Jimi Hendrix, l’incredibile storia di come iniziò a suonare la chitarra diventando una legenda

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Jimi Hendrix, l’incredibile storia di come iniziò a suonare la chitarra diventando una legenda

Il chitarrista aveva un talento naturale per la musica, ma lavorò sodo per perfezionarsi fino alla fine

Tante persone considerano, ancora oggi, Jimi Hendrix come il più grande chitarrista della storia. Che sia stato il migliore o meno, di certo il suo nome è diventato leggenda: il musicista, purtroppo scomparso troppo presto, è riuscito a suonare la chitarra a livelli mai raggiunti da nessun altro prima e per la musica aveva un vero talento naturale.

Nonostante il suo dono, Jimi Hendrix non smise mai di lavorare duramente per perfezionare le sue abilità con il suo strumento. Lo fece fino alla fine dei suoi giorni, sperimentando e creando musica come pochi altri hanno saputo fare.

Se il chitarrista non ha mai smesso di migliorarsi nel suo campo e se cercava così tanto la perfezione forse è perché ha iniziato a suonare in circostanze non proprio semplici. La sua passione per la musica nacque quando era solo un bambino: accadde quando ritrovò un vecchio ukulele rimasto con una sola corda, mentre aiutava suo padre a pulire il garage di un’anziana signora. La donna si accorse subito che il piccolo Jimi si era innamorato di quell’ukulele e così gli disse che poteva tenerlo. Di certo, però, non sapeva che con quello strumento regalato a un bambino sarebbe iniziata una storia incredibile.

In seguito, come ha raccontato il fratello del musicista, Leon, nel libro Jimi Hendrix: A Brother’s Story, il piccolo Jimi trascorse intere giornate a suonare il suo ukulele, o meglio, a provare e riprovare a strimpellarlo e a studiarlo per capire come si suonasse. Ben presto, ad esempio, il bambino scoprì che ruotando la chiave in cima al manico dello strumento, era possibile ottenere note più acute e alte.

Se Buster (così Jimi veniva chiamato affettuosamente dal fratello ndr) la stringeva un po’ di più, il suono diventava ancora più alto e vibrava di meno – ha raccontato Leon nel suo libro – cominciò a girare la chiave mentre strimpellava, alzando e abbassando l’intonazione. Sebbene suonasse note singole, riusciva comunque a suonare un paio di canzoni di Elvis Presley, seguendole alla radio. Buster suonava a orecchio e riusciva a individuare quali fossero le note giuste”.

Jimi, dunque, dimostrò subito di avere un dono per la musica e ben presto riuscì ad avere tra le mani quello che diventò il suo strumento per eccellenza. “La mia prima chitarra fu una Danelectro – raccontò Hendrix in una vecchia intervista – mi fu regalata da mio padre. Penso di avergli rotto le scatole a lungo per averla. Ma prima dovevo dimostrargli che sapevo suonare. In quel periodo penso che mi piacesse solo il rock ‘n’ roll”.

Dall’ukulele alla chitarra il passo fu breve; dalla chitarra alla sua prima band, invece, passò qualche anno. Jimi aveva 17 anni quando iniziò a suonare in un gruppo e da quel momento in poi le cose cambiarono. Sebbene ormai padroneggiasse perfettamente il suo strumento, Hendrix non si sentiva a suo agio sul palco.All’inizio è stato così difficile per me – ha raccontato – conoscevo circa tre canzoni. Quando arrivò il nostro turno per suonare, io tremavo tutto. Così fui costretto a suonare dietro le quinte perché proprio non riuscivo ad andare là fuori. In casi del genere ti scoraggi davvero tanto. Senti diverse band suonare intorno a te e il chitarrista sembra sempre migliore di te”.

Tanta gente – continuò il chitarrista – lascia perdere quando arriva a questo punto. Ma è meglio non farlo. Bisogna andare avanti, solo andare avanti. A volte ti sentirai così frustrato da arrivare a odiare la chitarra, ma tutto questo fa solo parte dell’apprendimento. Se non ti dai per vinto, alla fine verrai ricompensato. Se sei davvero testardo, allora ce la puoi fare”.

Fortunatamente, dopo quelle difficoltà iniziali Jimi Hendrix capì queste cose, si rese conto che ce l’avrebbe fatta e infatti così è stato. Avrebbe potuto rinunciare e fermarsi lì, sconfitto dalle sue insicurezze: invece si è fatto coraggio ed è riuscito a conquistare il pubblico e a incantare sul palco. Ed è grazie alla tenacia di quel bambino con quel vecchio ukulele e alla forza di quel ragazzo che alla fine ha vinto le sue paure, se il mondo ha potuto conoscere il genio e l’arte di questo immenso musicista.

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