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Virgin Radio Rock News Dave Mustaine: “Ecco i nomi dei nuovi Big Four”

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Dave Mustaine: “Ecco i nomi dei nuovi Big Four”

Testament, Overkill, Exodus e Trivium: il cantante e chitarrista li indica come eredi dei Metallica, Megadeth, Slayer e Anthrax

Nei primi anni ‘80, quando l’ondata del nuovo sottogenere del metal, il thrash, invade gli Stati Uniti dalla costa Est alla costa Ovest, nasce una delle definizioni più famose della musica americana: i “Big Four”. Sono Megadeth, Metallica, Slayer e Anthrax, tre band californiane e una di New York che hanno costruito il suono, il virtuosismo furioso e le tematiche oscure di un genere che non accetta compromessi e che negli anni si è diffuso in tutto il mondo.

Nessuno ha mai superato l’impatto dei Big Four sulla scena metal, dal debutto dei Metallica nel 1983 con “Kill ’Em All” e degli Slayer con “Show No Mercy”, passando per “Fistful of Metal” degli Anthrax nel 1984 e “Killing Is My Business… and Business Is Good!” dei Megadeth nel 1985, fino al definitivo “Reign in Blood” degli Slayer del 1986.

Durante una recente intervista, dopo aver annunciato la fine dei Megadeth, Dave Mustaine ha voluto però nominare dei successori, indicando i nomi che secondo lui potrebbero comporre i nuovi Big Four del thrash metal. “Non è necessariamente una nuova generazione, ma sono tutte grandi band”, ha detto Dave Mustaine. “Testament, Overkill, Exodus e forse i Trivium, anche se fanno un genere un po’ diverso.”

I suoi preferiti sono gli Exodus, la prima band di Kirk Hammett dei Metallica, nati a San Francisco nel 1979, che Mustaine avrebbe voluto inserire già da tempo nell’elenco dei maestri fondatori del thrash metal, trasformando i Big Four in Big Five: “Gary Holt è un chitarrista fantastico e uno dei migliori amici che abbia mai avuto nel mondo della musica. Hanno avuto una grande importanza nella scena metal.”

Il gioco dei Big Four ha sempre divertito le rockstar: Rob Halford dei Judas Priest ha raccontato di aver avuto per anni l’idea di organizzare un tour dei Big Four del metal inglese, con Black Sabbath, Motörhead, Iron Maiden e Judas Priest: “Purtroppo, due su quattro non ci sono più, ma la loro musica vivrà per sempre.”