The Rolling Stones, quella volta in cui Mick Jagger propose la legalizzazione di tutte le droghe. Ecco il perché

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The Rolling Stones, quella volta in cui Mick Jagger propose la legalizzazione di tutte le droghe. Ecco il perché

Il frontman: "il problema è la violenza che si genera nella diffusione. Questo aspetto della questione secondo me rende necessaria la legalizzazione"

Se c’è qualcuno che conosce il fascino pericoloso delle droghe e ha visto da vicino le sue conseguenze è Mick Jagger.

Il frontman simbolo della band più rock’n’roll di tutti i tempi ha cantato la trasgressione come nessun altro in brani come Brown SugarHo messo tutte le cose proibite del mondo in una sola canzone» ha detto nel 1971) o Sister Morphine (scritta dalla sua compagna di vita rock’n’roll Marianne Faithfull) e nel corso della sua carriera ne ha viste parecchie, dalla morte accidentale del fondatore degli Stones Brian Jones il 3 luglio del 1969, causata anche dagli abusi di droga, al celebre arresto di Keith Richards per possesso di eroina del 27 febbraio 1977 in una stanza dell’Harbour Castle Hilton Hotel di Toronto che, a causa delle leggi canadesi che prevedevano almeno un anno di carcere, rischiava di porre fine alla storia della band.

Fin dall’inizio della sua carriera da rockstar e icona, però, Mick Jagger ha sempre avuto le idee chiare sul controverso tema delle droghe. Una visione lucida lontana dalla retorica hippy, unita alla capacità dialettica di difendere lo stile di vita alternativo di una generazione ribelle che attraverso il rock reclamava la propria libertà.

Nel febbraio del 1967, quando lui e Keith Richards vengono arrestati dopo un irruzione della polizia nella villa di Keith a Redlands e passano una notte in prigione a Londra (Mick alla Brixton Prison e Keith nella Wormwood Scrubs Prison nel West End), Mick Jagger si presenta ad un dibattito televisivo del programma World in Action e fa un discorso intelligente e argomentato in difesa delle libertà individuali. Da allora Mick non ha mai smesso di dire la sua.

L’intervista più celebre è quella fatta con il conduttore Larry King del 2010 in cui ha detto: «Gli esseri umani hanno sempre avuto la tendenza ad assumere sostanze di ogni tipo, dall’alcool che è stato creato 5000 anni fino al tabacco o alla marijuana. Questo è un fatto, così come le conseguenze negative sulle persone del loro abuso. Ma un altro problema è la violenza che si genera all’inizio e alla fine della catena di diffusione delle droghe, dai luoghi in cui viene prodotta alle strade dove viene consumata, e questo aspetto della questione secondo me rende necessaria la legalizzazione».

La questione è aperta da anni, ma Mick Jagger è convinto che la piena legalizzazione sia necessaria per non trasformare il consumo in un crimine e trasformarlo in una fonte di reddito per la società attraverso la tassazione, e ha lanciato anche una provocazione: «In Inghilterra le aziende sono solite testare i nuovi prodotti in luoghi isolati con pochi abitanti, per esempio provano i nuovi modelli di telefonini sull’Isola di Man. Quindi io dico: legalizziamo le droghe sull’Isola di Man e vediamo cosa succede». Per quanto riguarda le sue esperienze personali, (e probabilmente con un riferimento alle abitudini di Keith), Mick ha detto a Larry King: «E’ sempre meglio non prendere droghe o bere in generale, ma non posso dire di non averlo mai fatto. Posso però dire una cosa: ho capito che non va bene, soprattutto quando sei sul palco. Assumere sostanze per divertimento va bene, ma mentre stai lavorando non è una buona idea».

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