The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars: 5 cose che (forse) non sai

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The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars: 5 cose che (forse) non sai

Il 16 giugno 1972 David Bowie pubblica uno dei suoi dischi più belli di sempre

Il 16 giugno 1972 il grande David Bowie pubblica "The Rise And Fall Of Ziggy Stardust", uno degli album più iconici, importanti e apprezzati di tutti gli anni '70.

Un album che ha segnato intere generazioni e che ha mostrato al mondo la genialità di uno degli artisti più poliedrici e prolifici di sempre. Attraverso il suo alter ego Ziggy Stardust, Bowie ha portato sul palco la parte più istintiva del rock contribuendo a forgiare una delle prime icone glam della storia.

Ecco alcune curiosità che forse non conoscevi sul grande album "The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars":

1. L'ISPIRAZIONE PER IL SUO ALTER EGO E IGGY POP

Forse non tutti lo sanno ma il legame tra Iggy Pop e David Bowie nacque ben prime del periodo berlinese che entrambi ebbero l'occasione di vivere dopo la metà degli anni '70. Per il suo alter ego "Ziggy Stardust" Bowie voleva creare un personaggio che gli permettesse di portare sul palco l'anima più istintiva e animale del rock. Come ispirazione David Bowie si rifece ad un giovane ragazzo che ebbe occasione di vedere nel settembre 1971 durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti. Bowie definì Iggy Pop come il suo cantante preferito dell'epoca durante un'intervista rilasciata al magazine Melody Maker

2. IL NOME "ZIGGY"

Per il nome del suo personaggio Ziggy Stardust Bowie di ispirò ad un negozio di Londra. Nello specifico una sartoria chiamata Ziggy's che secondo il grande rocker gli "ricordava in qualche modo Iggy Pop". Grazie a questa ispirazione Bowie incentrò il suo personaggio tanto desiderato e costruito mettendo al centro della sua incredibile capacità comunicativa i suoi vestiti di scena.

3. L'EXTRATERRESTRE IN REALTÀ È UN MESSAGGERO UMANO

Per quanto sia da sempre considerata come una figura "extraterrestre", Ziggy in realtà è un umano. Per la precisione un messaggero con lo scopo preciso di avvisare l'intera popolazione del pianeta terra dell'arrivo di una razza aliena chiamata "infiniti" e nello specifico di "Starman". Ziggy ne sarebbe il profeta designato. Per questa singolare missione Bowie si ispirò alla figura del cantautore anglo-americano Vince Taylor che ebbe occasione di conoscere nel 1966. La sua figura instabile e la visione distorta della realtà descritta dal cantautore furono essenziali per completare il carattere dell'alter-ego Ziggy Stardust. Vince Taylor infatti, dopo anni di eccessi e droghe, credeva di essere un messaggero con contatti divini ed extraterrestri.

4. LA COPERTINA

L'iconica foto che apparve sulla copertina di "The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars" venne scattata a Londra dal fotografo Brian Ward davanti ad un edificio in Heddon Street, la strada in cui si trovava lo studio fotografico. Le immagini originarie vennero realizzate in bianco e nero e ricolorate successivamente su idea dello stesso Bowie per donare una sensazione di "iper-realtà", fantascienza e stranezza all'intera copertina. 

La strada ormai è diventata un luogo di pellegrinaggio per i fan di David Bowie ma ovviamente poco rimane dell'ambientazione originaria legata all'iconico scatto. Lo stesso Bowie, quando nel 1993 torno in quella strada per realizzare un'intervista, rimaste scioccato dal fatto che non ci fossero più quei luoghi e riferimenti così ormai iconici. Il rocker rimase molto deluso dal fatto che anche la scritta K. West (riferita ad una compagnia di telecomunicazioni dell'epoca) fosse sparita perché avrebbe simboleggiato molto per tutti i fan di quell'album.

5. L'IDEA DI UN'OPERA TEATRALE

Questo iconico e leggendario album, capostipite di tutto il rock anni '70, avrebbe potuto vedere la luce in una forma completamente diversa. Come raccontato dallo stesso Bowie, il disco inizialmente venne concepito come un'opera teatrale, cercando il modo di scrivere una sceneggiatura che andasse bene per la rappresentazione su un palco. Il rocker non aveva la più pallida idea di come mettere nero su bianco una sceneggiatura del genere, cercò di seguire un corso e la progressiva genesi dei personaggi lo portarono a realizzare un vero e proprio concept album, uno dei primi e più apprezzati di tutto il rock moderno.

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