I Rage Against The Machine hanno donato 475.000 dollari alle associazioni che garantiscono il diritto all’aborto

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I Rage Against The Machine hanno donato 475.000 dollari alle associazioni che garantiscono il diritto all’aborto

L'azione della band a seguito della decisione della Corte Suprema che negli Stati Uniti ha annullato la sentenza Roe vs Wade che dal 1973 garantiva il diritto all’aborto

Durante il concerto dei Pearl Jam più grande della loro carriera in Italia, poco prima di suonare Daughter davanti a 60.000 persone all’Autodromo di Imola sabato 25 giugno, Eddie Vedder ha parlato della sentenza della Corte Suprema che negli Stati Uniti ha annullato la sentenza Roe vs Wade che dal 1973 (quando fu riconosciuto il diritto alla texana Norma McCorvey di interrompere la gravidanza) garantiva il diritto all’aborto dicendo: «Ci sono 55 Paesi al mondo che garantiscono alle donne il diritto di scegliere per se stesse, di controllare il proprio corpo e il proprio futuro, da ora gli Stati Uniti non sono più tra quei paesi». Quella di Eddie Vedder è solo una delle tante voci (da Billie Joe Armstrong dei Green Day a Taylor Swift) che si sono alzate contro una sentenza che permette ai singoli stati dell’unione di decidere se rendere illegale l’aborto. I Rage Against the Machine di Tom Morello e Zack de La Rocha hanno deciso invece di passare all’azione e hanno annunciato una donazione di 475.000 dollari alle associazioni che garantiscono il diritto all’aborto sicuro alle donne. “Siamo disgustati dall’impatto che il rovesciamento della sentenza Roe vs Wade avrà sulla vita di decine di milioni di persone. Ventisei stati, oltre la metà della nazione, proibirà o imporre restrizioni molto dure all’aborto. Questo avrà un impatto sproporzionato sulle fasce di popolazione più povera, sui lavoratori e sulle minoranze e gli afroamericani” hanno scritto i Rage Against the Machine in un post su Instagram. La band si prepara a tornare sul palco il 9 luglio all’Alpine Valley Mnusic Theatre diEast Troy, Wisconsin il 9 luglio e l’11 e 12 luglio allo United Center di Chicago.

Grazie alla vendita dei biglietti i nostri fan hanno raccolto 475.000 dollari: doneremo questi soldi ai centri di assistenza al diritto all’aborto del del Wisconsin e dell’Illinois. Tante donne hanno organizzato sofisticati percorsi di resistenza per resistere a questi attacchi alla nostra libertà. Come loro, dobbiamo continuare a resistere". Nel dibattito pubblico americano si parla di una nuova Secessione: il paese è spezzato in due, diviso tra stati che continueranno a garantire il diritto all’aborto (soprattutto sulla costa Ovest ed Est) e la vasta zona centrale dell’America profonda e degli Stati del Sud che lo hanno già proibito. Lo stato d New York aveva già stanziato mesi fa un fondo di 35 milioni di dollari per gestire l’emergenza, destinati alle cliniche e alle strutte ospedaliere prevedendo un afflusso di massa di donne dagli altri stati. Diverse aziende e società americane, da Disney a Netflix, da Amazon a Meta hanno annunciato che copriranno i costi di viaggio alle dipendenti che volessero raggiungere uno stato diverso dal proprio per interrompere la gravidanza. 

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