Anniversario di Woodstock: dieci cose che (forse) non conosci del Festival che ha fatto la storia del rock

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Anniversario di Woodstock 1969 - 2019: dieci cose che (forse) non conosci del Festival che ha scritto la storia del rock

Ecco alcune delle notizie più sorprendenti e curiose che circolano intorno al leggendario festival che celebra i cinquant'anni

In tutto il mondo si stanno celebrando i 50 anni del Festival più celebre della storia. Tra realta è leggenda ecco 10 aneddoti sui tre giorni di 'pace e musica' di importanti di sempre!

1. L'idea originaria.
Gli organizzatori del festival originariamente non avevano in mente un concerto ma volevano realizzare uno studio di registrazione nel villaggio di Woodstock. All'inizio del 1969 Michael Lang aveva già organizzato un importante concerto a Miami, mentre Artie Kornfeld non aveva esperienze di questa portata. I due entrarono in contatto con John Roberts e Joel Rosenman, figli di ricchi uomini d'affari in cerca di opportunità di investimento. Ben presto però Lang e Kornfeld virarono sull'idea di un grande festival rock all'aperto e i due investitori decisero di seguirli ugualmente nell'impresa.

2. La scelta della location.
Gli organizzatori si resero conto che Woodstock non avrebbe potuto sostenere la portata dell'evento che stava prendendo forma. Così fu siglato un accordo per trasferire il festival in un parco industriale nella vicina Wallkill. Ma ad appena un mese dall'evento, l'amministrazione bloccò i permessi. Solo all'ultimo momento fu siglato un accordo con Max Yasgur, che accettò di affittargli la sua fattoria di oltre 600 acri nella vicina Bethel (una piccola città rurale nello stato di New York) per 75mila dollari.

3. I numeri registrati a Bethel
L'incredibile affluenza di persone rese la cittadine di Bethel in quel weekend la terza più popolosa dello Stato di New York. Gestire oltre 500mila persone fu un vero incubo e furono in tantissimi a doversi attivare all'ultimo momento per mantenere l'ordine ed evitare carenze alimentari.

4. Richie Havens non doveva essere il primo artista in programma.
Tutti sanno della leggendaria performance di Richie Havens a Woodstock nel 1969, ma non tutti sanno che l'artista aprì il concerto (quasi per caso), per sostituire la folk band degli Sweetwater, rimasti bloccati nel traffico sulla strada che portava a Bethel. Havens cominciò a suonare alle 17.00 di quel venerdì pomeriggio e andò avanti per circa 3 ore (per coprire il gruppo successivo che tardava ad arrivare), fino ad esaurire il suo intero repertorio. Il suo epico set si concluse con l'indimenticabile improvvisazione di una nuova canzone, "Freedom".

5. Il set di Jimi Hendrix visto da pochi
Secondo la scaletta (e per accordi contrattuali) l'artista avrebbe dovuto essere l'ultimo artista ad esibirsi, ma ben presto fu chiaro che sarebbe stato impossibile rispettare il programma originario ed inserirlo nel programma della domenica. Così Hendrix si esibì alle 9 di lunedì mattina, quando molti erano andati già via, perdendosi la sua leggendaria interpretazione di The Star-Spangled Banner.

6. La musica ha rischiato di fermarsi.
A poche ore dall'inizio del festival, gli organizzatori di Woodstock affrontavano ingenti perdite di denaro. L'incredibile affluenza di gente che li aveva costretti ad aprire le porte gratuitamente, il trasporto di rifornimenti e materiali da e verso il sito in elicottero, la pretesa di molti artisti di essere pagati in contanti ed in anticipo prima di esibirsi: questa emorragia di denaro costrinse John Roberts ad utilizzare il suo fondo fiduciario come garanzia per un prestito di emergenza, per evitare che la musica si fermasse scatenando il caos tra la folla.

7. Enormi costi del concerto
La spesa affrontata da Roberts, Rosenman, Lang e Kornfeld per organizzare il concerto è stata di circa 3,1 milioni di dollari (di allora), a fronte di un incasso di soli 1,8 milioni di dollari. La famiglia di Roberts coprì temporaneamente i costi. L'ultimo debito fu saldato negli anni '80.

8. Joni Mitchell (assente al festival) ne catturò lo spirito in un brano.
Joni Mitchell non partecipò al concerto a causa di un impegno con il Dick Cavett Show fissato per il martedì successivo al festival. La cantante canadese seguì l'evento in tv e attraverso i racconti di Graham Nash, suo compagno di allora. Ispirata dall'evento, compose nella sua camera d'albergo il brano "Woodstock", incluso nel suo album del 1970 Ladies of the Canyon. Il brano fu reinterpretato in chiave hard rock anche da Crosby, Stills, Nash & Young. Secondo Crosby, anche se non era stata presente all'evento, in quel brano la Mitchell aveva catturato lo spirito di Woodstock meglio di chiunque altro.

9. Martin Scorsese ha lavorato al documentario di Woodstock.
Prima dell'inizio del festival, Artie Kornfeld stipulò un accordo con la Warner Bros per realizzare un documentario dell'evento. Nei tre giorni di festival furono girati oltre 120mila filmati. Il film, diretto da Michael Wadleigh e montato (tra gli altri) da un giovanissimo Martin Scorsese, vinse un Oscar e si rivelò uno dei più redditizi di tutti i tempi (anche se a trarne beneficio fu principalmente la Warner Bros).

10. Casi medici, morti e nascite a Woodstock.
Per anni sono circolate diverse leggende sull'evento. In realtà, durante il festival ci furono 3 morti (due ragazzi morti per overdose e uno investito da un trattore mentre dormiva in un sacco a pelo). Contrariamente a quanto si dice, non vi furono nascite. Mentre furono registrati 5.162 casi medici (800 dei quali dovuti al consumo di stupefacenti).

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