Greta Van Fleet: “È Bob Dylan che ci ha fatto prendere la musica seriamente”

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Greta Van Fleet: “È Bob Dylan che ci ha fatto prendere la musica seriamente”

Il bassista dei Greta Van Fleet ha parlato del processo creativo della band e di come Bob Dylan li abbia ispirati

I Greta Van Fleet sono probabilmente uno dei gruppi rock più controversi del momento: c’è chi li ama e chi li odia. Spesso accostati ai Led Zeppelin in particolare per la voce del cantante Josh Kiszka che ricorda in modo impressionante quella di Robert Plant (lo stesso Plant in un’intervista ha scherzato sul fatto che Kiszka avesse preso la voce in prestito da qualcuno che conosce molto bene), i Greta Van Fleet sono stati spesso criticati e accusati di essere una semplice mossa commerciale.
Uno dei membri della band, il bassista e tastierista Sam Kiszka, ha tenuto a precisare che dietro ai lavori del gruppo c’è un processo creativo serio, ma soprattutto la voglia di fare musica per se stessi.

In un’intervista per il Sydney Morning Herald, Sam ha dichiarato: “Quando siamo in studio, non pensiamo a quello che potrebbe piacere alla gente. Onestamente, facciamo musica per noi stessi. Scolpiamo l’album in modo che diventi come lo vogliamo invece di pensare ‘Bene, questo potrebbe essere orecchiabile’ oppure ‘Questo potrebbe conquistare di più gli ascoltatori’”.

Sam Kiszka ha poi parlato del loro album di studio Anthem of the Peaceful Army, rilasciato ad ottobre 2018 e che in una sola settimana ha raggiunto la prima posizione nella classifica di Billboard degli album più venduti. Questo successo non era stato previsto dalla band, tanto che Sam ha dichiarato: “Quando abbiamo rilasciato l’album abbiamo pensato ‘beh, non succederà nulla’”.

Il bassista dei Greta Van Fleet ha proseguito parlando di Blood on Tracks di Bob Dylan, album che avrebbe ispirato lui e i suoi fratelli Josh e Jake (rispettivamente il cantante e il chitarrista della band) e che gli avrebbe fatto “prendere la musica seriamente”.
Trovai il vinile di mio padre nello scantinato e 'Tangled Up in Blue' mi sbalordì. La liricità era incredibile. Volevo veramente capire quella canzone e non sapevo il perché. Avevo solo 11 o 12 anni ma mi presi davvero del tempo per comprendere quel brano. Da quel momento in poi sono sempre stato nello scantinato, di solito con Jake, ci sedevamo e ascoltavamo Bob Dylan mentre dipingevamo o disegnavamo.
Sam ha concluso affermando: “C’è qualcosa di speciale in Bob Dylan. È semplicemente il migliore e tutto questo ci ha veramente fatto pensare alla musica.

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