Metallica, i motivi per cui nacque il Black Album :"volevamo finalmente comunicare attraverso la potenza, la rabbia e il volume"

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Metallica, i motivi per cui nacque il Black Album :"volevamo finalmente comunicare attraverso la potenza, la rabbia e il volume"

La band racconta le motivazioni che spinsero la realizzazione di un progetto destinato a cambiare per sempre il metal per intere generazioni

Alla fine degli anni ’80 i Metallica erano destinati a diventare la più brande band metal del mondo, perché il loro ultimo album del 1988 …And Justice for All è rimasto in classifica in America per un anno e mezzo e con il primo videoclip, One, sono entrati nella playlist di MTV.

Nessuno poteva però aspettarsi l’impatto devastante dell’album successivo, Metallica, conosciuto come The Black Album per la copertina interamente nera che vende sedici milioni di copie, rimane in classifica per 622 settimane in America (un record in continuo aggiornamento) e continua ad influenzare generazioni di band e artisti di ogni genere musicale (molti dei quali, da Miley Cyrus a Sam Fender a Biffy Clyro e Royal Blood) hanno partecipato all’album tributo The Metallica Blacklist uscito in occasione del trentesimo anniversario e ad affascinare il pubblico.

Lo scorso agosto il videoclip del singolo Nothing Else Matters ha superato un miliardo di visualizzazioni su YouTube. «Non siamo una band abituata a guardare al passato» ha detto James Hetfield a proposito del Black Album, «Siamo dei perfezionisti, pensiamo fuori dagli schemi e cerchiamo di fare le cose per primi, quindi non conosciamo la nostalgia, anzi ne abbiamo sempre avuto paura. Ma trenta anni del Black Album è un gran bell’anniversario».

Jason Newsted il bassista dei Metallica dal 1986 al 2001 (sostituito da Robert Trujillo) ha ricordato: «È stato un periodo fantastico che non potrà più tornare, c’era una intera generazione di ragazzi che aveva gli stessi interessi, e non c’era internet. Abbiamo suonato in cinquanta paesi e tutti sentivano di fare parte di una comunità». Il cantante nigeriano Tomy Owo, uno dei 52 artisti che hanno partecipato all’album di cover The Metallica Blacklist (la cover che ha scelto è Through the Never) ha detto: «Conoscevo i Metallica e l’impatto visivo che avevano prima di ascoltare la loro musica, perché tutti i ragazzi della mia età andavano a scuola con la loro maglietta».

Il primo obiettivo dei Metallica quando sono entrati agli One on One Recording Studios con il produttore Bob Rock per registrare il Black Album era quello di allontanarsi il più possibile dal virtuosismo tecnico degli album precedenti: «Volevamo riff più semplici e potenti» ha detto Kirk Hammett. «Lo scopo era invadere quante più orecchie possibile» ha spiegato Lars Ulrich. Secondo un famoso aneddoto, la band era in uno strip club di Los Angeles quando ha sentito un pezzo dei Motley Crue, e Lars Ulrich ha detto: «Perché in questi posti non mettono mai un pezzo dei Metallica?». Più in generale, il Black Album era un tentativo di comunicare attraverso la potenza, la rabbia e il volume: «Volevamo dimostrare che si può scrivere una canzone su qualunque sensazione puoi provare come essere umano, per questo ho scritto Nothin Else Matters. All’inizio pensavo che fosse troppo vulnerabile». Oggi James Hetfield ride di quanto la sua dedica d’amore alla fidanzata che non vedeva mai perché era sempre in tour (Kirk Hammett Lars Ulrich e Jason Newsted hanno invece tutti appena divorziato) sia diventata una canzone universale: «È diventato un pezzo da matrimonio e gli Hell’s Angels l’hanno anche usata in un documentario».

Per quanto riguarda l’eredità dei Metallica e il valore del Black Album trenta anni dopo la sua uscita, James Hetfield ha detto: «Siamo ancora degli esploratori e il progetto The Metallica Blacklist è una prova. Qualcuno un giorno mi ha detto: c’è un motivo per cui lo specchietto retrovisore di un automobile è più piccolo del parabrezza». 

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