Violator compie 30 anni: 5+1 cose che (forse) non conosci sul capolavoro dei Depeche Mode

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Violator compie 30 anni: 5+1 cose che (forse) non conosci sul capolavoro dei Depeche Mode

Il 19 marzo 1990 la band di Dave Gahan e Martin Gore pubblicava il settimo album in studio. Il loro capolavoro

Violator dei Depeche Mode compie 30 anni.

L’album capolavoro della band di Dave Gahan e Martin Gore porta con sé una grande storia fatta di viaggi, elaborate sessioni di registrazione e rispetto per i propri fan. Un album che ha permesso alla band di ascendere all’olimpo della musica con 9 brani elaborati, complessi nella composizione ma semplicissimi all’ascolto.

Ecco 5 + 1 cose che forse non conosci su questo grandioso album:

LA REGISTRAZIONE E LA CITTÀ DI MILANO

In un’intervista di qualche anno fa Martin Gore, che ha scritto tutte le canzoni del disco, ha raccontato il particolare rapporto con gli studi di registrazioni in quell’epoca: "Durante quel periodo della nostra carriera abbiamo voluto sperimentare moltissimo, anche nella scelta delle location per la registrazione dei dischi. Abbiamo subito adorato l'idea di viaggiare, uscire e rendere ogni nostro album un'avventura. Abbiamo registrato la maggior parte di Violator a Milano, il che è stato davvero divertente. Come abbiamo fatto non lo so proprio, eravamo fuori a fare festa quasi tutte le sere!"

LA CHITARRA E PERSONAL JESUS

Sebbene non sia la prima canzone della band in cui compare lo strumento, Personal Jesus rappresenta la prima volta in cui una chitarra viene utilizzata come elemento principale di una canzone dei Depeche Mode.

Il brano è diventato uno dei più reinterpretati nella storia della musica. Tra le cover più memorabili realizzate ricordiamo le versioni di Johnny Cash, Marilyn Manson e Sammy Hagar.

I TEMI DELL’ALBUM

L'album esplora tematiche davvero pesanti come il peccato, la religione, il sesso e le pratiche sessuali, il nichilismo, la misantropia e la droga. Martin Gore, autore principale dell’album, sentiva che questi temi e queste problematiche rappresentassero realisticamente la società dell’epoca. E questo è stato sicuramente accolto bene dai fan in quanto Violator è stato il primo album della band a raggiungere la top ten sia negli US Billboard Charts che negli UK Charts Album con un numero incredibile di singoli in classifica.

L’AFFERMAZIONE E LE SONORITÀ

Descritti fino a quel momento Goth Gods e spesso duramente offuscati e snobbati dalla critica, i Depeche Mode con Violator hanno voluto scrollarsi di dosso queto tipo di etichetta cercando di diventare la più grande band elettronica del mondo. Con Violator sono stati in grado di fondere il mistero, l’aura sinistra e magica della loro musica in qualcosa di riconoscibile ma innovativo, fondendo i diversi elementi del loro universo musicale come il blues, le ballate elettroniche, il synth pop e il rock da stadio. Con Violator i Depeche Mode hanno creato un album più complesso ma immediatamente accessibile e riconoscibile all’ascolto rispetto ai loro lavori precedenti.


 
LA PRIMA VERSIONE DI ENJOY THE SILENCE

In un’intervista del 2017 rilasciata a Entertainment Weekly, Dave Gahan ha raccontato la genesi di Enjoy The Silence, che avrebbe potuto essere molto diversa da come la conosciamo: “È una storia abbastanza divertente. Quando Martin arrivò per la prima volta con una demo di Silence, era una canzone appena abbozzata. C’erano solo un pianoforte e questi versi molto lenti. Era una ballata. Alan (Wilder) e Flood, che stavano producendo l'album, ebbero alcune idee per dare un po’ di energia alla canzone. Ci dissero: "Uscite dallo studio e tornate tra due giorni." Quando tornammo, Flood disse a Martin: "Ho bisogno che tu registri una traccia per chitarra", così Martin iniziò a suonare questo riff. Poi mi dissero "Dave, vai a cantare" e lo feci. Abbiamo letteralmente registrato il brano in un paio di giorni. Poi abbiamo iniziato a giocare con la canzone, cercando di renderla più di quanto non fosse, ma non ce ne fu bisogno. La pubblicammo in questo modo, e penso che sapessimo tra di noi che c'era qualcosa di molto speciale in quel brano. Ma non avevamo idea di che enorme successo sarebbe diventato.

IL “VIAGGIO” DI VIOLATOR

Il disco è stato registrato ai Logic Studios di Milano (nella prima sede di Via Quintiliano 40, in zona Mecenate), ai Puk Studios di Gjerlev, in Danimarca e mixato a Londra da François Kevorkian, che aveva precedentemente lavorato all'album Electric Café dei Kraftwerk del 1986.

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