Guns N’ Roses, Slash: “La musica in streaming non aiuta gli artisti, internet ha ucciso l’industria musicale”

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Guns N’ Roses, Slash: “La musica in streaming non aiuta gli artisti, internet ha ucciso l’industria musicale”

"Questi sistemi non ci fanno guadagnare nemmeno lontanamente quanto ci facevano guadagnare le royalties"

Oggi sempre meno persone acquistano i dischi, mentre aumentano quelle che ascoltano la musica in streaming oppure scaricano solo i brani di proprio interesse. Se questi nuovi mezzi hanno favorito l’utente, però, la stessa cosa non si può dire per quanto riguarda gli artisti. Questo è ciò che sostiene Slash che, durante un’intervista televisiva riportata poi da Alternative Nation, si è apertamente schierato contro le piattaforme online.

Per il chitarrista dei Guns N’ Roses se da una parte il sistema della musica in streaming è conveniente per gli utenti, dall’altra danneggia fortemente gli artisti. “Quella del sistema dello streaming è una storia molto lunga e servirebbe molto tempo per discuterne – ha detto Slash – se ricordate cosa è accaduto verso la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, saprete che in quel periodo tutti iniziarono a scaricare e a condividere file online. Ecco, di base si può dire che internet ha ucciso l’industria musicale”.

Adesso possiamo dire di essere usciti da quella situazione con questi servizi di streaming – ha continuato il chitarrista – ma questi sistemi non ci fanno guadagnare nemmeno lontanamente quanto ci facevano guadagnare le royalties derivate dall’acquisto di un CD o di un disco. Si può dire ufficialmente che questo sistema ha danneggiato il business musicale in un certo senso. Per gli utenti è molto più facile e conveniente – ha sottolineato – ma di certo le piattaforme di streaming non rappresentano un vantaggio per gli artisti di oggi”.

Chissà, sarà forse anche per questo che Slash ultimamente sta puntando molto sui live. Di recente, infatti, il chitarrista è stato impegnato in diversi tour insieme a Myles Kennedy e ai Conspirators. A proposito di come ha incontrato i suoi compagni d’avventura per questo suo progetto solista, Slash ha detto: “Faccio spesso delle jam sessions ed è così che incontro le persone. Quando questo accade, poi ti ricordi delle persone con le quali hai suonato, quelle con le quali ti sei trovato davvero in sintonia o che hai giudicato davvero brave a suonare. Ho fatto tutto questo per molto tempo, quindi conosco un sacco di musicisti – ha spiegato – personalmente, io cerco persone che abbiano il dono naturale per lo spirito rock ‘n’ roll. Una delle cose più belle a proposito dei Conspirators è che non li conoscevo. Non avrei mai immaginato che le cose sarebbero andate così con loro. Ho lavorato con Myles al mio primo album solista e non lo avevo mai sentito cantare prima di quel momento. Avevo sentito molto parlare di lui, così l’ho chiamato e gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto suonare una canzone nel mio disco solista con diversi altri cantanti”.

Lui ha cantato in quel mio primo disco – ha proseguito il racconto – ed è stato incredibile, così alla fine abbiamo realizzato due pezzi per quell’album. A quel punto gli ho detto ‘ Io devo fare un tour per promuovere questo disco e non posso portare tutti questi cantanti in giro con me, quindi vorresti venire tu?’. Sapevo che aveva il tipo di qualità necessarie per interpretare tutti quei pezzi diversi l’uno dall’altro, e anche le canzoni dei Velvet Revolver, dei Snakepit e dei Guns N’ Roses”. Slash non si sbagliava: in Myles Kennedy ha trovato il cantante ideale e nei Conspirators la band più adatta per raggiungere il successo con questo suo progetto solista. I numeri dei loro concerti ne sono la prova.

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