Nel 1985, Mick Jagger ha fatto una delle collaborazioni più grandiose nella storia del rock inglese, cantando insieme a David Bowie la cover di un classico soul del 1964, Dancing in the Streets, scritta da Marvin Gaye (con William Stevenson e Ivy Jo Hunter) e registrata dalla band Martha & the Vandellas. Due icone dalla personalità gigantesca, che come si vede anche nel videoclip, fanno di tutto per prendere il controllo della canzone, creando un effetto travolgente. Parlando con il comico Conan O’Brien nel suo podcast Conan Needs a Friend, Mick Jagger ha detto: «David Bowie era incredibilmente competitivo, molto più di me. È stato lui a rendermi competitivo, dovevo rispondere!». Mick Jagger ha parlato anche con ammirazione del talento e alla versatilità del suo amico David: “Non esiste un solo David Bowie, era un artista in costante e lenta evoluzione. Da un momento all’altro cambiava stile. Quando ha fatto The Jean Genie gli ho detto: “È un pezzo alla Rolling Stones, mi hai copiato!” e lui invece di negare ha scherzato dicendo: “Certo, è così. Ma l’ho fatto per fare un omaggio a te!».
Un altro amico molto competitivo era John Lennon: «Ma non dal punto di vista artistico. Noi facevamo a gara a chi era più sarcastico. Era una competizione verbale». Ha anche citato un video storico del 1966 (contenuto nel documentario Eat the Document di Bob Dylan che racconta il suo tour in Inghilterra con la band The Hawks) in cui ci sono John Lennon e Bob Dylan in un taxi, visibilmente sballati, che ridono e scherzano tra loro. John Lennon aveva appena registrato Revolver con i Beatles, l’album in cui hanno trasformato il rock in opera d’arte, e Bob Dylan aveva fatto la sua svolta elettrica con Like a Rolling Stone e aveva pubblicato il capolavoro Blonde on Blonde. Si incontrano a Londra ad un party e mentre tornano in taxi parlano a ruota libera di qualsiasi cosa, dalla Guerra a Winston Churchill al baseball ai Beatles. Il regista D.A Pennebaker ha detto “Cercavano di fare una conversazione divertente, ma non sono sicuro che Bob sapesse cosa stava dicendo visto lo stato in cui era», mentre John Lennon è altrettanto confuso ma è anche ironico e tagliente e si permette anche di prendere in giro Bob. «Ero agitato e sballato, e ho iniziato a parlare senza fermarmi» ha detto John Lennon in un’intervista a Jann Wenner di Rolling Stone nel 1970, «Era il suo film, il suo territorio». John Lennon e Bob Dylan si sono incontrati solo un’altra volta nel 1969 dopo il concerto di Dylan al festival dell’Isola di Wight.
«Secondo me quel video mostra John al suo massimo» ha detto Mick Jagger, «Bob non riusciva neanche a rispondere. John era una persona adorabile, ma se dicevi qualcosa di stupido ti beccava subito. Gli piaceva essere spiritoso e sarcastico, è una cosa tipica della gente di Liverpool».

