Rocketman: ecco perché gli sceneggiatori pensano che non otterrà il successo di Bohemian Rhapsody. Ecco il perchè

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Rocketman: gli sceneggiatori pensano che non potrà ottenere il successo di Bohemian Rhapsody. Ecco il perchè

Il film su Elton John sta per uscire, ma la produzione ha fatto scelte precise senza basarsi sulla moda del momento

Con Bohemian Rhapsody si è dato inizio a una lunga scia di biopic probabilmente destinata a continuare ancora a lungo: sono tanti, infatti, gli artisti del mondo della musica che stanno pensando di realizzare un film sulla propria storia, considerando che quello sui Queen e Freddie Mercury è stato un successo planetario.

Negli ultimi mesi, non a caso, sono già stati prodotti due biopic: il primo è quello sui Mötley Crüe, The Dirt, uscito su Netflix dove ha riscosso un grande successo, certo non paragonabile a quello di Bohemian Rhapsody, ma abbastanza significativo da far tornare in auge la band, facendola conoscere anche alle nuove generazioni. Il secondo, invece, è Rocketman, il film che racconta la storia di Elton John e che uscirà il 31 maggio

Il baronetto è un artista che ha scritto una pagina importante della storia della musica a livello internazionale, per questo le aspettative su questo film sono molto alte, così come sarà inevitabile il paragone con l’opera che ha celebrato la carriera dei Queen. A pensarci bene, sono diversi i punti in comune tra questi due film: innanzitutto entrambi raccontano l’incredibile storia di due eclettici e grandiosi artisti inglesi, peraltro entrambi omosessuali; poi in entrambi i casi, il ruolo del protagonista è stato affidato a un attore emergente, Rami Malek nel caso di Freddie Mercury e Taron Egerton nel caso di Elton John. Inoltre, entrambe le produzioni hanno dovuto affrontare e risolvere un problema relativo a un dettaglio di scena non indifferente, ovvero quello relativo ai denti dei due artisti: Malek ha utilizzato una apparecchio che riproduceva la particolare dentatura del frontman dei Queen e alla fine se l’è pure tenuto come ricordo; Egerton, invece, ha preferito non usare un apparecchio per riprodurre il diastema tra gli incisivi di Elton John e optare, invece, per dipingerlo semplicemente su suoi.

Quale sarà il risultato lo vedremo presto, ma intanto l’attenzione su Rocketman si concentra soprattutto sull’aspetto economico, perché tutti si stanno chiedendo quanto riuscirà a guadagnare questo film e se riuscirà a battere gli incassi record di Bohemian Rhapsody. Sebbene i produttori, com’è normale, probabilmente ci sperino, l’impresa non è certo semplice. All’attore protagonista è stato chiesto cosa ne pensa in proposito: “Sono in pace con la questione dei guadagni del film, qualsiasi somma venga raggiunta – ha dichiarato Egerton all’Hollywood Reporter – ma spero che vada molto, molto bene. Se raggiungesse anche solo la metà dei guadagni di Bohemian Rhapsody sarebbe qualcosa di magnifico per la mia carriera”.

L’attore ovviamente spera per il meglio ma sarà davvero molto difficile che ciò che si augura avvenga davvero: sebbene i due film siano stati realizzati con un budget relativamente contenuto (poco più di 50 milioni di dollari per Bohemian Rhapsody e poco meno di 40 per Rocketman), in realtà quello su Elton John parte un po’ svantaggiato a causa di alcuni ostacoli oggettivi, come ad esempio il suo “R-rating”, ossia il cosiddetto visto di censura che viene applicato quando il film contiene scene giudicate di dubbia moralità o eccessive a livello di violenza.

In Rocketman sceneggiatori e registi hanno deciso di inserire una scena di sesso tra omosessuali e questa scelta creativa potrebbe influire su questo fattore, mentre in Bohemian Rhapsody tutto sommato le scene di questo tipo sono state molto contenute e comunque mai troppo esplicite. Per fare un esempio, il celebre film di Mel Gibson del 2004, La passione di Cristo, aveva un alto R-rating per le scene violente eppure è diventato il film con questo bollino ad aver guadagnato di più nella storia, ben 612 milioni di dollari a livello globale. Una cifra considerevole ma che tuttavia non supera i 903 milioni di Bohemian Rhapsody. Il valore del visto di censura è un’arma a doppio taglio, perché da una parte potrebbe penalizzare il film ma dall’altra potrebbe, invece, suscitare una maggiore curiosità nel pubblico.

Bisogna poi considerare anche un altro aspetto non da poco: Bohemian Rhapsody ha registrato la maggior parte degli incassi, circa 867 milioni di dollari, fuori dagli Stati Uniti. Questo risultato è stato possibile perché Freddie Mercury è un artista che ancora oggi è conosciuto, amato e ascoltato davvero in tutto il mondo; di certo anche Elton John è un artista famoso a livello globale, ma si può dire che abbia lo stesso numero di fan dei Queen in tutti i paesi?

A tal proposito, bisogna fare attenzione anche a un altro fattore. Com’è accaduto per tante altre star del passato, come ad esempio Kurt Cobain, Jim Morrison, Jimi Hendrix, John Lennon e tantissimi altri, tra i quali, appunto, anche Freddie Mercury, il fatto che siano morti non ha fatto che aumentare la loro popolarità, elevandoli al rango di leggende della musica e conferendo loro quasi un’aura mistica. Proprio questo loro carattere leggendario, li ha trasformati in artisti da grande pubblico, ossia musicisti in grado di raggiungere anche il pubblico generalista, quello che normalmente di fatto non ascolterebbe la loro musica. Non a caso, a vedere Bohemian Rhapsody non ci sono andati solo i fan sfegatati dei Queen ma, fosse anche solo per curiosità, ci sono andati davvero tutti, anche i fan dell’ultima ora e quelli che, forse, di Freddie Mercury sapevano in realtà ben poco. Elton John fortunatamente è ancora tra noi e continua a fare musica ma, appunto, il fatto di non avere questa aura mistica gli impedisce di arrivare al pubblico mainstream ed è davvero difficile che la gente vada a vedere Rocketman se non lo apprezza come artista, così come sarà difficile che ci vada solo per curiosità.

Infine, va anche considerato che questi due film sono molto diversi tra loro: il biopic sul baronetto è in realtà più un musical che utilizza i suoi brani come parte stessa del racconto, quasi fossero delle mini trame all’interno della trama principale. Ed è Egerton a cantarli tutti: “I musical si basano sull’esprimersi attraverso le canzoni – ha spiegato l’attore  - se non le canti tu allora non stai davvero esprimendo qualcosa”.

Il regista di Rocketman è, tra l’altro, lo stesso che ha completato Bohemian Rhapsody dopo il licenziamento di Bryan Singer. Stiamo parlando di Dexter Fletcher, il quale ha spiegato: “Ciò che conta di più per me è catturare il momento sia a livello cinematografico che a livello musicale. Nel film John sta lottando contro i suoi demoni e sta cercando di rivedere la luce attraverso le tenebre. Tutto questo si presta molto all’immaginazione e alle emozioni e la cosa che trovo interessante di tutto ciò è che io posso raccontare una storia che ricordo ma colorandola attraverso la percezione che avevo io nel momento in cui l’ho vissuta”. La storia di Rocketman, infatti, è raccontata attraverso il punto di vista di John negli anni ’90 e attraverso la sua musica, un elemento che lo stesso cantante ha voluto fosse predominante e che rende questo film molto più di un semplice biopic: il musical, infatti, contiene anche scene surreali e di fantasia, accompagnate dalle canzoni, per questo è molto diverso da Bohemian Rhapsody che, al contrario, ha ripercorso in modo molto realistico e senza stratagemmi fantasiosi tutte le tappe della vita e della carriera di Freddie Mercury.

Il problema è dunque anche questo: mentre nel caso del film sui Queen il pubblico si aspettava un biopic e ha trovato un biopic, nel caso di Rocketman il pubblico si aspetterà un biopic ma invece vedrà un musical. In realtà, anche queste stesse speculazioni sul film di Fletcher potrebbero avere un peso sul successo che avrà: anche Bohemian Rhapsody, infatti, è stato anticipato da critiche e speculazioni di ogni tipo, ma questo ha fatto sì che tante persone fossero spinte ad andare a vederlo con i loro occhi per farsene un’opinione propria, tanto sono state incuriosite da quanto era stato detto prima dell’uscita.

Alla fine, però, va sicuramente riconosciuto alla produzione di Rocketman un merito: non si sono lasciati influenzare da ciò che va di moda, hanno fatto il film che volevano fare, senza pensare a come fare più soldi possibili. Considerando che Elton John e suo marito David Furnish sono i produttori esecutivi dell’opera, ciò vuol dire che il diretto interessato ha approvato in tutto e per tutto ciò che viene mostrato e raccontato di lui nel film, cosa che invece, ovviamente Freddie Mercury non ha potuto fare. Anche la scelta di inserire una scena di sesso omosessuale esplicita è stata ragionata e voluta: “La crudezza di quell’esperienza, la paura di quell’esperienza ma anche la gioia dell’esperienza del primo bacio di Elton – ha spiegato Egerton – è qualcosa di elettrizzante, di emozionante, qualcosa che ti scombussola lo stomaco”. “Volevamo creare una storia magica per raccontare la vita di John”, ha aggiunto Fletcher.

La scelta del regista e dei produttori, insomma, è stata quella di utilizzare la fantasia per essere, però, il più fedeli possibile alla realtà del protagonista, sia come uomo che come artista, seguendo le proprie idee e non quello che richiede il mercato. Anche se alla fine come sempre sarà il pubblico il vero giudice, solo per loro scelta, è davvero il caso di dire che comunque vada, sarà un successo.

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