Nirvana, Spencer Elden ci ritenta e fa nuovamente causa alla band per la copertina di Nevermind

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Nirvana, Spencer Elden ci ritenta e fa nuovamente causa alla band per la copertina di Nevermind

Nelle scorse settimane un giudice aveva respinto la prima causa che accusava i Nirvana di "sfruttamento sessuale di minori a fini commerciali"

Dopo il respingimento da parte di un giudice della causa intentata contro i Nirvana per la presenza della sua immagine sulla copertina di Nevermind, Spencer Elden ha presentato un'altra denuncia contro la band.

Se nella prima causa Elden accusava la band di "sfruttamento sessuale di minori a fini commerciali" e pedopornografia ora ha deciso di ripresentare la causa rimuovendo dalla denuncia l'affermazione secondo cui gli imputati "avrebbero consapevolmente beneficiato dalla partecipazione in qualcosa che sapevano, o avrebbero dovuto sapere, fosse riconducibile allo sfruttamento sessuale".

La nuova denuncia sostiene che i Nirvana, gli eredi di Kurt Cobain, Kurt Weddle (colui che scattò la fotografia che appare sulla copertina del disco) e diverse etichette discografiche "hanno intenzionalmente commercializzato pornografia infantile raffigurante Spencer e hanno sfruttato la natura lasciva della sua immagine per promuovere l'album Nevermind, la band e la musica dei Nirvana, guadagnando almeno decine di milioni di dollari in totale".

Secondo il giornale USA Today, gli avvocati di Elden avrebbero diffuso un comunicato stampa in cui spiuegano che la nuova causa include "immagini e materiali" che secondo loro "rivelerebbero le scelte dei creatori di "Nevermind" per commercializzare e sfruttare deliberatamente la foto sessualmente esplicita che ritrae i genitali di Spencer".

Nelle scorse settimane il giudice Fernando M. Olguin aveva respinto la causa intentata da Elden contro i la band stabilendo che il caso debba ora essere archiviato, in quanto il team legale di Elden non è riuscito a rispettare la scadenza del 30 dicembre per presentare un'opposizione.

Nel mese di dicembre 2021, l’ufficio legale che rappresenta i Nirvana aveva rilasciato delle dichiarazioni in merito alla vicenda, sottolineando che Elden avesse ricevuto un compenso per quella immagine e che, inoltre, il fatto sarebbe in ogni caso già caduto in prescrizione. L’accusa, infatti, ha validità fino a dieci anni dal momento in cui una vittima scopre di essere tale. L’ufficio legale ha sottolineato sottolinea che Elden era a conoscenza della fotografia da sempre: “Molto prima del 2011, come ha dichiarato Elden, sapeva della fotografia e sapeva che lui (e non qualcun altro) era il bambino nella foto. Era pienamente consapevole dei fatti presunti per decenni. Inoltre – continua la dichiarazione – la causa di Elden, in caso di successo, coinvolgerebbe penalmente ogni proprietario di una copia di Nevermind. L'affermazione di Elden che la fotografia sulla copertina dell'album Nevermind sia 'pornografia infantile' non è, a prima vista, seria. Un breve esame della fotografia, o della condotta di Elden (per non parlare della presenza della fotografia nelle case di milioni di americani che, secondo la teoria di Elden, sono colpevoli di possesso di materiale pedopornografico), lo rende chiaro”.

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