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La storia dell'assolo di We Will Rock You nella nuova puntata della serie dei Queen The Greatest. Guardala QUI

Brian May: "Non volevo che fosse una canzone standard come le altre, volevo che fosse eccezionale in ogni modo. Volevo infrangere tutte le regole"

I Queen hanno pubblicato una nuova puntata della loro serie in streaming The Greatest. Questa settimana la band inglese ha pubblicato la seconda parte della storia di We Will Rock You, il brano che determinò il concetto stesso di inno da stadio e fece decollare la band verso l'olimpo dei concerti di massa

In questa seconda parte del racconto Brian May, in un'intervista inedita ed esclusiva, racconta la scrittura dell'assolo finale del brano, così semplice eppure così fondamentale per la storia del rock negli annoi e decenni a seguire. Nonostante la bellezza e l'immediatezza del brano il chitarrista all'epoca nutriva alcuni dubbi sul fatto che la canzone potesse funzionare: “La cosa di cui credo di essere più orgoglioso è il fatto che la canzone sia diventata parte della vita di chiunque. Quando tutti si mettono a fare "thump, thump" con le mani , in qualsiasi modo, a tutti viene in mente il brano. Il complimento più grande è quando le persone pensano che non sia stato scritto da nessuno, pensano solo che sia sempre esistito. Quindi 'We Will Rock You' è diventata come... qualcosa di tradizionale e che risale all'età della pietra. E questo mi rende felice"

May ha poi così raccontato l'approccio che ebbe nella scrittura dell'assolo: "Non volevo che fosse una canzone standard come le altre, volevo che fosse eccezionale in ogni modo. Volevo infrangere tutte le regole e normalmente l'assolo di chitarra arriva nel mezzo, e poi torni indietro e hai l'ultima strofa e poi la conclusione. Non volevo questo, volevo che ci fosse l'intera canzone e poi arrivasse l'assolo di chitarra dal nulla. Avevo qualcosa qualcosa che mi girava per la testa, ma non ero sicuro di cosa fosse. Era nella mia memoria, penso di essere andato in studio una sola volta. Ascoltavo solamente la sensazione che mi provocava ciò che proveniva dalle mie cuffie. Quindi sono tornato dentro in studio, l'ho ascoltato e il pezzo che mi è piaciuto davvero arrivò per caso. Quel piccolo riff mi rimase in testa e pensai che fosse perfetto per concludere la canzone. Quindi abbiamo copiato il nastro, l'abbiamo ritagliato, abbiamo unito tre versioni e il risultato è quello che senti alla fine della traccia. In realtà non l'ho suonato tre volte, l'ho suonato solo una volta e l'abbiamo duplicato e messo su del nastro adesivo. È questo che ascoltate ogni volta".

Nella puntata precedente il chitarrista raccontava la nascita del ritmo del brano, scritto da lui per l'album del 1977 "News Of The World". "Bingley Hall. Questa grande sala concerti nelle Midlands. Faceva venire l'ansia”, ha raccontato il leggendario chitarrista all'interno della nuova puntata di The Greatest, “Fa un gran caldo e siamo tutti sudati, l'atmosfera è fantastica. Tutti saltano su e giù, fanno rumore e quello che fanno è cantare. A quei tempi, era davvero tutto nuovo, devo confessarvelo. Semplicemente non si andava ai concerti per cantare verso una rock band. Ma durante quello show non si fermarono e continuarono a cantare. Credo di essere andato poi a letto quella sera penando: 'cosa potrebbe fare un pubblico, cosa potresti chiedere loro di fare?' Sono tutti stipati lì dentro, non possono fare molto, ma possono battere i piedi, possono battere le mani e possono cantare!”.

Mi è semplicemente venuto in mente che siamo tutti parte di questo scenario, quando siamo giovani siamo pieni di entusiasmo, pensiamo di poter cambiare il mondo. Di andare là fuori e… scuotere tutto! "We Will Rock You" significa che cambieremo il mondo e sentiamo di poterlo fare fin da giovani".

"E poi... guardando avanti fino a quando si invecchia" ha continuato Brian May parlando della situazione attuale, "cosa succede quando si invecchia? Tutta questa roba è come se fosse volata via, sei lì e pensi 'cosa è successo, ho davvero cambiato il mondo? Cosa è successo, chi sono io e che cos'è il mondo per me adesso? Vorrei lasciare il pianeta sapendo che ho solo fatto un po' la differenza per la piccola quantità di decenza che c'è nel mondo. Non sono sicuro di riuscirci, ma ci sto ancora provando. Quindi, in poche parole, questo è ciò di cui parla We Will Rock You".

The Greatest, la serie con contenuti inediti e racconti dedicati alla storia della band in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione del gruppo inglese. 50 appuntamenti, visibili in streaming sul canale ufficiale della band a cadenza settimanale, ripercorreranno le tappe fondamentali della band fondata nel 1971 da Brian May e Roger Taylor dopo l'ingresso di Freddie Mercury e l'arrivo al basso del grande John Deacon.

È la prima volta che la storia della band viene raccontata in modo completo, dalla nascita a Londra nel 1970 con l’entrata di Freddie Mercury negli Smile, la prima band di Roger Taylor e Brian May, in cui prende il posto di Tim Staffell, fino agli ultimi tour mondiali con Adam Lambert, passando per Bohemian Rhapsody, il Live Aid e i leggendari concerti a Wembley del Magic Tour 1986.

La presentazione fatta dal creatore della serie Simon Lupton, che ha già realizzato cinque documentari sui Queen tra i quali Queen: Days of Our Live ha scatenato l’entusiasmo dei fan: «Un viaggio attraverso spettacolari immagini delle prove, del dietro le quinte e di quello succedeva dopo i concerti dei Queen». Da anni si sapeva dell’esistenza di tantissime registrazioni live fatte durante i tour dei Queen, una band di perfezionisti assoluti che voleva fare di ogni concerto uno spettacolo unico per i fan, e registrava ogni cosa per migliorare sempre. Finalmente questi archivi sono finiti nelle mani di Simon Lupton: «Alcuni dei momenti mostrati nella serie saranno familiari, altri rarissimi o dimenticati» ha detto il creatore della serie The Greatest, aggiungendo che forse ci potrebbero essere altri episodi oltre ai 50 previsti,  «Alcuni sono testimonianze di risultati incredibili e di record raggiunti dalla band, altri sono insoliti o bizzarri ma tutti qu ci ricordano l’impatto che i Queen hanno avuto per cinque decenni e continuano ad avere ancora oggi. La storia dei Queen è unica al mondo».

Oltre ai concerti, The Greatest racconterà anche la storia dietro alle canzoni e agli album dei Queen, fino alla loro trasformazione in una “queen experience” con i tour con Adam Lambert alla voce, il musical We Will Rock You, il biopic Bohemian Rhapsody, fino al recente lancio di un videogioco dedicato ai Queen. «Spero che i fan di tutto il mondo apprezzino questa celebrazione delle canzoni senza tempo e delle performance iconiche che Freddie. Brian, Roger e John ci hanno regalato» ha detto Simon Lupton.

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