Nirvana, l’ex manager rivela: “I problemi di Kurt Cobain con la droga sono iniziati con il successo di Nevermind”

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Nirvana, l’ex manager rivela: “I problemi di Kurt Cobain con la droga sono iniziati con il successo di Nevermind”

In una nuova intervista, l’autore dell’ultima biografia pubblicata su Cobain racconta dei dettagli molto tristi sulle sue dipendenze

Danny Goldberg è il manager che nei primi anni ’90 fece conoscere al mondo la band che è diventata un simbolo per quella generazione e anche per le successive, i Nirvana. Di recente Goldberg ha pubblicato Serving the Servant: Remembering Kurt Cobain, una nuova biografia sul frontman uscita in occasione del 25esimo anniversario della sua morte, avvenuta nel 1994.

Poche persone possono davvero raccontare cosa sono stati i Nirvana e chi era Kurt Cobain e una di quelle è proprio Danny Goldberg: lui era lì quando la band raggiunse l’apice del successo ed era lì anche quando iniziarono i problemi e le cose si fecero via via più difficili. Proprio di questo ha parlato in una nuova intervista per Music Business Worldwide: l’ex manager ha spiegato che i problemi di Kurt Cobain con la droga sono iniziati proprio quando il cantante e il resto della band sono stati travolti da un successo inaspettato, qualcosa per la quale il giovane musicista non era pronto e forse nemmeno troppo convinto di voler vivere.

Il periodo che seguì l’uscita di Nevermind nel 1991 fu davvero bello – ha raccontato Goldberg – io avevo 40 anni, lavoravo nel business musicale da quando ne avevo 19 e avevo già vissuto momenti di grande successo dei quali andavo molto fiero, ma nulla in confronto a ciò che accadde nel periodo in cui sono stato uno dei manager di uno degli artisti più iconici del mondo, un artista che non solo ebbe un incredibile successo, ma anche un’incredibile influenza su tutto ciò che venne dopo, senza contare il fatto che ottenne anche il consenso e il rispetto dei critici”.

Era davvero entusiasmante – ha proseguito l’ex manager – sfortunatamente, però, quel sentimento di euforia si esaurì ben presto”. Nevermind uscì negli Stati Uniti il 24 settembre del 1991 e in pochissimo tempo riuscì a rubare il primo posto in classifica al celeberrimo album di Michael Jackson, Dangerous, vendendo migliaia e migliaia di copie ogni settimana. “Nel gennaio del 1992 – ha detto ancora Goldberg - solo tre mesi e mezzo dopo l’uscita dell’album, io e diverse altre persone a lui vicine, scoprimmo che Kurt aveva sviluppato una dipendenza dall’eroina”.

Affrontare un problema di eroina è qualcosa di molto difficile e doloroso, sia per un artista che per qualsiasi altra persona, sia che tu abbia successo sia che tu non ne abbia, ma quando ci aggiungi tutti questi altri problemi… - ha sottolineato Goldberg – lavorare con Kurt, conoscerlo, vederlo realizzare ciò che ha fatto, vederlo scrivere quelle canzoni, esibirsi in quei concerti, significava lavorare con un genio. Non ci sono così tante persone brillanti come lui nella storia del rock and roll, a parte artisti come Dylan, Lennon, Hendrix, Springsteen, è una lista piuttosto corta e Kurt ne fa parte”.

Quel periodo, insomma, è stato estremamente entusiasmante e bello – ha concluso l’ex manager – ma poi, quando Kurt ha iniziato a stare male, sia a livello fisico che a livello emotivo, e io non riuscivo a capire come aiutarlo, tutto è diventato incredibilmente triste. Questi due aspetti erano presenti contemporaneamente”.

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