Guns N' Roses, la vera storia di come venne scritta Don't Cry (e perché ne esistono due versioni)

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Guns N' Roses, la vera storia di come venne scritta Don't Cry (e perché ne esistono due versioni)

Un canzone che ridefinì il suono rock della band nel 1991, apparsa in due versioni in Use Your Illusion I e II

Nel 1991 Slash, il chitarrista dei Guns N' Roses, dice in una conferenza stampa in cui annuncia l’uscita del nuovo album della band “Siamo solo una band di rock’n’roll che va per la sua strada”. In realtà, i Guns N' Roses vogliono essere la più grande band del mondo, oltre che la più spettacolare e pericolosa, hanno costruito un suono che supera i confini dell’hard rock e conquista tutti, con arrangiamenti di archi, e brani che iniziano in acustico e finiscono in elettrico ed escono con ben due album gemelli, Use Your Illusion I e II. Arrivano nei negozi a mezzanotte del 17 settembre e dopo 5 ore hanno già venduto 1 milione di copie alla fine ne vendono 14 milioni e si piazzano al numero uno e due in classifica americana.

Nei due dischi gemelli ci sono trenta canzoni e due ore e mezza di musica, c’è una grande produzione curata da Mike Clink, e un nuovo batterista, Matt Sorum al posto di Steve Adler e sulla copertina la stessa immagine in rosso e in blu disegnata da un artista americano ispirandosi addirittura ad un quadro di Raffaello. “I Guns erano una band che poteva sfasciarsi da un secondo all’altro, e questo rendeva le cose più eccitanti” ha raccontato Slash. Nella loro vita succede di tutto: Axl Rose viene mollato dalla moglie Erin Everly e continua a mandarle fiori per un anno, poi si consola con la supermodella Stephanie Seymour, e l’amore diventa il tema di un pezzo sorprendente per i Guns, è un superclassico degli anni 90 in cui la chitarra elettrica incontra gli archi e si intitola Don’t Cry.

È un pezzo molto particolare nella storia della band, anche perché viene inserito nella scaletta di tutti e due gli album, ma in due versioni differenti, La prima, come scrive Stephen Davis nel libro Watch You Bleed: The Saga of Guns N' Roses è ottimista e piena di speranza, con un finale positivo, la seconda (in cui Axl Rose canta con Shannon Hoon dei Blind Melon) è il racconto dark di una storia d’amore che finisce male: «I sogni romantici di un giovane uomo che raggiunge il paradiso diventano gli incubi di una rockstar in decadenza» come si legge nel libro.

Don’t Cry è stata scritta nel 1985, poco dopo la nascita della band: «Parla di una ragazza che mi piaceva molto che usciva anche con Izzy Stradlin» ha raccontato Axl Rose, «Ero in macchina fuori dal Roxy, lei se ne stava andando dopo avermi detto che non avrebbe mai funzionato tra noi. Io piangevo e lei mi ha detto: non piangere. Con Izzy abbiamo scritto la canzone in cinque minuti». Dopo averla provata durante le session dell’album di debutto Appetite for Destruction, i Guns la rifanno con Shannon Hoon ai cori (secondo Slash: «l’ha resa molto più piena di soul») lanciandola con un video spettacolare girato sul grattacielo Transamerica a Los Angeles circondato da elicotteri che illuminano la band. In una scena c’è anche un cartello che dice: «Dov’è Izzy?». L’amico dell’Indiana di Axl Rose e fondatore della band se ne è andato, dopo aver scritto 12 canzoni di Use Your Illusion, e aver lasciato il segno nel rock anni ’90 con Don’t Cry.

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