Ian Gillian, voce dei Deep Purple dal 1969 al 1973 nella leggendaria formazione Mark II con Jon Lord, Ritchie Blackmore, Roger Glover e Ian Paice (poi ancora dal 1984 al 1989 e dal 1992 ad oggi) ha partecipato ad una puntata di “Songwriting for Songwriters”, una serie video su YouTube che spiega tutto dell’arte di scrivere canzoni raccontando i segreti e la tecnica dei più grandi autori di sempre, da Paul McCartney a Brian Wilson fino a David Byrne, Suzanne Vega e autori pop come Ed Sheeran e Max Martin. «Noi musicisti rock abbiamo molta libertà nella struttura e nell’interpretazione delle canzoni» ha detto Ian Gillan ricordando le sperimentazioni dei Deep Purple tra influenze classiche, virtuosismi ed espressività hard rock. «Ho avuto la fortuna di conoscere Luciano Pavarotti e di cantare con lui, e mi ha detto: ti invidio. Canti Smoke on the Water per sei volte, ed è sempre diversa. Nell’opera, se cambio qualcosa da un punto di vista tecnico o delle emozioni, mi crocifiggono».
La battuta di Luciano Pavarotti, uno dei più grani tenori di sempre ma anche uno dei più versatili con le sue collaborazioni nel mondo del rock (dagli U2 a Sting a Elton John) è uno dei ricordi più belli di Ian Gillan che ha duettato con lui nel 2003 cantando l’aria Nessun Dorma ad uno dei suoi concerti benefici Pavarotti & Friends. «Pavarotti invidiava la mia libertà. Con i Deep Purple ci esprimevamo senza limiti in studio. Abbiamo registrato Deep Purple in Rock subito dopo l’album Concerto for Group and Orchestra immaginato da Jon Lord, un modo fantastico di impostare la carriera di una band. Nessuno di noi ha mai pensato per un attimo a cosa sarebbe successo, suonavamo e basta».
Dopo il successo di In Rock, secondo Ian Gillan: «Tutti hanno iniziato a dirci cosa dovevamo fare: etichette discografiche, manager, promoter, addetti alle pubbliche relazioni, anche i fan. Ci siamo seduti intorno ad un tavolo e dopo qualche birra abbiamo deciso di ignorare completamente tutti i consigli e di fare sempre quello che sentivamo. È importante continuare ad essere sempre te stesso».

