AC/DC, ecco il vero motivo per il quale Phil Rudd è tornato nella band!

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AC/DC, ecco il vero motivo per il quale Phil Rudd è tornato nella band!

Il batterista ha avuto seri problemi con la giustizia negli ultimi anni

Oltre a Brian Johnson Cliff Williams, negli AC/DC è tornato anche Phil Rudd: il batterista aveva lasciato la band nel 2014, quando iniziò ad avere problemi con la giustizia. Quello fu un anno davvero nero per la band, perché a Malcolm Young fu diagnosticata la malattia e per lui iniziarono quindi i problemi di salute, mentre il batterista finì, appunto, nei guai.

Phil Rudd fu accusato di diversi crimini, come possesso di sostanze stupefacenti, minacce e rissa. L’accusa forse più grave che lo fece finire in manette, però, fu quella di aver assoldato un killer per uccidere delle persone. Questa vicenda, tra l’altro, ricorda curiosamente la storia raccontata nel celebre brano della band, Dirty Deeds Done Dirt Cheap, che parla proprio di un sicario. Ma non è finita qui. Poco prima di un’udienza la posizione del batterista si aggravò ulteriormente, perché il musicista fu coinvolto in una rissa con uno dei testimoni del suo processo.

Fortunatamente per Rudd, le accuse di tentato omicidio furono archiviate poco dopo, ma rimasero quelle per possesso di metanfetamina e marijuana e per minacce. Quando il batterista fu arrestato, gli AC/DC si limitarono a pubblicare un comunicato nel quale spiegavano solo di “essere venuti a conoscenza dell’arresto attraverso le notizie”, specificando che l’assenza del compagno non avrebbe influito sui progetti relativi alla pubblicazione del nuovo album Rock or Bust, né tanto meno sull’imminente tour.

Probabilmente, però, i rapporti tra la band e Rudd non erano così idilliaci neanche prima dell’arresto di quest’ultimo visto che, circa un mese prima dello scandalo, la band pubblicò una foto che ritraeva il gruppo senza il batterista. In seguito gli AC/DC mantennero le promesse: il disco uscì e il tour fu realizzato, con Chris Slade alla batteria.

Nel frattempo per Rudd arrivò la condanna a 8 mesi di arresti domiciliari: se fosse evaso sarebbe finito in prigione. Pochi giorni dopo la sentenza, Phil fu di nuovo arrestato per possesso e consumo di alcol, ma pare che non abbia fatto neanche un giorno di prigione in ogni caso.

Dopo quanto successo, alla fine sembra che il musicista abbia deciso di cambiare vita una volta per tutte. Nel maggio del 2016 in un’intervista al New Zealand Herald spiegò di aver “chiuso con tutte quelle follie” e di aver deciso di dedicarsi alla terapia, al giardinaggio e al trascorrere del tempo a casa. Quando gli fu chiesto del suo possibile ritorno nella band, Rudd spiegò di non aver avuto più notizie dai compagni: “Dipende da Angus e da ciò che vuole fare”, disse.

Gli AC/DC rividero Rudd al funerale di Malcolm Young nel 2017: “Phil è venuto alla cerimonia ed era in ottima forma – raccontò Angus a Rolling Stone – stava facendo terapia e si stava rimettendo in sesto. Stava davvero bene”. In seguito, il chitarrista dichiarò a nome di tutta la band: “Difendiamo Phil a spada tratta – disse – ciò che è accaduto non riguarda il Phil che conosciamo”.

In sostanza, i musicisti hanno compreso che il loro amico aveva semplicemente passato un brutto periodo in cui aveva perso la testa. Poi è tornato sulla retta via, impegnandosi per riportare l’ordine nella sua vita e per migliorare sé stesso. Gli AC/DC hanno così deciso di premiare il suo impegno, riammettendolo nel gruppo e consentendogli di registrare insieme a loro il nuovo album Power Up, in uscita il prossimo 13 novembre. Phil Rudd è ormai tornato a pieno titolo nel gruppo e sarà dunque presente anche nei futuri tour.

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