Mötley Crüe e Def Leppard, un legame dalle radici profonde: ecco perché secondo Nikki Sixx e Joe Elliot

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Mötley Crüe e Def Leppard, un legame dalle radici profonde: ecco perché secondo Nikki Sixx e Joe Elliot

Le due band quest’anno faranno un lungo tour insieme. Le avventure e le sventure di queste due leggende del rock

Dopo il grande successo del biopic The Dirt, i Mötley Crüe hanno deciso di tornare a esibirsi e lo faranno insieme ai Def Leppard, ai Poison e a Joan Jett nel The Stadium Tour, una lunga serie di concerti nelle arene americane. Il fatto che abbiano deciso di realizzare questo progetto insieme significa che tra i due headliner, i Mötley Crüe e i Def Leppard non esiste alcuna rivalità. Anzi, tutt’altro: tra le due band c’è un legame molto forte che dura da anni e che è basato su esperienze comuni e molto significative.

Non c’è mai stata alcuna rivalità – ha dichiarato in proposito Nikki Sixx a Classic Rock in un’intervista congiunta con Joe Elliottio ho sempre amato i Def Leppard. Molti anni fa, prima di MTV, a Los Angeles c’era una radio davvero forte dedicata al rock e alle giovani band, così noi eravamo alla continua ricerca di vinili. Quando ho comprato il primo album dei Def Leppard, On Through the Night del 1980, mi è semplicemente balzato agli occhi. Proprio l’altro giorno – ha proseguito – ho fatto una playlist dei Def Leppard con tre canzoni prese da quell’album e sono dei pezzi davvero forti. Joe, dovresti davvero metterti ad ascoltare di nuovo il tuo primo disco”.

Il cantante dei Def Leppard ha confermato che anche i fan pensano la stessa cosa e gli chiedono sempre di suonare brani di quell'album. Per quanto riguarda la presunta rivalità tra le due band, anche Elliott sostiene che in realtà non ci sia mai stata e il suo gruppo non si è mai sentito minacciato dalla popolarità dei Mötley Crüe: “Questa è una storia curiosa. Il concerto che abbiamo fatto insieme al Jack Murphy Stadium nel 1983 è stato il nostro ultimo live americano fino all’uscita di Hysteria, nel 1987 – ha raccontato il cantante – in quel periodo abbiamo visto band come Mötley Crüe e Bon Jovi raggiungere il successo. Guardavamo MTV dall’Olanda, dove stavamo registrando, appunto, Hysteria, e ricordo che pensavo ‘Accidenti, ci hanno rubato la corona e non la riavremo più indietro’”. 

Ovviamente, poi il successo dei Bon Jovi è esploso e ha rubato la scena a tutti. Ma noi guardavamo il video Home Sweet Home dei Mötley Crüe e pensavamo che fosse davvero brillante. Vi vedevamo – si è rivolto poi a Sixx – come qualcosa a metà tra Lionel Richie e Madonna…”. “È un’immagine piuttosto strana secondo me – ha risposto Nikki scherzando – e anche vagamente sessuale”. “Non volevo intendere questo – ha replicato Elliott – ma ciò dimostra quanto fossero strani gli anni ‘80”.

Quello fu in effetti un periodo davvero particolare, degli anni durante i quali sia i Mötley Crüe che i Def Leppard furono costretti ad affrontare anche momenti molto difficili e per certi aspetti simili: nel dicembre del 1984 Vince Neil, ubriaco alla guida, provocò un incidente nel quale perse la vita Nicholas Dingley, in arte Razzle, il batterista degli Hanoi Rocks, mentre altre due persone rimasero ferite e riportarono danni permanenti. Appena due settimane dopo, il batterista dei Def Leppard, Rick Allen, uscì di strada con la sua auto che si capovolse su sé stessa più volte: nell’impatto, il musicista perse un braccio

Entrambe le band risentirono molto degli effetti di questi incidenti: “Quel giorno Vince cambiò – ha raccontato Nikki Sixx – per noi fu davvero difficile accettare che qualcuno fosse morto in un incidente stradale perché Vince aveva bevuto. E fu difficile perché tutti noi bevevamo e guidavamo negli anni ’80. È proprio ciò che facevamo: iniziavamo a bere a casa, poi saltavamo in macchina, andavamo a Hollywood, bevevamo ancora, rimorchiavamo qualche ragazza, poi venivamo cacciati dai locali alle 2 di notte, a quel punto andavamo a un party e poi tornavamo a casa. Fu solo quando Razzle morì che ci rendemmo conto che tutto ciò che facevamo aveva delle conseguenze. E non significava avere qualche guaio – ha sottolineato - ma che qualcuno era morto. Vince cambiò quel giorno e da allora non è tornato più quello di prima. È qualcosa che ora fa parte del suo DNA. Non ho avuto un’esperienza simile quindi non so come spiegarla, se non dicendo che ho visto un uomo cambiare per sempre”.

Meno grave, ma altrettanto difficile da digerire, fu l’incidente di Rick Allen: “Ricordo che mi chiamò il nostro manager Peter Mensch e mi disse ‘Sei seduto?’. Avendo visto abbastanza film, sapevo che una frase del genere si dice solo quando muore qualcuno. Ma quando ti senti dire ‘Il tuo batterista ha avuto un incidente stradale e ha perso un braccio’, non c’è modo di elaborare quell’informazione. Non ha alcun senso. Scoppiai solo a piangere e pensai che per Rick non poter più suonare sarebbe stato probabilmente peggio che morire. Sarebbe diventato un morto vivente che una volta era un batterista. Dopo pochi giorni ci disse ‘Penso di aver trovato un modo per tornare a suonare’. Pensammo che fosse la morfina a fargli dire queste cose. E invece – ha concluso - nell’arco di tre mesi, Rick tornò a suonare la batteria. Fu una grande ispirazione per noi”.

Una forza di volontà e un coraggio simili in realtà sono d’esempio per chiunque. “Per me questa è una storia davvero incredibile – ha commentato Nikki Sixx – intendo dire il fatto che Rick abbia detto ‘Ho perso un braccio ma questa è la mia band e io tornerò a suonare la batteria’ e che la band si sia comportata esattamente come farebbe una famiglia. Loro gli hanno risposto ‘Ok, noi ci stiamo. Facciamolo’. Voglio dire – ha concluso – quanto è dannatamente assurdo fare rock ‘n’ roll con un batterista che ha un braccio solo? Sembra una cosa impossibile. È stato un miracolo, ecco cos’è stato”.

Ogni cosa ha una conseguenza è ciò che i Mötley Crüe hanno imparato dopo la tragedia di cui fu responsabile Vince Neil; nulla è impossibile è invece l’insegnamento che hanno tratto i Def Leppard dall’incidente del batterista. Queste due band, insomma, sono unite non solo per aver condiviso i ruggenti anni ’80 senza mai sentirsi davvero rivali, ma anche per motivi ben più profondi. E quel legame li porterà, a partire dal 23 giugno prossimo, a condividere il palco insieme ancora una volta.

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