Trainspotting compie 25 anni: 5 cose che forse non conosci sul film capolavoro di Danny Boyle

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Trainspotting compie 25 anni: 5 cose che forse non conosci sul film capolavoro di Danny Boyle

Definito come un girone dell'inferno dantesco in chiave moderna, la trasposizione cinematografica del romanzo di Irvine Welsh

Il 23 febbraio 1996 uscì al cinema Trainspotting, film diretto dal giovane regista Danny Boyle e tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore scozzese Irvine Welsh. Una pellicola che diventò ben presto simbolo degli anni '90 stessi, aprendo una finestra immensa su un mondo troppo sotteso, raccontando con humor nero i disagi e le disgrazie di una generazione soffocata dalla modernità e rifugiata nello sballo dell'eroina.

Se il romanzo di Irvine Welsh del 1993 venne definito come la descrizione di un girone dell'inferno dantesco, in grado di raccontare un indotto olocausto tossico, il film di Danny Boyle fu aspramente criticato per la leggerezza e l'ironia sottesa in quasi tutta la pellicola, definendolo addirittura come "amorale". Ma nonostante questo ricevette un enorme successo di pubblico e grande considerazione da parte delle varie accademie cinematografiche con una nomination agli Oscar.

Dalla colonna sonora alle vite degli attori protagonisti fino ai segreti di produzione, sono tante le curiosità e gli aneddoti legati a questa storica pellicola, scopriamoli insieme:

EWAN MCGREGOR E LA SCENA "NEL PEGGIOR BAGNO DI TUTTA LA SCOZIA"

Nonostante ogni volta che la si guardi provochi lo stesso medesimo disagio della prima, rimane una delle scene simbolo di tutto il cinema degli anni '90. Stiamo parlando della scena cardine di Trainspotting, quella in cui il protagonista Mark Renton (Ewan McGregor che perse 12 chili per la parte) in preda agli effetti e agli spasmi indotti da una iniziale crisi d'astinenza da eroina, si precipita nel peggior bagno pubblico di tutta la Scozia, cosparso tra le pareti e il pavimento di liquami e ogni altro genere di scarto possibile e immaginabile. Per girare la scena, e renderla cromaticamente credibile, il water e il bagno vennero cosparsi cioccolato.

IGGY POP, THE CLASH E LA RESISTENZA DEI BEATLES

Trainspotting è uno dei film più musicali di sempre. Nonostante gli argomenti trattati siano altri, la musica ha un ruolo costante e fondamentale nel condire quasi ogni frame del film, e non solo grazie ad una colonna sonora che ha fatto la storia. Se Iggy Pop e la sua carriera risorsero letteralmente dopo la pubblicazione del film (registrò il videoclip di Lust For Life del 1977 solo dopo l'uscita della pellicola nel 1996) sono i riferimenti nascosti e visuali a renderlo inconsciamente familiare a tutti gli appassionati di musica degli anni '60 e 70.

Il regista Danny Boyle, grande appassionato di musica punk, per girare la scena della fuga di Renton e Spud dopo la rapina si ispirò al videoclip dei The Clash Bankrobber del 1980.

Anche i The Beatles hanno una grande citazione visiva all'interno di Trainspotting. Nella scena in cui Mark, Spud, Begbie e Sick Boy attraversano la strada per entrare nell'hotel il riferimento è chiaramente alla copertina di Abbey Road dei Fab Four.

LA COLONNA SONORA E IL RIFIUTO INCONSAPEVOLE DEGLI OASIS

Trainspotting ha il grande pregio di avere una delle colonne sonore più varie, alternative e ben strutturate del cinema anni '90, dando uno spaccato della cultura e della società attraverso giganti del rock e della musica alternative come Iggy Pop, Lou Reed, gli Underworld e i Blur, la band rivale degli Oasis nella battaglia del britpop. L'unico brano originale composto appositamente per il film proveniva proprio dalla band di Damon Albarn. Il frontman registrò il brano Closet Romantic esclusivamente per il lungometraggio diretto da Danny Boyle. E gli Oasis? Solo 20 anni dopo l'uscita del film originale si scoprì che gli Oasis avevano rifiutato la possibilità prendere parte alla realizzazione della colonna sonora, spiegata così da Noel Gallagher, che è un grande amico di Danny Boyle, nel 2019: "Nessuno me l'aveva detto che trattava quegli argomenti, perché nel titolo non è stato scritto "eroina"? Non avevo mai sentito parlare di Irvine Welsh, non sono molto intellettuale e non leggo libri. Trainspotting? Un film sulla ricerca dei treni? Ero tipo, "Nah, stai bene amico" Non sapevo che sarebbe diventato uno dei più grandi film britannici di tutti i tempi".

I MONOLOGHI DI MARK RENTON

IL MONOLOGO INIZIALE

Trainspotting contiene forse uno degli incipit migliori di tutta la storia del cinema degli ultimi 40 anni. Il monologo iniziale di Mark Renton, sulle note di Lust For Life di Iggy Pop contiene potenza, intelligenza e comprensibilità, essendo in grado di essere recepito da ogni tipo di pubblico. È il discorso di un disagiato nato e cresciuto ai margini della società moderna, seduto a guardare il mondo che scorre a scapito della propria vita rifugiata nell'eroina. 

Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrici, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando hai l’eroina?

IL MONOLOGO FINALE

Se l'incipit di Trainspotting è stato parafrasato e utilizzato negli anni da attori, comici e letterati, è forse il monologo conclusivo di Mark Renton a Londra a trasmettere il messaggio più forte, quello della presa di coscienza. Esprime tutta la sensazione di fuga (e non solo per il furto della sequenza finale del film) da una vita senza scelte, senza prospettive e senza futuro, abbandonando il ruolo dello spettatore parassita della società per approcciarsi a quello di attore, protagonista del proprio destino. Le note di Born Slippy degli Underworld in sottofondo non fanno altro che amplificarne il messaggio consegnando la pellicola alla storia del cinema e della cultura degli anni '90.

"Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa, metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai."

IL FILM È AMBIENTATO A EDIMBURGO, MA VENNE GIRATO IN GRAN PARTE A GLASGOW

Sebbene ambientato a Edimburgo, quasi tutto il film è stato girato a Glasgow, a parte le scene iniziali che sono state girate nella capitale scozzese e le scene finali ambientate a Londra. 
Dal bar in cui solitamente si trovavano i ragazzi, alla discoteca Volcano fino alla scuola di Diane, alcuni dei luoghi simbolo del film in realtà si trovano a Glasgow, esattamente come il pub Crossland.

All'interno di quel locale, oggi chiamato Kelbourne, venne girata una delle scene più potenti e divertenti di tutto il film: quella in cui Begbie lancia il bicchiere dalla balconata. James Killen, il gestore attuale del pub, ha raccontato così i giorni delle riprese: "nel 1995, quando il Kelbourne si chiamava Crosslands, fu preso in gestione del cast e dalla troupe di Trainspotting per un paio di giorni. L'allora proprietario del pub venne pagato 700 sterline e i clienti abituali del pub vennero pagati con 20 sterline e alcool gratis per fare le comparse". Probabilmente i soldi meglio spesi di sempre da parte del regista Danny Boyle.

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