Quella volta in cui David Bowie e Dennis Hopper contrabbandarono droghe per Iggy Pop ricoverato in ospedale

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Quella volta in cui David Bowie e Dennis Hopper contrabbandarono droghe per Iggy Pop ricoverato in ospedale

La storia della grande amicizia tra il Duca Bianco e l'Iguana del rock: "Sono sopravvissuto grazie all'aiuto di Bowie"

L’amicizia tra David Bowie e Iggy Pop è una delle storie più belle del rock. Si dice sia iniziata una sera del 1971 a New York grazie a Danny Fields, giornalista e discografico fondamentale per la nascita del punk rock. Danny Fields ha messo sotto contatto gli MC5 e gli Stooges, ha scoperto i Ramones al CBGB’S ed è uno dei frequentatori abituali del Max’s Kansas City. Iggy Pop vive nel suo appartamento dietro l’angolo del club e come ha raccontato lui stesso: «Era tardi, Danny è andato al Max’s e io sono rimasto a casa a guardare un film. Ad un certo punto mi ha chiamato: devi venire qui, c’è un tizio che devi conoscere. Era David Bowie. Aveva detto alla stampa inglese che gli piacevano gli Stooges, al tempo non lo dicevano in molti».

David Bowie è appena arrivato a New York, conosce Andy Warhol, Iggy Pop e Lou Reed, dedica una canzone al maestro della pop art sull’album Hunky Dory (Andy Warhol) crea il personaggio di Ziggy Stardust che lo lancia al successo facendolo diventare icona del glam rock, nel 1972 produce l’album definitivo di Lou Reed, Transformer e nel 1973 porta Iggy Pop a Londra, cerca di tirarlo fuori dalla dipendenza da eroina, lo aiuta a tenere insieme gli Stooges che stanno letteralmente cadendo a pezzi (il bassista Dave Alexander combatte contro l’alcolismo, Ron e Scott Asheton vengono richiamati nella band insieme al chitarrista James Williamson) e collabora con lui nell’album Raw Power: «Nessuno capiva la qualità delle canzoni degli Stooges, tranne David» ha detto Iggy Pop.

Gli Stooges però si disgregano poco dopo: l’ultimo concerto del 9 febbraio 1974 al Michigan Palace di Detroit finisce con una rissa tra la band e un gruppo di bikers, documentata nell’album Metallic KO (Iggy improvvisa una cover di Louie Louie lunga 40 minuti in cui riversa insulti sul pubblico), definito: «Una testimonianza del momento più nichilistico di un Iggy Pop completamente fuori controllo». Poco dopo, incapace di limitare l’abuso di sostanze, arrestato più volte e con il rischio di finire in prigione, Iggy accetta di farsi ricoverare in una clinica psichiatrica, la UCLA Neuropsychiatric Institute di Los Angeles.

Il dottore che lo prende in cura, Murry Zucker, gli diagnostica un disturbo mentale con delle complicazioni che non riesce neanche a definire: «Era oltre il bipolarismo, Dio sa cosa aveva». La persona che lo va a visitare più spesso in clinica è David Bowie.

Un giorno David si presenta con Dennis Hopper, simbolo del cinema underground dai tempi di Easy Rider del 1969 e l’attore Dean Stockwell. David Bowie ha ammesso in un libro (The Golden Years del 2012) che lui e Dean erano completamente strafatti e si sono presentati indossando una tuta da astronauti gridando: «Vogliamo vedere Jimmy! Fateci entrare». Cogliendo di sorpresa medici e infermieri (forse stupiti di vedere tre delle star più grandi del cinema e della musica) Bowie e Dennis Hopper riescono a portare a Iggy della droga: «Me lo ricordo bene, eravamo tutti fuori di testa, tutti» ha detto David Bowie, «L’unica cosa che ci interessava era che Iggy non stava bene, e abbiamo pensato che dovevamo portargli qualche droga perché sicuramente là dentro non ne prendeva da giorni». Una storia incredibile che racconta la follia del mondo del rock anni ’70, ma anche l’amicizia tra due personaggi che riescono insieme a superare i momenti più difficili della propria vita e a fare grande musica. «Sono sopravvissuto grazie alla mia forza di volontà e all’aiuto di David Bowie» ha sempre detto Iggy Pop. Nel 1976 David porta Iggy in tour con sé durante il tour Station to Station, nel 1977 scappano insieme a Berlino, dove Bowie registra negli Hansa Studios la trilogia berlinese Low, Lodger, Heroes  che lo rende uno dei musicisti rock più influenti di sempre, e poi realizza con Iggy Pop i suoi due album più famosi, The Idiot e Lust For Life.  

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