In ricordo di River Phoenix, storia di una leggenda tra cinema e rock

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In ricordo di River Phoenix, storia di una leggenda tra cinema e rock

Scomparso nel 1993 a soli 23 anni, il suo talento ha scritto una delle pagine di cinema più iconiche degli anni'90

River Phoenix è senz'altro uno dei nomi più rappresentativi del cinema degli anni '90. La sua precocità, le sue doti attoriali e la sua passione per il rock ne hanno determinato l'immagine, così "bello e dannato" da lasciare un vuoto incolmabile a soli 23 anni.

La storia di River Phoenix inizia il 23 agosto 1970 in Oregon, dove nacque nella cittadina di Madras dai genitori John Lee Bottom e di Arlyn Sharon Dunetz. Fratello degli attori Rain, Joaquin, Liberty e Summer Phoenix, River si impose sulla fine degli anni '80 come uno dei più promettenti attori della nuova scena cinematografica di Hollywood, grazie alle interpretazioni in pellicole di grande successo come "Stand By Me", "Nikita", "Indiana Jones e l’ultima crociata", "Belli e Dannati (My Own Private Idaho)" (a fianco di Keanu Reeves e di Flea dei Red Hot Chili Peppers) e "Vivere in Fuga", che gli valse la candidatura all’Oscar come migliore attore non protagonista ad appena 19 anni.

Da “bello e dannato” (di nome e di fatto, fu infatti questo il titolo del film che gli valse la conquista della Coppa Volpi) ad attore più maturo, al netto di un’età ancora giovanissima, River era anche un ottimo musicista. Era il frontman di una band, gli Aleka’s Attic, di cui faceva parte seppur saltuariamente anche la sorella Rain. Il gruppo è stato attivo dal 1987 al 1993, anno della scomparsa di River, e aveva composto diversi brani, anche se quei brani non sono mai stati inclusi in un vero e proprio album. 

Durante il suo discorso di ringraziamento per l’Oscar come Miglior attore, ricevuto per la sua grandiosa interpretazione nel film Joker, il fratello Joaquin Phoenix ha citato le parole di una canzone scritta dal fratello River: “Run to the rescue with love and peace will follow”. 

Josh Greenbaum, il batterista degli Aleka’s Attic, sostiene che il verso citato da Joaquin Phoenix provenga dalla canzone intitolata Halo. Il brano viene nominato e citato anche nel libro del 2001 dello scrittore e giornalista Tad Friends intitolato Lost in Mongolia: Travels in Hollywood and Other Foreign Lands, volume in cui si racconta anche della lavorazione del film del 1991, My Own Private Idaho. Durante le riprese, River partecipò a una jam session insieme a Flea dei Red Hot Chili Peppers e ad altri attori e in quell’occasione il cantante intonò proprio Halo, il cui ritornello faceva così: “Run to the rescue with love and peace will follow’ or ‘Hey, lo, where did your halo go?’”.

Joaquin era molto legato al fratello River, in un'intervista recentemente rilasciata durante il programma di Anderson Cooper "60 Minuti" ha dichiarato: "E' come se in ogni film che ho fatto ci sia stata una connessione con River in qualche modo. E penso che tutti abbiamo sentito la sua presenza e guida nelle nostre vite in molti modi...". In onore e tributo al fratello scomparso, Joaquin Phoenix ha chiamato il suo primogenito River.

River Phoenix morì a causa di un’overdose di speedball dopo una festa di Halloween al Viper Club di Hollywood. A quella festa erano presenti Johnny Depp (in parte proprietario del locale), Flea, John Frusciante e il fratello minore Joaquin. Fu proprio lui ad effettuare la chiamata al 911, ritrasmessa alla radio e alla televisione in tutto il mondo.

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