Metallica, Lars Urlich immagina il suo festival dei sogni: “Vorrei suonare insieme agli AC/DC, i Deep Purple e Bob Marley sull’Isola di Pasqua”

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Metallica, Lars Urlich immagina il suo festival dei sogni: “Vorrei AC/DC, Deep Purple, Rage Against The Machine, Oasis e Bob Marley”

Il batterista ha spiegato come organizzerebbe l’evento e quali artisti vorrebbe sul palco!

Quest’anno a causa della pandemia tanti festival musicali sono stati cancellati in tutto il mondo e agli amanti del rock non è rimasto che sognare questi grandi eventi. In questa situazione, Lars Urlich ha provato a immaginare il festival dei suoi sogni, dalla location fino agli artisti sul palco. Il batterista dei Metallica sogna un evento di una certa portata, con leggende della musica che farebbero davvero la felicità dei fan. Ma andiamo con ordine.

Ecco cosa ha detto a proposito della location: “Per me l’idea di festival nasce come idea di viaggio – ha spiegato al Guardian – per questo motivo, mi piace l’idea di una destinazione speciale. Nel 2013 noi abbiamo suonato in Antartide e tutti, la band, lo staff e il pubblico, stavano su un rompighiaccio russo e condividevano lo stesso bar, quindi c’era davvero uno spirito di condivisione. Con questa idea in testa – ha proseguito – il festival dei miei sogni lo organizzerei sull’Isola di Pasqua. Questo luogo si potrebbe raggiungere con la nave, con l’aereo o con il teletrasporto, come in Star Trek. Non sono mai stato su quest’isola ma adoro le antiche statue che la caratterizzano e fare un viaggio per visitarla con un gruppo di persone a me affini sarebbe davvero incredibile”.

Passiamo ora agli headliner di questo ipotetico festival. Lars Urlich non ha dubbi: vorrebbe ingaggiare gli AC/DC. “Li ho visti suonare quando c’era ancora Bon Scott per quattro volte – ha raccontato – quando aprirono per i Black Sabbath e i Rainbow, poi quando suonarono a Copenaghen nel 1977 e infine a San Francisco nel 1979, quando ero ancora un ragazzino. La loro energia era folle – ha sottolineato – Angus che faceva su e già sul palco, tutti gli assoli di chitarra, il sudore, i capelli, tutti senza maglietta e Bon Scott, anche lui a torso nudo e con addosso un paio di jeans stretti, era il frontman più figo di tutti i tempi. Per me – ha concluso – la definizione dello stile rock è racchiusa negli AC/DC dei primi anni”.

Ma la band di Angus Young non è l’unica che Ulrich vorrebbe nel suo festival ideale: “Inviterei anche i Deep Purple – ha proseguito – ma con la formazione composta da Gillan, Glover e Blackmore, quella dal 1971 al 1973. Quello dei Deep Purple fu il mio primo concerto in assoluto proprio nel 1973. Ricordo che fui preso completamente alla sprovvista da quello spettacolo, con Ritchie Blackmore che faceva volteggiare la sua chitarra, suonandola anche con i piedi o con il sedere. Potevano cambiare la setlist e improvvisare, facendo fuoco e fiamme. Erano ultraterreni”.

Sono attratto dalle band impulsive – ha detto ancora – quelle che vivono il momento, con qualche elemento di pericolo o un pizzico di imprevedibilità. Ad esempio, i Rage Against The Machine hanno queste caratteristiche e quando si trovano davanti 50-70mila persone che gridano ‘F**k you, I won’t do what you tell me’, questo sembra piuttosto vero. Tutto alla fine va per il meglio, ma sembra sempre che la situazione potrebbe esplodere proprio in quel momento”.

Dopo la band di Tom Morello, il batterista dei Metallica vorrebbe anche un altro gruppo che forse nessuno si aspetterebbe da lui: “Chiamerei anche gli Oasis – ha detto – quelli del periodo del loro massimo splendore, perché adesso non sai mai quale potrebbe essere l’umore, se la situazione potrebbe precipitare tra i due fratelli e chi dei due potrebbe andarsene. I Guns N’ Roses – ha aggiunto – quando erano davvero pericolosi, erano inarrestabili durante un live. Siamo andati in tour con loro nel 1992 e ho avuto la possibilità di vederli ogni sera. Sono davvero una grande, grande band. Quella fu una delle più belle estati della mia vita”.

Nel festival dei sogni di Lars Ulrich, però, non ci sarebbe solo il rock: “Inserirei anche qualche variazione qua e là – ha spiegato – ad esempio con Bob Marley & the Wailers nell’era degli anni ’70 e di Babylon by Bus, che per me è uno dei più grandi album live della storia. La musica sembra unire insieme la band e il pubblico. Puoi chiudere gli occhi e sentire questa unione. Bob Marley è diventato un personaggio iconico ma, nel loro momento migliore, loro erano tutti una grande band, con ritmi completamente nuovi e un mondo di suoni. Ormai, però – ha scherzato - non so se questi colossi starebbero ancora in piedi!”.

Chiunque abbia partecipato a un festival musicale sa bene che, oltre ai concerti, ci sono anche altri elementi che rendono l’esperienza piacevole, come le attività di intrattenimento, il cibo e tante altre cose. In questo ambito, il festival di Ulrich sarebbe davvero molto particolare: “È piuttosto strano pensare che un luogo così remoto come l’Isola di Pasqua possa aver ospitato un’intera civiltà – ha detto il batterista – per questo motivo, il festival includerebbe anche lezioni di storia e di cultura, per diffondere lo studio delle migrazioni dei popoli della Polinesia e per comprendere come tutti i pezzi della storia si incastrino insieme per creare questo luogo incredibile”.

Infine, non può mancare il cibo: “Esistono forse festival migliori di quelli sul Mediterraneo o in Medio Oriente? – ha detto il musicista – mia moglie è vegana, mentre io sono vegetariano. Per questo abbiamo scelto questi cibi al nostro matrimonio, sono i nostri preferiti in assoluto. La cosa più bella del kebab, dei falafel e dell’hummus è che puoi ingozzarti mentre cammini, senza che ti cada nulla e senza sporcarti le scarpe. Dovete ricordarvi queste cose”. Le idee di Lars Ulrich per questo festival immaginario non sono affatto male ma, tornando al mondo reale, in questo periodo i Metallica stanno lavorando al nuovo album; intanto, domani, venerdì 28 agosto, verrà pubblicato S&M2, il secondo disco live registrato durante la seconda esperienza della band sul palco con la San Francisco Symphony Orchestra.

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