John Frusciante: “Lasciai la band per la musica elettronica, mi annoiavo durante le registrazioni di Californication”

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John Frusciante: “Lasciai la band per la musica elettronica, mi annoiavo durante le registrazioni di Californication”

Il chitarrista torna a parlare della sua passione per questo genere e di come in passato lo abbia spinto ad allontanarsi dal gruppo

Di recente John Frusciante è tornato a far parte dei Red Hot Chili Peppers. Il suo ritorno nel gruppo non gli impedisce, però, di continuare a coltivare la sua passione per la musica elettronica, genere al quale si è dedicato negli ultimi anni. Di recente, infatti, è uscito il suo ultimo album intitolato Maya.

In un certo senso, è stato proprio questo tipo di musica ad allontanarlo dai RHCP nel 2009, quando decise di abbandonare la band. In una nuova intervista per Double J, il chitarrista ha parlato proprio della musica elettronica e dell’influenza che ha avuto su di lui, fino a convincerlo a lasciare, almeno per qualche tempo, il rock.

La prima volta che ho ascoltato un album di musica elettronica? C’erano diverse cose che mi piacevano quando ero un adolescente – ha spiegato – in realtà non le andavo a cercare, mi sono semplicemente ritrovato a provare a essere il miglior chitarrista possibile. Conoscevo più la chitarra della musica con i synth, c’erano sempre cose che mi piacevano ma fondamentalmente, soprattutto quando facevo parte dei Red Hot, a causa del tipo di musica che facevamo non prestavo attenzione a ciò che gli altri facevano nell’ambito dell’elettronica”.

Nel periodo in cui stavamo realizzando Californication – ha proseguito Frusciante – mi sono reso conto che la musica elettronica mi ispirava davvero tanto così mi sono dato una regola: non avrei ascoltato questo genere se non dopo le prove che facevamo ogni giorno. Mentre stavamo componendo il nostro disco, infatti, se iniziavo la giornata ascoltando i Depeche Mode o artisti simili, poi trovavo le nostre prove noiose. Così mi sono costretto a non ascoltare questo tipo di musica”.

Sebbene la musica con la chitarra mi sembrasse interessante – ha detto ancora – come i Joy Division o The Yardbirds, c’erano certe altre cose che mi sembravano altrettanto interessanti, come la musica elettronica. Penso che nell’ultimo periodo trascorso con i Red Hot, ossia dal 1998 al 2009, la musica elettronica abbia avuto un’enorme influenza su ciò che stavo facendo, sebbene stessi ancora suonando la chitarra nella band. Ma stavo anche componendo musica elettronica e penso che questo mi abbia aiutato”.

Per John Frusciante, dunque, la sua passione per l’elettronica è stata di grande aiuto per i RHCP perché ha permesso loro di restare sulla cresta dell’onda, creando sempre pezzi originali:Mentre la musica rock stava morendo – ha spiegato il chitarrista – la nostra musica sembrava nuova e penso che ciò dipenda dal fatto che io fossi influenzato da cosa che erano nuove in quel periodo. Altre rock band, invece, magari stavano ancora ascoltando solo i Led Zeppelin, i Beatles o gruppi di questo genere, mentre io ascoltavo qualsiasi tipo di musica”.

Mentre John Frusciante si apriva a nuove esperienze musicali traendone beneficio, però, nella sua vita stava affrontando anche gli effetti della dipendenza dalle sostanze stupefacenti: “Quando ti droghi è come se il tuo sviluppo si bloccasse – ha spiegato – non riesci davvero a svilupparti come persona o a espandere i tuoi orizzonti quando ti droghi, almeno secondo me. Quando ho smesso di drogarmi, mi sono reso conto di essere una persona totalmente diversa. Ho rischiato spesso di morire e dopo quelle esperienze ho deciso di instaurare un nuovo rapporto con il mondo là fuori… e all’improvviso, la musica elettronica è diventata la cosa che mi entusiasmava di più”.

Da quel momento in poi, John Frusciante si è dedicato completamente a questa sua passione che l’ha aiutato a uscire dal tunnel della dipendenza: ha realizzato degli album, è andato in giro per il mondo a esibirsi e ha iniziato a sperimentare, facendo il suo percorso musicale.

Alla fine degli anni ’90 – ha detto ancora – c’erano persone che riuscivano a essere espressive con suoni e ritmi che era impossibile realizzare come musicisti. La concezione della velocità e dei tempi veloci che deriva dalla manipolazione dei samples utilizzando la drum machine o strumenti simili, è una cosa del tutto diversa da ciò che fa un batterista. I Metallica sono un grande esempio di questo – ha sottolineato – Master of Puppets è un grande esempio di un essere umano che riesce a essere veloce, ma è molto diverso dal genere jungle, dove è un computer ad andare veloce. Quando andavo a vedere i Red Hot prima di entrare a far parte della band, loro suonavano questa musica punk veloce e intensa. Avevano realizzato canzoni come Skinny Sweat Man o Blackeyed Blonde che erano davvero funk, ma più veloci di quanto il funk fosse mai stato prima. In quel momento lo trovai molto entusiasmante”.

Secondo me – ha concluso il chitarrista – l’hardcore e il jungle sono proprio questo, un altro modo di suonare veloci, riuscendo ad andare oltre rispetto a ciò che un batterista è in grado di fare. Non mi ero reso conto che i sintetizzatori, i campionatori e la drum machine avessero ormai superato i veri musicisti”. La passione per l’elettronica, dunque, è sempre più forte per John Frusciante ma, nonostante questo, l’eclettico chitarrista ha deciso di tornare anche a fare rock con i Red Hot Chili Peppers, portando con sé il bagaglio di esperienze e nuove competenze acquisite in questi ultimi anni, quando era lontano dai suoi compagni.

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