Deep Purple, Ian Gillan: “Chiunque può scrivere canzoni, il nostro bello è che riusciamo sempre a fare qualcosa di entusiasmante”

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Deep Purple, Ian Gillan: “Chiunque può scrivere canzoni, il nostro bello è che riusciamo sempre a fare qualcosa di entusiasmante”

Il cantante del leggendario gruppo parla del nuovo album, ricordando però anche il passato

Il 7 agosto scorso i Deep Purple hanno pubblicato il loro ventunesimo album in studio, intitolato “Whoosh!”. Con anni e anni di carriera alle spalle, la band ha ancora molto da dire e se ci riesce è per un motivo ben preciso. Ne è convinto Ian Gillan: “Tutti possono scrivere canzoni – ha detto in un’intervista per Classic Rock – il bello dei Deep Purple è che siamo sempre riusciti a creare qualcosa di entusiasmante. La differenza tra le influenze di ciascun musicista, dalla composizione orchestrale fino al blues, alla soul music e al rock ‘n’ roll, ci ha dato abbastanza energia per comporre musica per l’intera vita”.

I Deep Purple, in sostanza, hanno sempre saputo reinventarsi e creare ogni volta qualcosa di nuovo e questo sarebbe il segreto del loro longevo successo. E nessuno osa dire “Oh no, un altro album” quando la band pubblica un nuovo disco: “Accade semmai il contrario – ha spiegato il musicista – anni fa abbiamo attraversato un periodo in cui tutti noi eravamo giù di corda. Poi abbiamo iniziato a sentirci meglio e l’energia è tornata. Il punto è proprio questo, in quei casi devi trovare una via d’uscita”.

Proprio come gli ultimi due album, anche Whoosh! sembra un disco nato con lo spirito giusto, perché questi grandi musicisti ancora oggi si divertono a suonare insieme: “È proprio così – ha proseguito Gillan – facciamo ogni cosa insieme. Componiamo le canzoni insieme, le arrangiamo insieme e poi le registriamo insieme. Per fortuna lo facciamo ancora con la stessa gioia e immediatezza. Questa atmosfera non si potrebbe creare artificiosamente”.

Il segreto della leggendaria band è stato dunque coltivare l’intesa tra di loro a livello musicale e  riuscire a capire quando era il momento di cambiare qualcosa: “Credo che a un certo punto abbiamo perso il controllo per un po’ di tempo, soprattutto dopo l’album Perfect Strangers nel 1984 – ha detto Ian – perché non stavamo davvero seguendo la filosofia della band, che stava riscuotendo così tanto successo. E così è arrivato il momento di essere coraggiosi e audaci e di scrivere con il cuore. Un vena commerciale si è insinuata all’interno della band ed è questo il motivo per il quale me sono andato nel 1973. Ritchie Blackmore è brillante, ha sempre avuto orecchio per le melodie commerciali – ha detto ancora il cantante – ha orecchio per la roba più in voga ed ha sempre avuto successo in questo. Ma io ho pensato che non avrebbe potuto durare a lungo, perché per noi avrebbe significato essere associati a una moda e le mode vanno e vengono. Quando sei fuori da una moda, sei fuori moda. Quando la nostra musica ha iniziato a focalizzarsi su elementi più commerciali, abbiamo iniziato a scrivere altre canzoni”.

L’intuizione di Gillan fu provvidenziale: i Deep Purple hanno ritrovato la loro strada e sono riusciti ad arrivare fino a oggi con la stessa grinta di sempre e alla continua ricerca di una nuova ispirazione.

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