Il figlio di Slash, London Hudson, parla della sua nuova band: “Non volevo vivere all’ombra di mio padre”

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Il figlio di Slash, London Hudson, parla della sua nuova band: “Non volevo vivere all’ombra di mio padre”

Nei Suspect208 ci sono anche i figli di Scott Weiland e di Robert Trujillo

Chi è figlio d’arte prima o poi deve fare i conti con questa condizione: questi ragazzi desiderano emergere e avere successo grazie alle proprie qualità e non solo perché sono figli di un artista già famoso. Se ogni tanto c’è qualcuno che campa di rendita, ci sono anche tanti giovani che, al contrario, vogliono farcela da soli: è il caso di London Hudson, Noah Weiland e Tye Trujillo, che sono rispettivamente i figli di Slash, Scott Weiland degli Stone Temple Pilots e Rob Trujillo dei Metallica.

In tre ragazzi hanno deciso di mettere su una band insieme e così hanno formato i Suspect208: Noah canta, Tye suona il basso, mentre London suona la batteria. A completare la line-up c’è poi il chitarrista Niko Tsangaris che, suona insieme a Hudson anche in un’altra band, i Classless Act.

Il mese scorso i tre figli d’arte hanno pubblicato il loro primo singolo intitolato Long Awaited e, inevitabilmente, è scattato il paragone con i loro genitori e, in particolare, con i Velvet Revolver, il supergruppo del quale facevano parte Slash e Scott Weiland. Ma se la stampa pensa a queste cose, i ragazzi pensano solo alla musica: “Il nostro è un pezzo davvero buono – ha detto London a Consequence Of Sound – sono davvero entusiasta che sia piaciuto a tutti. Ma sono felice anche all’idea di ciò che il pubblico potrà ascoltare prossimamente”.

Al giovane musicista è stato poi chiesto come mai lui abbia preferito suonare la batteria piuttosto che la chitarra come Slash: “La batteria è la mia più grande passione. Penso che mi abbia davvero chiamato a sé. Poi ho fatto questa scelta perché non volevo vivere nell’ombra di mio padre – ha spiegato – non penso di poter diventare più bravo di lui se suonassi la chitarra. Non sto cercando di essere migliore di lui. Io sto cercando solo di seguire la mia strada, di divertirmi e, spero, di far divertire il pubblico con ciò che faccio. Nessuno di noi prenderà il posto dei nostri genitori – ha proseguito – non è la mia battaglia, non voglio questo. Ho tante altre persone da conquistare. Ciò che i nostri genitori hanno realizzato è stato meraviglioso e resterà per sempre – ha concluso – ma possiamo riuscirci anche noi. Stiamo solo cercando di fare qualcosa per la nuova generazione”.

Anche Noah Weiland non è interessato al paragone con il padre Scott: “Non sono preoccupato di vivere nella sua ombra – ha dichiarato – serve del tempo affinché la gente mi conosca per quello che sono. Immagino che molte persone dicano che canto come mio padre, ma Long Awaited è solo un piccolo esempio di ciò che posso fare con la mia voce. Prima di tutto questo io facevo solo R&B e rap. È a questi generi e al pop che mi ispiro per le mie melodie”. Nel loro secondo singolo, All Black, per il quale è stato anche realizzato un video ufficiale, in effetti si sente anche l'influenza di questi generi.

In seguito, i tre ragazzi hanno parlato delle loro influenze musicali che non riguardano solo i gruppi nei quali hanno suonato o suonano i loro padri. Tye Trujillo, ad esempio, ha indicato come fonti di ispirazione Geezer Butler dei Black Sabbath, il primo bassista dei Metallica Cliff Burton e anche Flea dei Red Hot Chili Peppers. I Suspect208, insomma, hanno davvero le idee chiare su chi sono e cosa vogliono fare e sono pronti a stupire il pubblico e a spiccare il volo nel mondo della musica, senza alcun aiuto da parte dei genitori.

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