The Beatles, 5 cose che (forse) non sai sull'album omonimo conosciuto come The White Album

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The Beatles, 5 cose che (forse) non sai sull'album omonimo conosciuto come The White Album

Il 22 novembre 1968 la band di Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Ringo Starr pubblicava il doppio album omonimo

Il 22 novembre 1968 i The Beatles pubblicavano uno dei più grandi capolavori della loro carriera, l'album omonimo (comunemente conosciuto come The White Album).

Un disco maturo, impegnato, la base per decine di correnti e movimenti musicali che nasceranno negli anni a venire. Per la prima volta tutti e quattro i Fab Four sono attivamente protagonisti nella concezione, scrittura e produzione di un disco che farà la storia del rock mondiale.

Scopriamo insieme alcune curiosità legate alla genesi e alla registrazione di questo intramontabile capolavoro della musica mondiale.

LA SPEDIZIONE DELLE COPIE PRIMA DELL'USCITA DELL'ALBUM

Nel novembre del 1968 vennero spediti preventivamente milioni di doppi LP furono nei negozi di dischi di tutto il mondo. Quello che stava per accadere era l'evento musicale più atteso di quel tumultuoso 1968: l'uscita di The Beatles (che presto diventerà noto come The White Album).

LA PRIMA COPIA DEL DISCO, LA PIÙ COSTOSA AL MONDO

Probabilmente al giorno d'oggi sarà impossibile rintracciare quel disco, ma l'album più costoso di tutti i tempi risponde all'appello della prima copia del vinile del "White Album" Beatles che fu consegnata a Ringo Starr il giorno della sua uscita. In seguito il disco è venne venduto per 790.000 dollari.

LA CENSURA AMERICANA CERCÒ DI IMPEDIRE L'USCITA DI HEY JUDE

Hey Jude, una delle canzoni più celebri e più amate dei Beatles, ha rischiato in realtà di non essere pubblicata, almeno non con la cover che conosciamo: una lettera risalente al 1968 ma resa pubblica solo adesso rivela, infatti, che la casa discografica americana Capitol Records all’epoca espresse parere negativo sulla release del singolo a causa della copertina del disco, giudicata “pornografica”. L’immagine sul vinile di Hey Jude raffigurava, in realtà, una mela tagliata a metà che, tra l’altro, era il simbolo della Apple Records, la casa discografica fondata dai Beatles proprio nel 1968: secondo il presidente dell’etichetta americana, Stan Gortikov, questa figura ricordava molto una vagina e questo, secondo lui, avrebbe potuto creare problemi con la distribuzione del disco.

IL VIAGGO IN INDIA

Gran parte della scrittura dei brani per il "White Album" venne realizzata inizialmente a Rishikesh, in India, tra il febbraio e l’aprile 1968, quando John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr si unirono all'Accademia di Meditazione Trascendentale di Maharishi. In una cartolina a Ringo, che tornò in Inghilterra prima degli altri, John scrisse: "Ora abbiamo circa due LP di canzoni, quindi tira fuori la tua batteria".

Durante l'ultima settimana di maggio, i Beatles si riunirono nella casa di George ad Esher, nel Surrey, dove registrarono le demo acustiche per 27 canzoni.

LA REGISTRAZIONE DELL'ALBUM

Le sessioni in studio dei Beatles per il "White Album" iniziarono il 30 maggio 1968 negli Abbey Road Studios. Nelle 20 settimane che seguirono, i Beatles dedicarono la maggior parte del loro tempo alle registrazioni del nuovo album, con alcune sessioni effettuate anche ai Trident Studios.

L'approccio dei Beatles alla registrazione del "White Album" fu molto diverso da quello che avuto per "Sgt. Pepper”: Piuttosto che sovrapporre singole parti sovraincise su un nastro multitraccia, molte delle parti vennero registrate su nastro a quattro e otto tracce come nelle esibizioni dal vivo di un gruppo con una voce solista. Questo stile di registrazione “dal vivo” ha portato ad un album meno complicato, più sfrenato, che avrebbe cambiato il corso della musica rock e segnato la direzione per il punk e l'indie rock.

L'ABBANDONO DI GEORGE MARTIN E LE SESSIONI NOTTURNE

Ad Abbey Road la band decise di registrare durante la notte, registrando continuamente e provando di continuo (famosi i 99 take di una canzone di George Harrison, mai usati alla fine, chiamati "Not Guilty"). Quei ritmi forsennati e senza respiro fecero esaurire il loro più grande alleato, il quinto componente della band, George Martin: il produttore si prese una pausa di tre settimane affidando la sala di controllo al suo giovane assistente Chris Thomas e all'ingegnere del suono Ken Scott.

TRACKLIST:

LATO A
1. "Back in the U.S.S.R."
2. "Dear Prudence"
3. "Glass Onion"
4. "Ob-La-Di, Ob-La-Da"
5. "Wild Honey Pie"
6. "The Continuing Story of Bungalow Bill"
7. "While My Guitar Gently Weeps"
8. "Happiness Is a Warm Gun"

LATO B
1. "Martha My Dear"
2. "I'm So Tired"
3. "Blackbird"
4. "Piggies"
5. "Rocky Raccoon"
6. "Don't Pass Me By"
7. "Why Don't We Do It in the Road?"
8. "I Will"
9. "Julia"

LATO C
1. "Birthday"
2. "Yer Blues"
3. "Mother Nature's Son"
4. "Everybody's Got Something to Hide Except Me and My Monkey"
5. "Sexy Sadie"
6. "Helter Skelter"
7. "Long, Long, Long"

LATO D
1. "Revolution 1"
2. "Honey Pie"
3. "Savoy Truffle"
4. "Cry Baby Cry"
5. "Revolution 9"
6. "Good Night"

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