Radiohead, Thom Yorke spiega perché si rifiutò di comporre la colonna sonora di Fight Club: "Me ne pento"

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Radiohead, Thom Yorke spiega perché si rifiutò di comporre la colonna sonora di Fight Club: "Me ne pento"

Il frontman inglese: "Ero completamente esaurito"

Nei giorni in cui inizia il Festival del Cinema di Venezia, Thom Yorke ha ricordato la sua esperienza nel 2018, quando ha esordito come compositore di colonne sonore con quella del remake di Suspiria del 1977, il classico dell’orrore di Dario Argento rifatto da Luca Guadagnino. Il frontman dei Radiohead non voleva inizialmente scrivere la colonna sonora di Suspiria (quella originale del 1977 è firmata dalla band progressive italiana Goblin, la seconda collaborazione con Dario Argento dopo Profondo Rosso del 1975) ma è stato convinto da Luca Guadagnino e si è ispirato alla musica elettronica contemporanea di James Holden, al krautrock dei Faust e dei Can e alle atmosfere create da Vangelis per Blade Runner, lavorando per un anno e mezzo con la London Contemporary Orchestra and Choir con cui i Radiohead hanno registrato A Moon Shaped Pool nel 2016.

La colonna sonora di Suspiria era pronta prima di iniziare le riprese, e Luca Gadagnino ha potuto farla suonare sul set mentre girava le scene. «C’è un modo di ripetere frammenti sonori e brani musicali che ha il potere di ipnotizzare le persone» ha detto Thom Yorke, citando anche il maestro Ennio Morricone come punto di riferimento, «È una forma di magia, crea incantesimi». Lavorare su commissione, ha detto, è stato anche un modo di esplorare idee musicali alle quali non si sarebbe mai avvicinato. Thom Yorke ha raccontato anche che circa dieci anni prima, era stato contattato dal regista David Fincher per scrivere la colonna sonora di un film destinato a diventare un cult degli anni ’90, Fight Club con Brad Bitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter, uscito nel 1999 ma ha rifiutato. «Avevamo appena finito di registrare e portare in tour Ok Computer ed ero completamente esaurito. Non riuscivo neanche ad allacciami le scarpe» ha spiegato il cantante dei Radiohead, «Mi hanno mandato la sceneggiatura. Edward Norton e Brad Pitt mi hanno anche scritto dicendomi: dovresti proprio farla tu la colonna sonora. Io ho risposto: no,  non ce la faccio. Adesso ogni volta che guardo il film mi pento di non averlo fatto».

Dopo il rifiuto di Thom Yorke, il regista David Fincher si è rivolto ai Dust Brothers, i produttori Michael Simpson e John King che negli anni ’80 hanno creato il mondo di suoni di Paul’s Boutique dei Beastie Boys e poi negli anni ’90 quello di Odelay e Midnite Vultures di Beck. «David Fincher voleva abbattere delle barriere nel cinema, e voleva una colonna sonora non convenzionale» ha spiegato Michael Simpson, «Ci ha lasciato liberi di creare quello che volevamo. L’unica cosa che ci ha detto è stata: avete visto Il Laureato? Avete presente quanto è grande la musica in quel film? Voglio lo stesso per Fight Club!».

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