Queen, Brian May: "Lavorare con la voce di Freddie per Made In Heaven, e non potergli parlare, è stato traumatico"

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Queen, Brian May: "Lavorare con la voce di Freddie per Made In Heaven, e non potergli parlare, è stato traumatico"

Il chitarrista ha raccontato il periodo della depressione dopo la morte del leggendario frontman della band inglese

Brian May ha partecipato ad una puntata del podcast della BBC How Do You Cope? che affronta temi importanti riguardanti la salute mentale ha voluto condividere alcune storie personali con il pubblico, dai suoi recenti problemi di salute all’esperienza di affrontare la scomparsa di Freddie Mercury e la fine dei Queen nella loro formazione originale, fino alla depressione che lo ha colpito in diversi momenti della sua lunga carriera nel rock: «Mi piace essere una persona aperta, parlare liberamente e condividere con gli altri anche i miei problemi» ha detto il chitarrista dei Queen, da sempre una rockstar conosciuta per la sua gentilezza e disponibilità, «Ogni momento di trasparenza può aiutare altre persone che vivono le stesse situazioni a sentirsi meno sole».

Brian May ha rivelato di aver iniziato a fare terapia per combattere la depressione: «Dopo il secondo album dei Queen, quando avevo 26 anni» ha detto. Da allora, grazie all’aiuto di persone esperte, ha trovato la forza per affrontare ogni situazione che la vita incredibile all’interno di una delle band più famose di tutti i tempi gli ha messo davanti, tra tour, album, premi e viaggi in giro per il mondo, ma anche i problemi di salute dovuti all’età (a 75 anni ha recentemente avuto un infarto e contratto il Covid), ma anche eventi molto quotidiani, comuni a tutti, che possono colpire duramente a livello emotivo: «La mia cantina si è allagata e mi sono trovato a dover pescare ricordi della mia vita che galleggiavano nell’acqua sporca, tra cui album di fotografie di quando ero bambino».

L’esperienza più forte è stata ovviamente la perdita del suo amico e compagno di band Freddie Mercury e il modo in cui lui, Roger Taylor e John Deacon hanno deciso di celebrarlo, prima con il mega concerto benefico The Freddie Mercury Tribute in uso onore allo stadio di Wembley del 1992 e poi ultimando in studio gli ultimi brani cantati da Freddie per l’album postumo Made in Heaven del 1995. 

All’inizio, Brian May e Roger Taylor hanno tentato di allontanarsi il più possibile dai Queen: «Dovevamo superare il lutto ma ogni cosa che facevamo era pubblica, quindi cercavamo di negare a noi stessi che fosse successo e ci concentravamo sulla nostra carriera solista. Era paradossale, perché avevamo passato metà della nostra vita a costruire la storia dei Queen». Alla fine hanno scelto di tornare in studio e completare l’album Made in Heaven:  «È stato traumatico» ha detto Brian May, «Ho passato ore, giorni e settimane a lavorare su minuscoli frammenti delle voce di Freddie. Lo ascoltavo cantare giorno e notte, incessantemente. Ogni tanto mi veniva da dirgli: “Freddie, questo pezzo è bellissimo” poi mi rendevo conto che non c’era più». Il risultato, però, è un album che considera tra i suoi preferiti di sempre dei Queen: «È stato difficile ma sono molto felice e orgoglioso di aver tirato fuori il meglio dalle ultime cose lasciate da Freddie. Made in Heaven è uno dei miei dischi preferiti, ci sono cose molto profonde e preziose» 

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