Nel 1986 Johnny Cash viene scaricato dalla Columbia con cui ha pubblicato album per 30 anni, firma un contratto con la Mercury Records e prova a rimanere nel mercato con Water from the Wells of Home, un album di duetti in cui canta con Paul McCartney, Hank Williams Jr, Waylon Jennings, Glen Campbell e anche i suoi figli, Rosanne e John Carter Cash, poi Boom Chicka Boom (dal nome del suono della sua band i Tennessee Three) e il secondo capitolo del progetto Highwayman con Willie Nelson, Waylon Jennings e Kris Kristofferson.
Il primo passo della sua rinascita artistica però è un album tributo, ‘Till Things Are Brighter messo insieme da Marc Riley (ex membro dei The Fall) con la partecipazione di Pete Shelley dei Buzzcocks, di Jon Langford della punk band The Mekons e di Marc Almond che fa una sua versione di Man in Black. “Ha sentito una reale connessione con musicisti di generi molto diversi dal suo, gli ha dato una grande motivazione” ha ricordato sua figlia Rosanne, “Era nel suo elemento, gli ha fatto davvero bene.”
Reinterpretato da artisti punk e new wave, Johnny Cash diventa un’icona culturale, preparandosi ad un formidabile ritorno negli anni 90 con gli album della serie American Recording registrati con Rick Rubin. Un percorso artistico che avvicina la leggenda country al produttore guru che ha iniziato fondando la Def Jam nel dormitorio del campus della New York University lanciando la scena rap old skool, poi ha suonato nella band hardcore Hose, ha prodotto la cover di Walk This Way degli Aerosmith fatta dai Run DMC e infine ha creato il suono travolgente di Reign in Blood degli Slayer.
Rubin ha 29 anni quando vede Johnny Cash (che ne ha 61) esibirsi allo show per i 30 anni di carriera di Bob Dylan: “Vorrei che facessi quello che ritieni giusto per te” gli dice offrendo un contratto con la sua nuova etichetta American Recordings. Si ritrovano nello studio che Johnny Cash ha costruito nella sua proprietà di Hendersonville in Tennessee e anche a casa di Rick Rubin a Los Angeles, con l’accompagnamento del chitarrista di Cash Martin Dreadnought. Due brani, Tennessee Stud e The Man Who Couldn’t Cry vengono registrate dal vivo al Viper Room di Hollywood. Johnny Cash canta sei cover (di Glenn Danzig, Kris Kristofferson, Tom Waits, Leonard Cohen e altri) e alcuni brani originali. “Tutte canzoni che lo rappresentavano” ha detto Rick Rubin.
Nasce American Recording che esce nel 1994, vince un Grammy Award come Contemporary Folk Album e porta Johnny Cash sul palco di Glastonbury, facendolo diventare un punto di riferimento degli anni 90. “È stato come lavorare con Sam Philips alla Sun Records” ha ricordato Johnny Cash, “Mi hanno lasciato fare quello che sentivo.” Insieme a Rick Rubin, Johnny Cash realizza altri cinque album che consacrano la sua leggenda Unchained nel 1996, Solitary Man nel 2000, The Man Comes Around nel 2002 che contiene la cover di Hurt dei Nine Inch Nails e due album postumi, A Hundred Highways del 2006 e Ain’t No Grave del 2010. “Siamo diventati amici, ho dei ricordi bellissimi dei momenti passati ad ascoltare le sue storie” ha ricordato Rick Rubin, “Non parlava molto, ma quando lo faceva sembrava conoscere tutto. Era un uomo timido e tranquillo e molto saggio.”

