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Virgin Radio Rock News Pearl Jam, Eddie Vedder: “Persi la registrazione del mio primo concerto di Springsteen. Fu il giorno più brutto della mia vita”

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Pearl Jam, Eddie Vedder: “Persi la registrazione del mio primo concerto di Springsteen. Fu il giorno più brutto della mia vita”

"Sono tornato a casa distrutto, mia madre pensava mi fossi drogato o che fossi ubriaco e mi ha detto: che succede? Hai preso qualcosa? E mi ha dato uno schiaffo"

Eddie Vedder ha raccontato il suo percorso di avvicinamento al rock spiegando che quando ha iniziato a cantare, a San Diego con la suan prima band i Bad Radio poi con i Pearl Jam a Seattle ha cercato di esprimere soprattutto la sua interiorità e le sue influenze, in particolare i cantautori più profondi e ferocemente introspettivi.

Il primo è stato Pete Townshend che come ha detto lui stesso attraverso il concept album Quadrophenia dei The Who lo ha fatto sentire meno solo e poi tra le voci classiche del rock ani 60 e 70 come Jim Morrison e Robert Plant è arrivato Bruce Springsteen. Come milioni di fan americani, Eddie vede le sue storie personali nel grande racconto collettivo di Springsteen e rimane colpito dalla sua capacità narrativa e dalla potenza delle sue esibizioni dal vivo. Nel 1980, Bruce Springsteen arriva a Chicago per una tappa del The River Tour con la E Street Band, uno dei momenti più grandiosi della sua carriera dal vivo. Eddie ha sedici anni e in quel momento si trova a casa della madre Karen Vedder ad Evanston, periferia di Chicago, insieme ai suoi fratelli. Riesce a procurarsi i biglietti per il concerto di Springsteen e da grande appassionato di bootleg si porta dietro tutto l’occorrente per registrarlo. «Ma è andato tutto storto: avevo un nastro perfetto di un intero concerto dei The River Tour e l’ho perso. Ho perso tutto. Sono tornato a casa distrutto, mia madre pensava mi fossi drogato o che fossi ubriaco e mi ha detto: che succede? Hai preso qualcosa? E mi ha dato uno schiaffo. È stato uno dei giorni peggiori della mia vita».