Red Hot Chili Peppers, Blood Sugar Sex Magik: 10 cose che (forse) non sai sull'album

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Red Hot Chili Peppers, Blood Sugar Sex Magik: 10 cose che (forse) non sai sull'album

Dal produttore Rick Rubin, alla poesia di Under The Bridge fino alla canzone per Sinéad O’Connor

Il 24 settembre del 1991 i Red Hot Chili Peppers pubblicarono il loro quinto album in studio, un disco irriverente e piuttosto diverso musicalmente rispetto ai precedenti lavori della band. Stiamo parlando di Blood Sugar Sex Magik: fu proprio questo disco a portare la band al grande successo internazionale, grazie a brani passati alla storia come Under the Bridge, Give It Away, Suck My Kiss e Breaking the Girl. Con questo disco, il primo con l’etichetta discografica Warner Bros e con il produttore Rick Rubin, Anthony Kiedis e compagni raggiunsero la terza posizione della classifica Billboard 200 e riuscirono a vendere 13 milioni di copie in tutto il mondo, delle quali 7 solo negli Stati Uniti.

Oggi Blood Sugar Sex Magik compie 28 anni e noi abbiamo deciso di celebrare questa ricorrenza rivelandovi 10 dettagli che lo riguardano e che forse non conoscete. Scopriamoli insieme.

1 – La diffidenza iniziale nei confronti di Rick Rubin

Rick Rubin era un grande produttore all’epoca e lavorare un lui fu una grande occasione per i Red Hot Chili Peppers. Tuttavia, inizialmente la band era diffidente nei suoi confronti e ci è voluto un po’ di tempo prima di decidere di affidarsi a lui. “All’inizio ho pensato ‘Wow, Rick Rubin, non saprei – ha rivelato in seguito Kiedis alla rivista BAM – lavora con tutte queste band negative come gli Slayer e i Danzig. I Red Hot sono sempre stati una band basata su energie positive. Non funzionerà mai’. Ma poi lo abbiamo conosciuto e ci siamo resi conto che era un tipo davvero forte”. Le cose andarono così bene che il gruppo continuò a lavorare con Rubin per diversi anni, realizzando insieme a lui i successivi cinque album.

2 – La registrazione alla Mansion

Rick Rubin era il proprietario di un’enorme villa situata in Laureal Canyon Boulevard, a Los Angeles. La proprietà, costruita nel 1918 in stile mediterraneo, veniva chiamata The Mansion e conteneva 10 stanze da letto. Il produttore la trasformò in un grande studio di registrazione dove negli ultimi 25 anni tantissimi gruppi e artisti, tra i quali Marilyn Manson, Slipknot, System of a Down, Linkin Park e tanti altri, hanno registrato i loro album. Ma i primi a registrare in quella villa furono proprio i Red Hot Chili Peppers: quanto Rubin glielo propose loro ne furono subito entusiasti, perché in quel luogo avrebbero potuto isolarsi e concentrarsi totalmente sul loro lavoro. 

3 – Il fantasma della Mansion 

Anthony Kiedis, Flea e John Frusciante andarono a vivere per due mesi nella Mansion di Rick Rubin proprio per registrare l’album. Il batterista Chad Smith, invece, decise di non pernottare lì e ogni sera tornava a casa sua in sella alla sua moto. “Avevamo saputo che la proprietà era infestata dallo spirito di una donna che fu assassinata proprio lì negli anni ’30 – ha spiegato poi Kiedis nella sua autobiografia Scar Tissuelui non riusciva proprio ad accettare questa cosa”.

Al contrario, John Frusciante adorava quella villa proprio per questo motivo, soprattutto perché ogni notte sentiva degli strani gemiti di donna: “C’erano sicuramente dei fantasmi in quella casa – ha raccontato il chitarrista al magazine Interview – una delle stanze, in particolare, aveva delle vibrazioni spirituali e sessuali davvero molto forti e una volta ho davvero sentito i lamenti di una donna che faceva l’amore con qualcuno”.

4 – L’ispirazione di Kim Gordon dei Sonic Youth per Flea 

Rispetto agli album precedenti, in Blood Sugar Sex Magik il bassista Flea ha suonato in modo differente. Lui che di solito era abbastanza prorompente e utilizzava la tecnica di slapping, questa volta si è mantenuto su toni più leggeri: “Ho evitato consapevolmente di essere troppo bizzarro o invasivo – ha spiegato a Guitar Player – ho cercato di farmi abbastanza piccolo da riuscire a entrare nella canzone, invece di uscire fuori all’improvviso come a dire ‘Hey, sono Flea, il dannato bassista’. Ho usato a malapena lo slapping in quell’album, a parte in Naked in the Rain”.

In seguito il musicista ha rivelato che a ispirarlo in questo fu Kim Gordon, la bassista dei Sonic Youth: “Un giorno lei disse che amava lo stile funk del basso ma allo stesso tempo odiava il modo in cui i musicisti bianchi lo suonavano – ha spiegato Flea – perché lo avevano trasformato in una cosa da machi. Quando ho letto questa cosa mi sono reso conto di essere responsabile di quella tendenza. Ecco perché in quell’album ho evitato di suonare in quel modo. E spero che Kim non mi odi perché io invece penso che lei sia grandiosa”. 

5 – Gli assoli di John Frusciante

Blood Sugar Sex Magik è un album speciale anche perché diverse parti dei pezzi sono state registrate praticamente in presa diretta. In particolare, molti degli assoli di John Frusciante sono le prime, o al massimo le seconde, prove. “La filosofia di John era di suonare un assolo al massimo due volte – ha spiegato Flea a Guitar World – lo suonava una volta, poi se non gli piaceva o non ci piaceva, allora lo suonava di nuovo, ma in modo completamente diverso. Funzionava così con lui”.

6 – L’ispirazione di River Phoenix e Nina Hagen per Give It Away 

Nella sua autobiografia Scar Tissue, Anthony Kiedis ha spiegato che il brano Give It Away fu ispirato in gran parte dalla cantautrice tedesca Nina Hagen che lui incontrò diversi anni prima. La musicista diede al cantante diversi consigli, spiegandogli, ad esempio, l’importanza di dar via le proprie cose, un gesto che secondo lei creava energia positiva. “Se hai un armadio pieno di vestiti e li tieni tutti per te, la tua vita sarà davvero misera – gli disse – ma se hai un armadio pieno di vestiti e ne dai qualcuno a una persona che li ha visti e li vorrebbe, allora il mondo è un posto migliore”.

Ma l’artista tedesca non fu l’unica a ispirarlo per questa canzone. I versi “There’s a river, born to be a giver, keep you warm, won’t let you shiver. His heart is never going to wither, come on everybody, time to deliver”, infatti, sono dedicati all’attore River Phoenix, artista che Kiedis conobbe e frequentò grazie alla sua fidanzata di allora, l’attrice Ione Skye.

7 – Under the Bridge era una poesia prima di diventare una canzone

Quando i Red Hot Chili Peppers iniziarono a registrare Blood Sugar Sex Magik, Anthony Kiedis aveva chiuso con la droga ormai da due anni: “In quel periodo iniziai a pensare alla mia vita e a quanto fosse diventata triste – ha rivelato poi a Rolling Stone – ma non importavano né la tristezza né la solitudine, le cose andavano un milione di volte meglio rispetto a due anni prima, quando non facevo altro che drogarmi. Non c’erano paragoni. Così pensavo ‘Ok, le cose adesso forse vanno uno schifo, ma comunque non voglio mai più sentirmi come mi sentivo due anni fa’”.

Fu pensando a queste cose che il cantante scrisse Under the Bridge: inizialmente, in realtà, non la scrisse come testo per una canzone. Per lui era una poesia, un modo per fissare quei pensieri. Poi Rick Rubin la lesse per caso e gli chiese di cantarla, rimanendone estasiato, così come ne rimasero colpiti gli altri componenti della band. Inizialmente Kiedis non voleva cantarla, perché per lui si trattava di qualcosa di molto personale. Alla fine, però, Under the Bridge finì nell’album e ancora oggi è una delle canzoni più famose e amate dei RHCP.

8 – La canzone dedicata a Sinéad O’Connor

Forse non tutti lo sanno, ma Anthony Kiedis ebbe una breve relazione con la cantautrice irlandese Sinéad O’Connor, nel periodo in cui lei visse a Los Angeles. Il loro, in realtà, fu un rapporto platonico: “Andavamo in giro, ascoltavamo musica, ci baciavamo e cose così – ha raccontato il cantante nelle sue memorie – ma lei non mi ha mai davvero permesso di entrare nel suo mondo. E non intendo solo a livello sessuale. Comunque è stata la relazione platonica più bella che io abbia mai avuto”.

Sinéad lo lasciò brutalmente con un freddo messaggio nella segreteria telefonica e Anthony ci rimase molto male. Quella sera rimase sveglio tutta la notte e, insieme a John Frusciante, compose I Could Have Lied, dedicandola proprio a lei. Il giorno dopo le lasciò un nastro con il brano registrato nella cassetta della posta ma lei lo ignorò e non si fece più sentire, anche se anni dopo i due si rincontrarono ad alcuni show. “Forse alla fine mi ha fatto un favore – ha detto Kiedis col senno di poi – chi vorrebbe quel tipo di guai?”. Com’è noto, infatti, Sinéad O’Connor non si può certo definire una persona semplice.

9 – L’ipotesi del doppio disco

Durante le sessioni di registrazione di Blood Sugar Sex Magik, i RHCP hanno dovuto scartare circa 25 canzoni, scegliendone solo 17. Rick Rubin, in realtà, inizialmente voleva realizzare un doppio disco ma la Warner Bros si oppose, pensando che il prezzo elevato di un cofanetto di quel tipo avrebbe potuto scoraggiare gli ascoltatori. Molti pezzi scartati per l’album, come Soul to Squeeze e la cover di Iggy Pop, Search and Destroy, finirono poi nei dischi dei singoli o nelle colonne sonore di alcuni film.

10 – Una curiosità su Breaking the Girl

I Red Hot Chili Peppers eseguirono il brano Breaking the Girl solo una volta durante il tour promozionale dell’album, durante il concerto del 16 ottobre del 1991 a Madison, in Wisconsin. La canzone poi fu eliminata dalle setlist successive, fino al 2000. In totale, la band l’ha eseguita solo 16 volte in tutta la carriera. Il motivo di questa scelta non è mai stato del tutto chiarito; certo, si tratta di un pezzo molto diverso rispetto allo stile tipico della band, con un tempo di 6/8, la chitarra a 12 corde e alcune parti sovraincise, ma questo non gli impedì di diventare una grande hit dell’estate del 1992. A quanto pare, però, la band non era soddisfatta del risultato dal vivo: sembra che Kiedis avesse difficoltà nel cantarla e così preferirono non eseguirla più live, se non, appunto, in rare occasioni.

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