Green Day, Tré Cool: “Ecco come Father of All… ha spalancato le porte a una nuova fase della nostra carriera”

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Green Day, Tré Cool: “Ecco come Father of All… ha spalancato le porte a una nuova fase della nostra carriera”

Per il batterista l’uscita del nuovo album rappresenta un vero cambio di rotta per la band

Il 7 febbraio i Green Day hanno pubblicato il nuovo attesissimo album dal titolo Father of All Mo**********s, un disco che arriva a quasi quattro anni dall’ultimo lavoro, Revolution Radio, uscito nell’ottobre del 2016. Nei confronti di questo nuovo disco c’è molta curiosità perché il singolo che lo ha anticipato e che è, tra l’altro, la titletrack, ha dimostrato di essere molto diverso rispetto al classico stile Green Day. Tra le varie caratteristiche riscontrate, ad esempio, Billie Joe Armstrong canta in falsetto.

Di recente il cantante ha più volte spiegato che prima di scrivere le nuove canzoni ha ascoltato diversi generi di musica che lo hanno ispirato. Oggi a raccontare della realizzazione di questo nuovo disco è stato Tré Cool: “A un certo punto ci siamo chiesti: riprendiamo da dove ci siamo fermati – ha detto a The Star riferendosi a Revolution Radio – oppure togliamo tutto di mezzo e ricominciamo da zero? La parte entusiasmante di quando di avventuri in qualcosa di nuovo è che non sai se funzionerà o meno”. 

Considerando il lungo percorso musicale dei Green Day ricco di successi, con oltre 70 milioni di dischi venduti, miliardi di ascolti in streaming e l’ingresso nella Rock And Roll Hall Of Fame, finora sembra che la band abbia preso solo decisioni giuste ogni volta che ha osato qualcosa di diverso: dall’iconico album Dookie, fino al ciclo dei tre dischi del 2012 ¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré!, passando per l’opera punk a tema sociale e politico American Idiot del 2004, Billie Joe e compagni non ne hanno sbagliata una e sono rimasti sempre sulla cresta dell’onda. “Bisogna semplicemente essere aperti alla possibilità di fare le cose in maniera differente e di spingersi oltre la comfort zone che ci creiamo intorno, oltre quella confusa sensazione di sicurezza – ha spiegato ancora il batterista – ok, diciamo che almeno questo è ciò che ho fatto io”.

Per realizzare questo nuovo album la band si è davvero spinta oltre e ha trovato questa nuova strada dopo una serie di jam sessions: “Quando abbiamo registrato Father Of All… abbiamo pensato ‘Ehi, è davvero divertente, ci sono un sacco di cose che stanno accadendo qui’ – ha raccontato ancora Tré Cool – c’è un ritmo più movimentato e c’è Billie che canta in falsetto, oltre al fatto che non ha mai cantato una canzone sui soldi prima d’ora. È stato divertente, tutte queste novità ci hanno fatto pensare ‘Wow, questa non è la solita vecchia roba ed è davvero forte’. Dopo aver composto un altro paio di canzoni ci siamo detti ‘Ok, abbiamo fatto questi cambiamenti… e adesso che succede se continuiamo in questa direzione?’. Ed ecco come questa canzone ha spalancato le porte a questa nuova fase”.

Ed è così che le dieci canzoni contenute in questo nuovo album offriranno ai fan degli arrangiamenti ben diversi e molto più sofisticati rispetto al passato, tra energiche melodie punk e sfumature profonde e psichedeliche con la tastiera. “Abbiamo ascoltato un sacco di roba tipo Little Richard, Motown, i Miracles – ha spiegato ancora il batterista – era questa atmosfera che abbiamo cercato di catturare, però a modo nostro. Abbiamo continuato a parlare di come i Beatles comporrebbero una canzone rhythm&blues, di come poi quel brano avrebbe il loro stile e non quello di Chuck Berry o di qualcun altro. Loro erano fedeli al loro sound e facevano il genere di musica che li entusiasmava. Noi – ha proseguito – abbiamo compreso che abbiamo un sound tutto nostro, ma abbiamo voluto ricercare l’atmosfera e lo spirito di ciò che amiamo e che appartiene a un genere più classico”.

Un’altra caratteristica di Father Of All… è la sua breve durata, appena 26 minuti: “Avevamo un altro paio di canzoni che abbiamo pensato di inserire nell’album – ha spiegato ancora Tré Cool – ma alla fine è andata in questo modo e abbiamo pensato ‘Wow, così è abbastanza’. Questo disco è completo così com’è. In passato abbiamo realizzato altri album brevi, penso che questo sia solo due minuti più corto di Dookie. Così è possibile ascoltarlo tutto, ad esempio, mentre si va a lavoro”.

La produzione di questo nuovo lavoro è stata affidata a Butch Walker, già famoso per aver lavorato con artisti come Fall Out Boy, Weezer e altri. Secondo Tré Cool questo produttore ha fatto un lavoro eccellente e il suo modo di operare si è ben sposato con la loro concezione di questo album: “Lo ha reso bello e semplice, senza pensare troppo a ogni cosa – ha spiegato il batterista in proposito – nel mio caso ha messo i microfoni davanti alla batteria e agli amplificatori e ha detto ‘Ok, suona’. Non ci siamo dovuti preoccupare delle tonalità o del sound, abbiamo avuto la possibilità di concentrarci solo a fare delle belle performance. Lui ha saputo utilizzare la nostra energia per fare musica piuttosto che focalizzarsi sulla produzione”.

Infine, il batterista non ha potuto fare a meno di complimentarsi con Billie Joe Armstrong per la sua straordinaria abilità come paroliere: “Ciò che riesce a fare con la lingua inglese è semplicemente incredibile – ha sottolineato – è un compositore eccellente. Ha un blocco notes pieno di associazioni di parole. Qualcuno dice qualcosa che cattura la sua attenzione e lui se la annota”. A questo punto non resta davvero che aspettare di poter ascoltare i frutti del grande lavoro che è stato fatto con Father Of All… anche se Tré Cool avverte: la parte migliore di tutto questo deve ancora arrivare e sarà il tour che, lo ricordiamo, farà tappa anche in Italia al Firenze Rocks il prossimo 11 giugno.

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