dei The Police: "è come toccarsi la testa con una mano e accarezzarsi la pancia con l’altra, vuol dire usare due parti diverse del cervello nello stesso momento"

Nella storia del rock non ci sono molti bassisti che sono anche cantanti e frontman di una band. Il primo è Paul McCartney, che però divideva il microfono con John Lennon, il più famoso è Sting protagonista al centro del palco con i Police.

In una puntata della serie Words + Music in cui ha parlato del suo ultimo album Duets in cui ha collaborato con Eric Clapton, Annie Lennox e Herbie Hancock e molti altri, Sting ha spiegato che i musicisti come lui capaci di suonare il basso e cantare sono: «Un tipo speciale di persone capaci di fare cose in contrasto, come nel contrappunto della musica classica. Cantare una canzone e accompagnarsi con la chitarra è relativamente facile. Suonare il basso e cantare invece è come toccarsi la testa con una mano e accarezzarsi la pancia con l’altra, vuol dire usare due parti diverse del cervello nello stesso momento. Non siamo in molti a saperlo fare, ed è una cosa che mi rende molto orgoglioso».

Il bassista è una parte fondamentale dell’arrangiamento, mette insieme ritmo e melodia e riempie lo spazio tra la batteria e gli altri strumenti, mentre il cantante è la star dello show, canta le melodie e i testi delle canzoni e deve anche interagire con il pubblico.

Sting ha spiegato che oltre alle caratteristiche naturali, ci vogliono anche ore di pratica: «Il trucco per imparare è rallentare, cantare più piano e suonare più piano, capire le incongruenze e poi ricomporre tutto come in un puzzle. Molti mi dicono: come fai? Io rispondo sempre: basta provare e riprovare finché non ci riesci». Insieme a lui nell’elenco dei più bravi bassisti e cantanti di sempre ci sono Geddy Lee dei Rush, Les Claypool dei Primus e musicisti jazz e funk come Thundercat o Bootsy Collins. Per Sting hanno tutti una cosa in comune: «Ti viene naturale, e non puoi più farne a meno» ha detto, «E poi io non ho mai voluto essere un “guitar hero”. Suono la chitarra, la uso anche per scrivere le canzoni ma non è quello che voglio essere sul palco. Voglio essere un bassista che canta».

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