La storia di Streets Of Philadelphia, il brano che Bruce Springsteen scrisse per risvegliare la consapevolezza pubblica sull’AIDS

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La storia di Streets Of Philadelphia, il brano che Bruce Springsteen scrisse per risvegliare la consapevolezza pubblica sull’AIDS

Il Boss compose il brano per il film di Jonathan Demme con Tom Hanks e Denzel Washington ispirandosi alla perdita di un amico

Nel 1993 esce al cinema un film che per la prima volta affronta in maniera diretta il tema dell’Aids e i pregiudizi legati alla diffusione di questa malattia in America e nel mondo. È diretto da Jonathan Demme (il regista de Il Silenzio degli Innocenti), interpretato da Tom Hanks e Denzel Washington e si intitola Philadelphia.

Racconta la storia di Andrew Beckett, un avvocato di successo di un importante studio legale di Philadelphia che contrae il virus dell’Aids e viene prima emarginato dai colleghi e poi licenziato dai suoi capi, fino a perdere la dignità e la speranza.

La ritroverà grazie all’impegno di Joe Miller, un avvocato di colore interpretato da Denzel Washington, conservatore e ostile agli omosessuali, che cambia opinione, accetta il caso che è stato rifiutato da nove avvocati e aiuta Andrew nella sua battaglia per la giustizia, fino all’inevitabile fine: Andrew muore pochi giorni dopo il verdetto che riconosce la discriminazione e un risarcimento per quattro milioni e mezzo di dollari.

E’ un film bello e coraggioso che scuote l’America (alcuni dei malati di Aids ripresi nel film sono persone realmente malate e ricoverate in ospedale) scritto da Jonathan Demme per risvegliare nell’opinione pubblica la solidarietà e la consapevolezza verso l’Aids. Per la colonna sonora vuole un grande nome del rock che possa avvicinare a questo film difficile un pubblico più vasto possibile. Gira la prima sequenza, in cui la camera si muove lentamente lungo le strade di Philadelphia e la monta usando Southern Man di Neil Young, poi chiede a Neil una canzone per il film. Lui risponde con un pezzo intitolato Philadelphia, che Jonathan Demme usa per i titoli di coda, durante la commovente scena della veglia funebre di Andy organizzata dal suo compagno Miguel (interpretato da Antonio Banderas). Manca un pezzo per la scena iniziale, che secondo Jonathan Demme è fondamentale per introdurre l’atmosfera e il tema del film, e quindi decide di chiamare Bruce Springsteen.

Il Boss non ha mai scritto una colonna sonora, non ha lavorato con la E Street Band negli ultimi due album Human Touch e Lucky Town, si chiude da solo nello studio che ha costruito nella sua casa in New Jersey, scrive un testo ispirato alla perdita di un amico e accompagnandosi solo con una drum machine registra un pezzo ipnotico e struggente intitolato Streets of Philadelphia. Lo manda a Jonathan Demme spiegando che si tratta solo di un demo, una prima versione da sviluppare ma il regista decide che è perfetto e lo inserisce nel film così com’è. Tom Hanks ha dichiarato a Variety: «Se vuoi avere una scena grandiosa in un film, assicurati che ci sia una canzone di Bruce Springsteen».

La prima scena di Philadelphia diventa anche l’ispirazione per il videoclip di Streets of Philadelphia: Bruce che cammina lungo le strade di Philadelphia dalla periferia al centro, percorrendo simbolicamente tutte le strade dell’America del 1993 per portare il suo messaggio. Il film esce il 22 dicembre 1993 e diventa uno dei più grandi successi dell’anno, Tom Hanks viene premiato con un Oscar per la sua interpretazione di Andrew Beckett, Bruce Springsteen arriva al numero 9 in classifica in America e al numero 2 in Inghilterra vince cinque Grammy Awards, un Golden Globe e un Oscar come miglior colonna sonora originale.

Durante la notte degli Oscar, quando Bruce ritira il premio davanti ad una platea di star di Hollywood (anche Neil Young è stato nominato) è visibilmente emozionato e forse anche poco a suo agio, poi si avvicina al microfono e dopo aver ringraziato dice: «A volte fai il tuo lavoro al meglio e speri che tiri fuori il meglio anche dal tuo pubblico. Speri che riesca ad avere un effetto sulla vita delle persone nel mondo reale per eliminare la paura e riconoscere gli altri come uguali a noi, attraverso il velo delle nostre differenze».

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