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Virgin Radio Rock News Patti Smith racconta Sid Vicious: “non ha saputo mantenere l’equilibrio, la sua storia è tragica e triste”

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Patti Smith racconta Sid Vicious: “non ha saputo mantenere l’equilibrio, la sua storia è tragica e triste”

Todd Smith, fratello di Patti, finì per rimanere coinvolto e ferito in uno scontro provocato dal bassista dei Sex Pistols

Patti Smith è considerata la poetessa del punk, un punto di riferimento della scena di New York che si raduna in un club sulla Bowery, il CBGB’S e crea una rivoluzione di suono e di stile. Patti Smith è la voce artistica e colta del punk, usa le parole come immagini per celebrare una visione alternativa del mondo, la ribellione e il romanticismo di chi ha scelto la musica per trasformare la propria vita, intercettando alcuni dei più grandi talenti della controcultura di New York: Bob Dylan, Tom Verlaine, il fotografo Robert Mapplethorpe, il poeta Alen Ginsberg e lo scrittore Sam Shepard, Fred Sonic Smith e Michael Stipe.

Uno dei suoi personaggi preferiti era Jimi Hendrix, di cui amava il talento musicale ma anche la sensibilità umana: “Jimi era tutto quello che potevi desiderare dalla tua rockstar preferita.” Il punk però aveva anche un lato oscuro e disperato, quello che ha portato alla morte di Sid Vicious, rimasto senza i Sex Pistols e in piena spirale autodistruttiva. Il 12 ottobre 1978 la sua compagna Nancy Spurgen viene trovata morta in una stanza del Chelsea Hotel, Sid viene arrestato (ammette di averla accoltellata senza intenzione di uccidere, poi ritratta), esce su cauzione, tenta il suicidio e la notte del 9 dicembre entra all’Hurrah Cub per vedere una band glam punk, gli Skafish. Todd Smith, il fratello e tour manager di Patti Smith lavora per la band quella sera. Secondo il racconto del cantante Jim Skafish, Sid Vicious si piazza sotto al palco, li fissa e fa dei gesti alla chitarrista Karen Winner, poi si avvicina a Tarrah, che fa parte della crew ed è fidanzata con Todd Smith. Mentre gli Skafish cantano il brano She Lives For Love, Todd e Sid iniziano a discutere, e Sid lo colpisce con una bottigliata in faccia, causandogli una ferita che richiede sette punti di sutura. Il road manager della band, Jimmy Sohns (ex frontman del gruppo di Chicago The Shadows of Knight) fa volare Sid giù dalle scale con un pugno. “Nonostante tutto, abbiamo portato a termine la nostra esibizione” ha scherzato Jim Skafish. Il 1 febbraio 1979 dopo 55 giorni di detenzione a Riker’s Island, Sid Vicious muore di overdose di eroina a 21 anni. “Mio fratello era un tipo tosto ma pacifico, Sid era fuori controllo” ha detto Patti Smith “Un altro ragazzo che non ha saputo mantenere l’equilibrio, la sua storia è tragica e triste.” Anche John Lydon ha commentato così la sua fine: “Mi pento di averlo portato nella band. Si sentiva isolato, povero Sid, perchè non era il ragazzo più intelligente del mondo. L’aspetto migliore del suo carattere, il senso dell’umorismo, è svanito il giorno stesso in cui è entrato nei Sex Pistols”.