Foo Fighters, Dave Grohl spiega perché il nuovo album sarà diverso: “Non potevamo suonare The Pretender all’infinito”

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Foo Fighters, Dave Grohl spiega perché il nuovo album sarà diverso: “Non potevamo suonare The Pretender all’infinito”

Il frontman ha però specificato che il disco conterrà molte altre sorprese e non sarà tutto sullo stile di Shame Shame

Con il nuovo disco Medicine At Midnight, in uscita il 5 febbraio del 2021, i Foo Fighters hanno deciso di dare una svolta alla propria carriera e di sperimentare qualcosa di nuovo. Una prima prova di questo cambio di rotta è stata già fornita dal primo singolo estratto dal disco, Shame Shame, che ha un sound decisamente diverso rispetto al classico stile rock dei Foos.

In una nuova intervista per WMMR, Dave Grohl ha spiegato le ragioni di questo cambiamento di genere verso un “party-album” dalle sonorità particolari, specificando, però, che non tutte le nuove canzoni saranno sullo stile di questo primo singolo. Nel realizzare questo disco, i rockers hanno immaginato delle canzoni che fossero adatte per gli stadi e per far scatenare il pubblico.

Non potevamo continuare a fare lo stesso disco all’infinito – ha detto il frontman – negli anni abbiamo esplorato il territorio acustico, ma ci siamo avventurati anche nel territorio del punk-rock più folle, poi ci siamo dedicati a quel genere di canzoni rock della durata di tre o quattro minuti. Tutti noi siamo cresciuti con David Bowie o con gli Stones – ha proseguito – io adoro la musica funk e la musica disco e, in qualità di batterista, adoro quel tipo di ritmo, è qualcosa che mi piace davvero, davvero tanto. In questo territorio, invece – ha sottolineato – noi non ci siamo mai avventurati prima d’ora. Tuttavia, anziché fare uno strano album funk-rock, abbiamo deciso di fare un album sulle cui note le persone possano ballare in uno stadio, un grande disco rock che possa far davvero muovere gli spettatori”.

Una cosa del genere – ha detto ancora – non l’avevamo mai fatta, così quando ci siamo riuniti per registrare, la prima canzone che abbiamo realizzato è stata Making A Fire e questa ha la classica atmosfera rock, a parte per le chitarre e per il potente ritornello. Così ho pensato ‘Ok ragazzi, ci stiamo muovendo in una direzione che non abbiamo mai esplorato prima’. Poi abbiamo registrato un paio di altri pezzi che erano molto più vicini allo stile dei Foo Fighters, e poi abbiamo registrato Shame Shame”.

Questo pezzo è stato scelto come primo singolo del disco perché la band ha voluto subito far capire ai fan che ci saranno molte interessanti novità. Medicine at Midnight, in ogni caso, sarà “immediatamente riconoscibile” come un disco dei Foos, ma al suo interno conterrà anche tante sorprese, tra le quali, appunto, questo pezzo. “Di base ha un ritmo di batteria molto semplice – ha detto Dave in proposito - ci sono poi sovraincisi dei suoni come quelli prodotti dallo schioccare delle dita, in seguito ci abbiamo messo sopra la voce, le chitarre, il basso e le tastiere. L’abbiamo registrata in un giorno e, alla fine, io ho detto ‘Questo pezzo è diverso da qualsiasi cosa che abbiamo fatto prima’. Io non ho mai cantato una canzone in quella specie di falsetto e noi non abbiamo mai fatto qualcosa con questo tipo di ritmo simil-trance. È stato proprio questo brano a farci andare verso questa nuova direzione, per questo motivo Shame Shame è una vera fuoriclasse tra le nuove canzoni”.

Il frontman ha però voluto specificare che gli altri pezzi saranno molto diversi e, in alcuni casi, riconducibili al classico stile della band: “Il resto dell’album non è necessariamente simile a questa canzone – ha detto – ma questo brano è indicativo del fatto che abbiamo deciso di cercare una sorta di crescita e di progresso, considerando che speriamo di poter continuare altri 25 anni come band. Non possiamo continuare a fare The Pretender, Best Of You o Learn To Fly all’infinito, ormai lo abbiamo capito”.

Medicine At Midnight, insomma, rappresenta l’inizio di una nuova era per i Foos e Shame Shame non è l’unica canzone che sorprenderà i fan; c'è, ad esempio, anche Cloud Spotter, citata da Grohl come una delle sue preferite: “Quando ascolti per la prima volta il suo ritmo pensi subito ‘Oh mio Dio, questa assomiglia a una canzone dance!’ – ha detto il cantante ridendo – poi arriva il ritornello che è simile al death metal! Dico sul serio, è davvero strana! Poi c’è la canzone Medicine at Midnight, che rispecchia molto la nostra band. Love Dies Young, l’ultima canzone della tracklist, invece, forse è la cosa più vicina a noi che abbiamo mai scritto. Sembrano i KISS che suonano una canzone degli ABBA, in un certo senso. Quando la ascolti sai che siamo noi, ha il nostro sound, ma ti fa ballare e ti chiedi ‘Oh mio Dio, cosa succede? È assurdo!’”.

Poi c’è una canzone alla quale Dave è particolarmente legato, Waiting On A War, un pezzo che racconta di quando, da bambino, aveva paura scoppiasse una guerra, un timore che anche sua figlia ha avuto di recente. Il pezzo inizia con un sound acustico per poi esplodere nel rock puro tipico dei Foo Fighters: “Questa è la canzone che vorrei utilizzare per aprire i nostri concerti futuri – ha detto Dave – dovrebbe partire un minuto prima che mettiamo piede sul palco. Inizieremo il set con questo brano e tutto il pubblico inizierà a cantare con noi, sarà un grandioso ed emozionante momento a seguito del quale ci immergeremo in uno show di tre ore pieno delle nostre canzoni!”. Nonostante le difficoltà di questo periodo, Dave Grohl non perde l’entusiasmo e la grinta di sempre e spera di poter tornare sul palco al più presto. Nel frattempo, i fan possono iniziare a scoprire questa nuova e significativa fase della carriera dei loro beniamini con il singolo Shame Shame.

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