Bruce Springsteen ha intervistato Eddie Vedder e Dave Grohl nel suo show radiofonico

Rock News

Bruce Springsteen ha intervistato Eddie Vedder e Dave Grohl nel suo show radiofonico

Il Boss sta conducendo uno show quotidiano nella sua Letter To You Radio.

In attesa dell’uscita del suo nuovo album, prevista per venerdì 23 ottobre, Bruce Springsteen tiene compagnia ai suoi fan con un nuovo appuntamento quotidiano su Apple Music: il Boss intrattiene il pubblico con la sua Letter To You Radio e nell’ultima puntata ha intervistato due suoi grandi amici e colleghi, il frontman dei Pearl Jam, Eddie Vedder, e quello dei Foo Fighters, Dave Grohl.

Springsteen ha fatto una lunga chiacchierata con i suoi ospiti, parlando delle loro rispettive carriere, ma anche del rapporto di fratellanza tra le band. Con Eddie Vedder, ad esempio, il Boss ha voluto parlare della scena grunge di Seattle degli anni ’90, confrontandola con la scena musicale della East Coast che, a quell’epoca, era molto diversa: “Noi non siamo diventati famosi in una scena dove c’erano altre band simili – ha spiegato il musicista del New Jersey – noi eravamo gli unici nel contesto di Asbury Park. Tu – ha proseguito, rivolgendosi al cantante dei Pearl Jam – facevi e fai parte di un gruppo che era semplicemente una grande, potente band con un'ampia portata che poteva raggiungere un pubblico considerevole. Voglio dire che secondo me è proprio nella natura della vostra musica. Non so se tu la pensi così o no, ma è così che sembrava dal mio punto di vista, dall’esterno”.

In realtà non eravamo così sicuri di noi stessi. I Pearl Jam – ha risposto Vedder – hanno ottenuto una grande attenzione con il nostro primo album, Ten, e non avevamo neanche iniziato il secondo. Noi volevamo solo realizzare il disco successivo e riuscire a farlo ancora meglio del primo. Io pensavo ‘Se vi è piaciuto questo, allora credo che potremmo fare ancora di più, che potremmo fare ancora meglio di questo album’. Sì, io volevo solo realizzare altri dischi”.

In seguito, è stato Eddie Vedder a chiedere a Bruce di togliergli una curiosità: il frontman voleva sapere la verità sulle demo di Nebraska, il sesto album del Boss pubblicato nel 1982. Com’è noto, il musicista registrò le demo da solo, poi andò a incidere i brani con la band e si rese conto che la magia di quelle canzoni era come svanita. Il Boss ha spiegato che la colpa fu dell'apparecchio che utilizzò per registrare le demo e che, secondo lui, avrebbero alterato i suoni. “Le beat box – ha spiegato – non sono molto accurate e possono andare veloci oppure lente. La mia andava veloce, il che significa che quando andavi a riascoltare il nastro, la registrazione veniva fuori lenta. Tutto questo ebbe un peso enorme sul sound di Nebraska. L’intero album è più lento rispetto alla registrazione originale. Quanto accadde – ha proseguito – rese l’album cupo, perché poi io sono andato in studio e ho provato a registrarlo di nuovo e a mixarlo. Ma ogni volta che ci provavo, peggioravo la situazione. Quando sono riuscito a riportare l’intonazione al punto in cui avrebbe dovuto essere, sono riuscito a ravvivare un po’ il disco, eliminando molto quell'atmosfera misteriosa. La realizzazione di Nebraska, dunque – ha concluso – è stato del tutto casuale, è stato il risultato di un felice incidente che è accaduto in poche settimane, con tutta la strumentazione che avevamo e con il costo che il disco ha comportato, incluso il prezzo del nastro. È costato circa mille dollari”.

In seguito, anche Dave Grohl ha parlato degli inizi della sua carriera, rievocando il momento in cui si è davvero reso conto che quel ragazzino “magrolino e nerd” avrebbe potuto diventare una rock star. Accadde al Chicago’s Cubby Bear, un locale che oggi è alla moda mentre all’epoca era uno dei posti dove si potevano scoprire nuove band: “Vedevo questa band punk rock di Chicago – ha raccontato – ho vissuto il momento dei Ramones, quando un sacco di gente amava i Ramones e diceva ‘Oh mio Dio, sono tre accordi e le canzoni durano due minuti e mezzo’. Era come dire, questi non sono gli ELO o i Genesis”.

Quella sera, insomma, Dave Grohl si rese conto che il rock ‘n’ roll era accessibile a tutti, anche a lui. Il frontman dei Foos ha poi raccontato alcune esperienze che lo accomunano a tanti musicisti: “Il primo concerto magari lo fai al bar all’angolo – ha detto – poi ti procuri uno show a Baltimora e a quel punto devi muoverti. Come ci riesci? Metti tutta la tua roba in un vecchio van, prendi i tuoi sacchi a pelo, dormi per terra, mangi wurstel e cerchi di far abbastanza soldi per mettere benzina e spostarti nella prossima città. Io ho vissuto queste esperienze, tutti noi le abbiamo vissute”.

Secondo me – ha proseguito Grohl – una delle ragioni grazie alle quali tanti musicisti sopravvivono è perché hanno queste esperienze alla base. Tu ti affidi a queste prime esperienze, a quando sei riuscito a registrare un disco insieme ai compagni della band, tipo in cinque giorni. Ti conti su queste esperienze che sono all’origine di tutto per andare avanti”.

Da quei primi dischi e quei primi concerti negli anni ’90, sia Eddie Vedder che Dave Grohl ne hanno fatta di strada: hanno decenni di carriera alle spalle, tantissimi album, concerti e soprattutto fan in tutto il mondo. Il primo ha pubblicato a inizio anno il nuovo disco con i Pearl Jam, intitolato Gigaton, mentre di recente ha realizzato un nuovo brano strumentale intitolato Cartography. Grohl, invece, all’inizio di ottobre ha suonato la batteria per Show Them The Way, il nuovo singolo di Stevie Nicks; nel frattempo, con i Foo Fighters sta lavorando al nuovo disco che ha definito come la loro “versione di Let’s Dance di David Bowie”.

Questi incredibili musicisti, insomma, non finiscono mai di stupire; ma Eddie Vedder e Dave Grohl sono stati solo i primi ospiti di Bruce Springsteen nella sua Letter To You Radio: il 21 ottobre è stato il turno di Brandon Flowers dei The Killers, il 22 ci sarà invece Jon Stewart, mentre il 23 sarà il turno di Steven Van Zandt.

Foto

Video

Concorsi

WEBRADIO tutte

Virgin Rock Hits
 
Virgin Radio Classic Rock
 
Virgin Radio Rock Party
 
Virgin Radio Hard Rock
 
ROCKSTAR: ROLLING STONES
 
webradio Virgin Radio Rock '70
 
ROCKSTAR: QUEEN
 
Virgin Radio On-Air
 
ROCKSTAR: BON JOVI
 
Virgin Radio Rock '80
 
Virgin Radio Rock Ballads
 
ROCKSTAR: GUNS N' ROSES
 
ROCKSTAR: AEROSMITH
 
ROCKSTAR: OASIS
 
Nandi Bushell ha realizzato la la drum cover di We Are The Champions dei Queen. Guarda il video
 
Virgin Radio Rock '90
 
ROCKSTAR: AC/DC
 
Virgin Radio Rock 2K
 
Webradio Virgin Radio Rock Alternative
 
ROCKSTAR: PINK FLOYD