Queen, la vita di John Deacon dopo aver definitivamente chiuso con la band

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Queen, la vita di John Deacon dopo aver definitivamente chiuso con la band

Sensibile, discreto e incredibilmente legato a Freddie, la vita riservata del grande bassista dopo l'uscita dai Queen

È bastata una foto pubblicata su un giornale inglese, scattata in una strada nei pressi di casa sua a Putney a sud di Londra in cui passeggia fumano una sigaretta vestito come un pensionato qualunque per scatenare la curiosità di tutti: cosa fa oggi John Deacon, il bassista dei Queen?

Dopo essere salito sul palco insieme a Brian May, Roger Taylor e ad alcuni dei più grandi nomi del rock, da David Bowie a Robert Plant per il Freddie Mercury Tribute, il concerto in memoria del cantante dei Queen che si è svolto allo stadio di Wembley il 20 aprile 1992 e aver partecipato alle session dell’album postumo Made in Heaven uscito il 7 novembre 1995, John Deacon ha suonato The Show Must Go On nel gennaio del 1997 insieme a Elton John, e poi si è ritirato completamente dalle scene.

Una delle storie più belle dei Queen è la grande amicizia che lo legava a Freddie Mercury, nonostante fossero due persone completamente all’opposto, e l’intesa che aveva con Freddie sui brani più soul e funky della discografia dei Queen. È il caso di Another One Bites the Dust, scritta da John Deacon che non voleva presentarla alla band perché troppo diversa dal loro suond rock ma fortemente voluta da Freddie Mercury. Un brano che viene passato in radio dalle stazioni di musica nera americane, entra nelle piste da ballo di tutto il mondo e diventa la più grande hit dei Queen, numero uno in America nell’ottobre 1980 e 7 milioni di copie vendute. «E’ iniziato tutto con un giro di basso, poi la band ha aggiunto delle idee, sapevo che era un buon pezzo funky ma non pensavo che potesse avere questo impatto». Il successo di Another One Bites the Dust  e convince la band ad esplorare territori musicali diversi nel corso degli anni ’80, seguendo la svolta soul e pop proposta da Freddie e John Deacon, che scrive anche la musica di Under Pressure, la collaborazione con David Bowie del 1982, e un’altra hit dei Queen, I Want to Break Free dall’album The Works del 1984.

E’ questo legame profondo con Freddie Mercury la ragione del ritiro di John Deacon, che dopo aver registrato l’ultima traccia inedita in onore di Freddie, No One But You nel 1997, ha deciso di non partecipare più a nessuna iniziativa legata ai Queen. «Per quanto mi riguarda è finita» ha detto una volta John Deacon, «Non ha senso andare avanti, è impossibile sostituire Freddie».

In tanti hanno pensato che la morte del frontman sia stata determinante per la decisione del bassista di lasciare i Queen e la musica in generale. Ne è la testimonianza la dichiarazione di un amico di Deacon, Robert Ahwai, e resa pubblica da Peter Freestone addetto stampa storico dei Queen: “Forse John ha pensato ‘Freddie era la band, quindi che senso ha continuare?’ – ha detto – iniziò a soffrire di depressione dopo la morte di Freddie e io non sono sicuro che ne sia mai uscito”. Una cosa molto simile la pensa anche Brian May: “Credo che perdere Freddie sia stato davvero un duro colpo per John – ha detto in una vecchia intervista – per lui è stata una cosa davvero difficile da elaborare, al punto che continuare a suonare con noi avrebbe reso questo processo ancora più complicato”.

John Deacon ha deciso di vivere il resto della sua vita lontano dai riflettori e non si può certo giudicare la sua scelta: il bassista continua a percepire le royalties che gli spettano ma ha deciso di non voler sapere più niente della band e di ciò che fanno i suoi ex compagni, pur avendo piena facoltà di dire la sua in proposito di tutto ciò che fanno utilizzando il nome Queen.

Brian May e Roger Taylor hanno infatti rivelato che provano sempre a chiedere la sua approvazione per ogni progetto, dal biopic Bohemian Rhapsody ai tour mondiali dei Queen + Adam Lambert.

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